Il Papa migliora ancora. “Polmonite sotto controllo, fa esercizi per respirare”
di
Iacopo Scaramuzzi
(ansa)
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L’insufficienza renale è sparita e la Tac ha evidenziato una normale evoluzione dell’infezione ai polmoni. La prognosi
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Città del vaticano — Ancora prudenza, ancora timori, la polmonite è ancora lì, e lo certifica una nuova Tac, ma tra le parole che i medici ogni sera trasmettono dal policlinico Gemelli, dove papa Francesco è ricoverato da quattordici giorni per una brutta polmonite, si fa strada un moderato ottimismo. «Le condizioni cliniche del Santo Padre nelle ultime 24 ore», si legge nel bollettino diramato ieri dalla sala stampa vaticana, «hanno mostrato un ulteriore, lieve miglioramento».
I primi giorni della malattia sono stati in salita, a un certo punto ripida, adesso sembra intravedersi la discesa. Jorge Mario Bergoglio è entrato il 14 febbraio in ospedale, la bronchite iniziale si è dapprima aggravata, con una infezione «polimicrobica», poi tramutata velocemente in una polmonite bilaterale, e infine ha avuto su…
Città del vaticano — Ancora prudenza, ancora timori, la polmonite è ancora lì, e lo certifica una nuova Tac, ma tra le parole che i medici ogni sera trasmettono dal policlinico Gemelli, dove papa Francesco è ricoverato da quattordici giorni per una brutta polmonite, si fa strada un moderato ottimismo. «Le condizioni cliniche del Santo Padre nelle ultime 24 ore», si legge nel bollettino diramato ieri dalla sala stampa vaticana, «hanno mostrato un ulteriore, lieve miglioramento».
I primi giorni della malattia sono stati in salita, a un certo punto ripida, adesso sembra intravedersi la discesa. Jorge Mario Bergoglio è entrato il 14 febbraio in ospedale, la bronchite iniziale si è dapprima aggravata, con una infezione «polimicrobica», poi tramutata velocemente in una polmonite bilaterale, e infine ha avuto sul corpo del Papa una serie di scompensi, dovuti probabilmente tanto alla patologia quanto ai trattamenti medici. Il giorno più brutto sabato, con una crisi respiratoria, l’inizio dell’ossigenazione artificiale ad alti flussi, un duplice problema al sangue, anemia e calo delle piastrine, trasfusioni, e il giorno dopo anche la comparsa di una — lieve — insufficienza renale.
Problema, quest’ultimo, che già nei giorni scorsi era sembrato in via di sparizione. Ieri, hanno detto i medici, «la lieve insufficienza renale riscontrata nei giorni scorsi è rientrata». Non ci sono più i sintomi. Non solo. Gli esami «ematochimici ed emacrocitometrici» della giornata di ieri «hanno confermato il miglioramento» del giorno precedente. Il che significa, chiosano fonti vaticane, che non solo l’anemia, che già era stata bilanciata, ma anche il calo delle piastrine dei giorni passati è stato compensato. Il Papa «continua l’ossigenoterapia ad alti flussi», sebbene i flussi possano essere diminuiti in questi giorni, a seconda della situazione, e anche ieri, come ormai stabilmente da domenica, «non ha presentato crisi respiratorie asmatiformi». Bergoglio, viene ufficializzato ora con una formula retroattiva, «continua la fisioterapia respiratoria»: era abbastanza ovvio, ma non era mai stato detto che si sottopone, da giorni, a esercizi riabilitativi.
Il punto più delicato è però la polmonite. Rilevata da una Tac dei giorni scorsi, è stata valutata con un nuovo esame. E «la Tac torace», eseguita martedì sera e resa nota ieri, «ha evidenziato una normale evoluzione del quadro flogistico polmonare». Il linguaggio dei medici sembra misurato al millimetro, e a sua volta l’esegesi ponderata del Vaticano è che l’infiammazione dei polmoni «segue la normale evoluzione in una persona che riceve una terapia». Dunque i focolai di infezione sono ancora lì, i trattamenti farmacologici proseguono, la malattia non è passata, ma i modi e i tempi della sua evoluzione sono quelli che la medicina prevede per casi del genere. «Pur registrando un lieve miglioramento, la prognosi rimane riservata», è il verdetto del bollettino, dal quale sparisce l’aggettivo «critico» per definire lo stato di salute del Papa.
La catechesi sulla morte
Ieri mattina Francesco ha preso l’eucaristia, il pomeriggio «è stato dedicato alle attività lavorative». Il Papa anche ieri ha nominato alcuni vescovi, in Messico, Tanzania e Australia, e sempre ieri è stato pubblicato un chirografo — firmato però dal Papa prima del ricovero — per la creazione di una commissione che sarà incaricata di raccogliere fondi. In mattinata il Vaticano ha anche pubblicato il testo che il Papa avrebbe letto all’udienza generale: avrebbe parlato dell’episodio evangelico della presentazione di Gesù al tempio, il saggio e anziano Simeone dopo aver conosciuto il Messia esclama «Nunc dimittis», «ora puoi lasciare, o Signore, che il tuo servo vada in pace». Una catechesi sulla morte, che «non è la fine» di tutto. Testo, si sono affrettati a dire in Vaticano, preparato settimane fa. Pubblicarlo ieri poteva suonare tetro. O forse scaramantico.