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Papa, il rischio di un’altra infezione. I danni si capiranno entro 48 ore

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Il pericolo di una polmonite ab ingestis causata dall’inalazione di cibo. Il dispositivo utilizzato per sostenere la respirazione è l’aiuto più importante prima dell’intubazione
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Il Papa ha avuto una “crisi isolata di broncospasmo”. Di cosa si tratta?

“E’ un evento acuto e reversibile, potenzialmente severo. Avviene perché un agente esterno porta il bronco a chiudersi”. A parlare è Elena Bignami, presidente della Società italiana di rianimazione e terapia intensiva. “Il risultato è che diminuisce l’afflusso di ossigeno nell’organismo perché il paziente ha difficoltà a respirare. Può capitare che per lo sforzo si presenti il vomito e che il malato, a causa della crisi, lo inali, come sarebbe avvenuto in questo caso”.

Cosa si rischia con l’inalazione del vomito?

A spiegarlo è Nicola Montano, presidente della Società italiana di medicina interna, Simi: “Può insorgere un tipo particolare di polmonite, detta ab ingestis. Si sviluppa appunto quando viene respirato, cioè inalato, materiale alimentare, liquido o solido la cui presenza nelle vie respiratorie fa partire un’infezione. Si tratta di un problema diffuso tra le persone anziane. La causa può essere neurol…

Il Papa ha avuto una “crisi isolata di broncospasmo”. Di cosa si tratta?

“E’ un evento acuto e reversibile, potenzialmente severo. Avviene perché un agente esterno porta il bronco a chiudersi”. A parlare è Elena Bignami, presidente della Società italiana di rianimazione e terapia intensiva. “Il risultato è che diminuisce l’afflusso di ossigeno nell’organismo perché il paziente ha difficoltà a respirare. Può capitare che per lo sforzo si presenti il vomito e che il malato, a causa della crisi, lo inali, come sarebbe avvenuto in questo caso”.

Cosa si rischia con l’inalazione del vomito?

A spiegarlo è Nicola Montano, presidente della Società italiana di medicina interna, Simi: “Può insorgere un tipo particolare di polmonite, detta ab ingestis. Si sviluppa appunto quando viene respirato, cioè inalato, materiale alimentare, liquido o solido la cui presenza nelle vie respiratorie fa partire un’infezione. Si tratta di un problema diffuso tra le persone anziane. La causa può essere neurologica perché legata alla difficoltà nella nutrizione, la cosiddetta disfagia”.

Cos’è la broncoaspirazione?

“Una procedura che prevede l’utilizzo di un tubo che entra nella trachea e appunto “tira su”, aspirandolo, il materiale finito nei bronchi o nei polmoni», dice ancora Montano. La dottoressa Bignami aggiunge che «quando l’aspirazione è molto profonda il paziente deve essere un po’ sedato. Altrimenti, se non c’è bisogno di spingersi troppo all’interno delle vie respiratorie, può occuparsene un professionista esperto, anche un infermiere, che sia in grado di fare velocemente la procedura. Comunque sia, il paziente ha molto fastidio, è come se sentisse andare qualcosa di traverso”.

Quanto tempo ci vuole per capire se c’è una polmonite ab ingestis?

“Sono necessarie 24-48 ore dall’inalazione», spiega Francesco Blasi, ordinario di Malattie dell’apparato respiratorio a Milano. «Inizialmente i resti del cibo occludono il passaggio dell’aria, che si può riaprire appunto con la broncoaspirazione. La presenza di vomito nei polmoni può però portare sia a un’infezione per la presenza del materiale che a lesioni provocate dai succhi gastrici, cioè una polmonite batterica e chimica”.

Nel bollettino si parla di ventilazione meccanica non invasiva. Con quale attrezzatura viene fatta?

“Rispetto ai giorni scorsi è aumentato l’ossigeno somministrato, adesso è almeno al 50% contro il 21% che inala una persona sana, e si dà una pressione positiva per aiutare i polmoni e inspirare”, dice sempre Bignami. Il ventilatore supporta la funzione respiratoria. “Probabilmente stanno utilizzando un dispositivo che si chiama C-pap, che copre naso e bocca. È un supporto maggiore alla respirazione rispetto a quelli che hanno aiutato il Papa nei giorni passati. Si tratta dell’aiuto più importante ai polmoni che può ricevere il malato prima dell’intubazione”.

Cosa significa che c’è una buona risposta sugli scambi gassosi?

“Che con la pressione della ventilazione meccanica hanno riaperto un po’ gli alveoli, cioè la parte profonda del polmone”, dice ancora Francesco Blasi, “Per capire, è come se soffiassero a pressione dentro i polmoni per riaprire le parti che si erano chiuse”.

Il Santo Padre è sempre rimasto vigile e orientato, questo è un buon segno?

“Certo. Se ha avuto un episodio di vomito era certamente sveglio e ha collaborato con il personale sanitario che si è occupato di lui – commenta Blasi – E questa è una cosa positiva”.

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