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Papa Francesco, la fedele tanguera: “Danziamo sotto le sue finestre: è la nostra preghiera per lui”

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Daiana Guspero, danzatrice di tango argentino a livello internazionale e insegnante in una scuola di Milano, ha invitato i tangueri di tutto il mondo a ballare davanti al Policlinico Gemelli
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Tra le preghiere che il mondo intero sta rivolgendo a Papa Francesco, una andrà al ritmo di tango. L’idea arriva da Daiana Guspero, danzatrice di tango argentino a livello internazionale e insegnante in una scuola di Milano, che ha invitato i tangueri di tutto il mondo a ballare davanti al Policlinico Gemelli di Roma, proprio sotto la finestra della stanza che al momento ospita il Pontefice. “Non c’è giorno che non pensi a lui, siamo tutti molto preoccupati. Mi piacerebbe farlo sentire stretto in un abbraccio”.

Cosa immagina?

“Tanta musica e centinaia di persone che ballano insieme. Sto contattando ogni singola scuola di tango a Roma e sembrano tutti entusiasti di partecipare. D’altronde, chi non desidera che il Papa si riprenda? Per chiunque voglia unirsi, l’appuntamento è domenica 16 marzo alle 16. Credo che se il Santo Padre riuscisse a sentirci farebbe un sorrisino, a lui il tango piace molto”.

Come lo sa?

“Mi hanno raccontato che nella sua residenza lo ascoltava spesso alla …

Tra le preghiere che il mondo intero sta rivolgendo a Papa Francesco, una andrà al ritmo di tango. L’idea arriva da Daiana Guspero, danzatrice di tango argentino a livello internazionale e insegnante in una scuola di Milano, che ha invitato i tangueri di tutto il mondo a ballare davanti al Policlinico Gemelli di Roma, proprio sotto la finestra della stanza che al momento ospita il Pontefice. “Non c’è giorno che non pensi a lui, siamo tutti molto preoccupati. Mi piacerebbe farlo sentire stretto in un abbraccio”.

Cosa immagina?

“Tanta musica e centinaia di persone che ballano insieme. Sto contattando ogni singola scuola di tango a Roma e sembrano tutti entusiasti di partecipare. D’altronde, chi non desidera che il Papa si riprenda? Per chiunque voglia unirsi, l’appuntamento è domenica 16 marzo alle 16. Credo che se il Santo Padre riuscisse a sentirci farebbe un sorrisino, a lui il tango piace molto”.

Come lo sa?

“Mi hanno raccontato che nella sua residenza lo ascoltava spesso alla radio e accennava anche qualche passetto di danza. Ma non ebbi il coraggio di chiedergli conferma quando ci incontrammo”.

In che occasione?

“Danzai per lui al concerto di Natale del 2018 insieme al mio ex marito e compagno di ballo, Miguel Angel Zotto. Fu l’emozione più grande che abbia mai provato dopo la nascita delle mie figlie. A un secolo di distanza, il tango tornava in Vaticano: l'ultima volta fu con il leggendario Casimiro Ain all'inizio del Novecento, quando aveva finalmente perso la sua nomea di ballo peccaminoso”.

Riuscì a parlare al Pontefice?

“Dopo l’esibizione mi avvicinai a lui e gli sussurrai: ‘Quanto mi piacerebbe darle un abbraccio tanguero’. Lui rispose: ‘A me piacerebbe ballare un tango con te’. Tutti i cardinali intorno a lui si misero a ridere come matti. Il ballo non fu possibile, ma mi concesse l’abbraccio”.

Cosa prevede un abbraccio tanguero?

“Con la mia mano destra e la sua sinistra abbiamo formato una V, mentre la mia mano sinistra si posizionava sulla sua spalla”.

Papa Francesco era come se lo aspettava?

“Da argentina ho sempre sentito un legame speciale. Ha un cuore immenso e ha fatto tanto nel nostro Paese per i bambini e le persone in difficoltà. Ma il suo amore per il tango me lo fa piacere ancora di più, è un personaggio unico. Non poteva che essere argentino”.

Ricorda quando fu eletto?

“Quel giorno, il 13 marzo del 2013, mio padre doveva sottoporsi a un intervento al cuore. In ospedale condivideva la stanza con un prete, che mi disse: ‘Vedrai che il pontefice sarà argentino’. Io non ci credevo. L’operazione alla fine andò benissimo, e mentre riportavano mio padre in stanza arrivò l’annuncio in televisione: fu una gioia immensa”.

Lei è credente?

“Molto, la mia famiglia è religiosa e tutti preghiamo ogni giorno che il Papa si riprenda. Adesso chiedo aiuto anche agli altri danzatori: venite a pregare ballando insieme a me. Il tango è una danza che predica la condivisione e il dialogo, unisce e abbatte qualsiasi barriera, che sia di religione, cultura, territorio. Davanti al contatto degli occhi e all’abbraccio del corpo non esistono più frontiere”.

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