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“Il Papa è uscito dalla fase più critica”: prega in cappella e respira meglio

(reuters)

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Le condizioni restano complesse: sarà fuori pericolo solo dopo un periodo di stabilità. Attesa per l’Angelus di domenica, qualcuno spera che si mostri in video. Conferenza stampa dei medici nei prossimi giorni
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È ancora in terreno incerto ma ha scollinato. Secondo i medici che lo hanno in cura da quindici giorni per una brutta polmonite il Papa è uscito dalla fase critica. Resta l’infiammazione a entrambi i polmoni, resta il quadro clinico «complesso», resta la prudenza, ma si è allentata.

Oltre la fase critica

La lettura del bollettino medico serale in Vaticano è un esercizio di esegesi che rileva sfumature, inflessioni anche minime degli aggettivi, parole che cambiano e parole che spariscono. Sparisce, e da due giorni, l’aggettivo «critica» per definire la condizione di salute del Papa. Era comparsa con l’aggravarsi del problema, passata nel giro di pochi giorni da una bronchite trascurata a una infezione «polimicrobica» a una polmonite bilaterale con il rischio di squilibrare l’intero organismo (anemia, calo delle piastrine, crisi respiratoria, insufficienza renale). Escalation drammatica, sabato e domenica scorsi, che avevano fatto temere il peggio. Da ieri, però, il quadro non è pi…

È ancora in terreno incerto ma ha scollinato. Secondo i medici che lo hanno in cura da quindici giorni per una brutta polmonite il Papa è uscito dalla fase critica. Resta l’infiammazione a entrambi i polmoni, resta il quadro clinico «complesso», resta la prudenza, ma si è allentata.

Oltre la fase critica

La lettura del bollettino medico serale in Vaticano è un esercizio di esegesi che rileva sfumature, inflessioni anche minime degli aggettivi, parole che cambiano e parole che spariscono. Sparisce, e da due giorni, l’aggettivo «critica» per definire la condizione di salute del Papa. Era comparsa con l’aggravarsi del problema, passata nel giro di pochi giorni da una bronchite trascurata a una infezione «polimicrobica» a una polmonite bilaterale con il rischio di squilibrare l’intero organismo (anemia, calo delle piastrine, crisi respiratoria, insufficienza renale). Escalation drammatica, sabato e domenica scorsi, che avevano fatto temere il peggio. Da ieri, però, il quadro non è più connotato dall’aggettivo «critico», da tre giorni ci sono segnali di «lieve miglioramento». Anzi, miglioramento tondo: «Le condizioni cliniche del Santo Padre si confermano anche nella giornata odierna in miglioramento». E anche questo slittamento semantico è significativo.

Segnali buoni

Dal Gemelli filtra che i medici rimangono prudenti, se non preoccupati, c’è la consapevolezza che l’evoluzione di una malattia in un pazienza acciaccato di 88 anni può non essere lineare, che le marce indietro non sono da escludere a priori. La Tac fatta mercoledì ha accertato che la polmonite è ancora lì, benché sotto controllo del trattamento farmacologico, e ieri la situazione non era mutata. Ma i segnali positivi ci sono. Ieri hanno sottoposto Bergoglio ad altri esami, e il risultato è riassunto in quel «miglioramento» del quadro clinico dichiarato fin da subito. Bergoglio ha poi «alternato ossigenoterapia ad alti flussi con Ventimask», non è cioè più attaccato 24 ore al giorno ai naselli usati per ossigenarlo, ma fa ricorso a una forma di ossigenoterapia uno scalino più leggera. Altro segnale buono, il fatto che Francesco ha fatto due sessioni di fisioterapia respiratoria, la mattina, «alternandola al riposo», e poi una ulteriore seduta nel pomeriggio. Finiti gli esercizi «si è raccolto in preghiera nella Cappellina dell’appartamento privato» e poi «si è dedicato alle attività lavorative».

“Sono necessari altri giorni”

Il Papa non è fuori dal tunnel. «In considerazione della complessità del quadro clinico», chiarisce il bollettino medico, «sono necessari ulteriori giorni di stabilità clinica per sciogliere la prognosi». In Vaticano non si sbilanciano nel fare previsioni temporali, sicuramente è stata cancellata l’udienza giubilare di sabato alla quale avrebbe partecipato proprio il personale del Gemelli.

Niente Aventino per Quaresima

Sembra ormai scontato che anche i riti del mercoledì delle Ceneri, avvio di Quaresima, quando il Pontefice tradizionalmente celebra messa sul colle romano dell’Aventino, si svolgerà senza Papa. Quanto a domenica, per l’Angelus domenicale, qualcuno ancora spera in una sorpresa, ma sembra difficile che Francesco si faccia vedere, fosse anche in collegamento video, ed è più plausibile che, seguendo i suggerimenti dei medici, si limiti a far diffondere il testo della preghiera che ha preparato.

Prudenza e speranza

Tutto rimane ancora in sospeso. I medici potrebbero tenere nei prossimi giorni un’altra conferenza stampa. Il Papa, c’è da giurarlo, spera che quanto prima sciolgano la prognosi. Ma bisogna seguire passo passo l’evoluzione della polmonite, l’efficacia delle cure, la reazione del corpo. Con prudenza. Ma senza ignorare le buone notizie.

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