Non è la beatificazione dello statista, tanto meno della Dc, ma del «laico e padre di famiglia», non è un evento politico ma un passaggio religioso. Eppure la sessione di chiusura dell’inchiesta diocesana «sulla vita, le virtù eroiche e la fama di santità» di Alcide De Gasperi (1881-1954), presieduta ieri al Laterano dal cardinale Baldassarre Reina stende un alone sacrale sulla testimonianza di un uomo che, in tempi di populismi, astensionismo e fibrillazioni in seno all’Unione europea, si proietta ben oltre il perimetro ecclesiale. Le carte ora passano in Vaticano, al dicastero per le Cause dei santi, che alla fine – ma potrebbero passare anni – lo potrà dichiarare “venerabile”, il gradino primo di “beato”.
Una figura più attuale che mai
«In un’epoca segnata dalla polarizzazione e dal populismo, il metodo di De Gasperi, fondato sul confronto costruttivo e sulla ricerca di soluzioni condivise, appare come un approccio necessario per ricostruire la fiducia nelle istituzioni», ha detto …
Non è la beatificazione dello statista, tanto meno della Dc, ma del «laico e padre di famiglia», non è un evento politico ma un passaggio religioso. Eppure la sessione di chiusura dell’inchiesta diocesana «sulla vita, le virtù eroiche e la fama di santità» di Alcide De Gasperi (1881-1954), presieduta ieri al Laterano dal cardinale Baldassarre Reina stende un alone sacrale sulla testimonianza di un uomo che, in tempi di populismi, astensionismo e fibrillazioni in seno all’Unione europea, si proietta ben oltre il perimetro ecclesiale. Le carte ora passano in Vaticano, al dicastero per le Cause dei santi, che alla fine – ma potrebbero passare anni – lo potrà dichiarare “venerabile”, il gradino primo di “beato”.
Una figura più attuale che mai
«In un’epoca segnata dalla polarizzazione e dal populismo, il metodo di De Gasperi, fondato sul confronto costruttivo e sulla ricerca di soluzioni condivise, appare come un approccio necessario per ricostruire la fiducia nelle istituzioni», ha detto il vicario del Papa per la diocesi di Roma. «In un contesto di crisi della politica e delle istituzioni, il suo esempio offre spunti importanti per il dibattito contemporaneo», ha detto il cardinale Baldo Reina. E «il suo contributo al progetto europeo è oggi più attuale che mai, in un momento storico in cui l’integrazione europea affronta sfide complesse e in cui il rischio di frammentazione è sempre presente».
Verso l’altare
Con la cerimonia di ieri De Gasperi muove un passo verso l’onore degli altari. Un giorno, se spunterà un miracolo, potrebbe essere beato, poi santo, ora la Chiesa deve accertare se il “servo di Dio” ha vissuto in modo radicalmente evangelico, se, cioè, ha esercitato le “eroiche virtù” cristiane. I tempi? «Quelli necessari», dice il postulatore, ossia il promotore della causa di beatificazione e canonizzazione, Paolo Vilotta, «speriamo brevi». Il processo, come vuole la prassi, è iniziato con una istruttoria a livello di diocesi: dapprima Trento, la città dove lo statista democristiano è morto, da un paio di anni Roma, la città dove De Gasperi ha vissuto a lungo e dove è seppellito, a San Lorenzo fuori le Mura. «E’ un tira e molla che indica che tutti lo vogliono», chiosa il postulatore.
Le prove sono state raccolte dai primi anni novanta all’anno scorso. Documenti e testimonianze che provano, in particolare, la “fama di santità” di De Gasperi. Nel corso degli anni il tribunale presieduto ora da monsignor Pino D’Alonso ha interrogato una settantina di persone, a Trento, a Roma, ma anche persone venute da molti altri luoghi d’Italia e dall’estero, in particolare dall’Austria, dove De Gasperi nacque (quando il Trentino non era italiano) e studiò. Testimoni che lo hanno conosciuto, che hanno raccontato aspetti della sua vita e della sua famiglia che non si trovano sui libri di storia, o persone che hanno sviluppato, dopo la sua morte, una devozione nei suoi confronti, che gli hanno rivolto preghiere, ne hanno ottenuto benefici e grazie. «La granitica fede fu per lui una guida costante», ha sottolineato il cardinale Reina, «che ispirò ogni sua scelta e azione politica».
La celebrazione dell’uomo
Non viene beatificata la Democrazia cristiana, l’antifascismo o l’Unione europea. «Assolutamente no», dice il postulatore, che ricorda come la figlia Maria Romana abbia raccontato che il padre, acclamato per strada, le spiegasse: «Vengo applaudito come presidente, non come Alcide De Gasperi». Ora è la vita del padre e del laico che verrà preso in esame dal dicastero vaticano guidato dal cardinale Marcello Semeraro. Di certo la sua figura «continua a essere di straordinaria attualità», ha notato il cardinale Reina: «Il suo contributo alla costruzione della democrazia italiana, il suo ruolo nell’integrazione europea e il suo modello di leadership politica offrono spunti di riflessione per affrontare le sfide del presente. In un contesto di crisi della rappresentanza politica, il suo esempio invita a riscoprire il valore del servizio pubblico, della competenza e della responsabilità. Il suo pensiero e la sua azione politica non appartengono solo alla storia, ma costituiscono una risorsa per il futuro, un punto di riferimento per chiunque voglia impegnarsi per il bene comune con serietà e dedizione». Come in cielo così in terra.