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Sanità, la Regione migliore è il Veneto. Confermato il calo della Lombardia

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Sono definitive le classifiche del “Sistema di garanzia” del ministero. La Toscana è seconda e l’Emilia-Romagna terza. Tre gli indicatori presi in considerazione. Otto le realtà locali “insufficienti”
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La spunta il Veneto sulla Toscana, la Lombardia resta lontana dalle prime cinque, visto che è settima. Sono pronte le classifiche del sistema di valutazione delle Regioni da parte del ministero alla Salute, che si chiama “Sistema di garanzia”. Questa volta si tratta di quelle definitive. Nel novembre scorso, infatti, il capo della Programmazione del ministero, Americo Cicchetti, aveva rivelato durante un congresso la classifica provvisoria. Ne seguirono lunghe polemiche, anche da parte della stessa Lombardia. Ora che i dati del 2023 sono ufficiali, i cambiamenti non sono molti. Da sempre il ministero dice che i numeri non servono per fare classifiche, ma è proprio a quelle che guardano le Regioni e anche quest’anno sono da aspettare comunicati da parte di coloro che si trovano nelle posizioni migliori.

La graduatoria

In realtà il ministero valuta tre indicatori: attività ospedaliera, di prevenzione e distrettuale. Per ciascuno assegna un punteggio a seconda della qualità assistenziale…

La spunta il Veneto sulla Toscana, la Lombardia resta lontana dalle prime cinque, visto che è settima. Sono pronte le classifiche del sistema di valutazione delle Regioni da parte del ministero alla Salute, che si chiama “Sistema di garanzia”. Questa volta si tratta di quelle definitive. Nel novembre scorso, infatti, il capo della Programmazione del ministero, Americo Cicchetti, aveva rivelato durante un congresso la classifica provvisoria. Ne seguirono lunghe polemiche, anche da parte della stessa Lombardia. Ora che i dati del 2023 sono ufficiali, i cambiamenti non sono molti. Da sempre il ministero dice che i numeri non servono per fare classifiche, ma è proprio a quelle che guardano le Regioni e anche quest’anno sono da aspettare comunicati da parte di coloro che si trovano nelle posizioni migliori.

La graduatoria

In realtà il ministero valuta tre indicatori: attività ospedaliera, di prevenzione e distrettuale. Per ciascuno assegna un punteggio a seconda della qualità assistenziale della singola Regione, fino a un massimo di 100. Se si sommano i voti dei tre campi, si ottiene la classifica. Eccola: Veneto (287,1), Toscana (285,6), Provincia di Trento (277,9), Emilia-Romagna (277,4), Piemonte (269,7), Umbria (258,1), Lombardia (256,7), Marche (247,5), Friuli Venezia Giulia (235,4), Puglia (227,5), Liguria (219,3), Lazio (216,4), Campania (204,7), Provincia Bolzano (201,7), Molise (192,5), Sardegna (192,3), Basilicata (189,3), Abruzzo (182,3), Sicilia (172,5), Valle d’Aosta (165), Calabria (150,2). Rispetto alla bozza fatta circolare, praticamente la Regione guidata da Attilio Fontana supera solo la Regione Marche, che va peggio del previsto, visto che prima era quinta e ora ottava. Riguardo al vertice, il Veneto la spunta. L’anno scorso era secondo e la Toscana era terza. La prima, l’Emilia-Romagna, si piazza all’ultimo gradino del podio.

Gli indicatori

Come detto, gli indicatori sono tre. In testa all’ospedaliera c’è Trento, seguito da Toscana e Veneto. La Lombardia è settima, in un settore nel quale è considerata da molti un’eccellenza. Va detto che sull’ospedale solo una Regione scende sotto i 60 punti, ed è la Valle d’Aosta. Sostanzialmente il sistema regge. E Trento è in testa anche per la prevenzione, dove invece hanno problemi Bolzano, Molise, Liguria, Abruzzo, Sicilia e Calabria. Infine l’assistenza distrettuale, sul territorio, vede in testa il Veneto, seguito dalla Toscana (la Lombardia è addirittura undicesima). Qui hanno problemi Basilicata, Abruzzo, Sicilia, Calabria e la Valle d’Aosta. In tutto sono otto le Regioni “insufficienti” in almeno uno degli indicatori.

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