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L’Italia sulla Luna: Blue Ghost è arrivata sul satellite, a bordo anche un po’ del nostro Paese

Blue Ghost si avvicina al suolo lunare. AFP PHOTO / Firefly Aerospace" (afp)
La sonda privata studierà il suolo in cerca di acqua, per aprire la strada al ritorno dell’uomo. Porta anche uno strumento costruito dall’Asi. Giovedì allunerà un altro lander. La Nasa vuole arrivare prima della Cina
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Non solo agenzie spaziali. Anche una navicella privata oggi è atterrata sulla Luna. Porta dieci strumenti scientifici, uno dei quali realizzato dall’Agenzia Spaziale Italiana.

Blue Ghost (fantasma blu, un raro tipo di libellula) è il nome del lander, cioè dell’apparecchio senza uomini a bordo, grande come un’utilitaria che gradualmente oggi alle 9 e 41 si è poggiato sulla superficie grigia con le sue quattro zampe di carbonio.

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I preparativi per il ritorno sulla Luna

Con un telescopio abbastanza grande può essere osservato dalla Terra, visto che si trova all’angolo nordorientale del lato rivolto verso la Terra, in un bacino chiamato Mare Crisium nei pressi di un antico vulcano.

Costruito dall’azienda aerospaziale Firefly Aerospace, Blue Ghost è stato finanziato dalla Nasa con circa 150 milioni di dollari. L’agenzia spaziale americana sta infatti progettando di tornare sulla Luna con i propri astronauti a partire dal 2026-2027 (ma probabilmente ci saranno ritardi). Nel frattempo eroga fondi a compagnie private perché effettuino campagne di misurazioni scientifiche sul satellite.

La Terra riflessa dai pannelli solari di Blue Ghost (afp)

L’anno scorso era stato il lander Odysseus, costruito dalla Intuitive Machines, a scendere sulla Luna, ma un atterraggio brusco lo aveva fatto capovolgere, impedendogli di portare a termina la sua missione scientifica.

Gli obiettivi scientifici

Lo strumento italiano a bordo di Blue Ghost si chiama LuGre ed è stato realizzato nel nostro paese dall’Agenzia Spaziale Italiana (Asi) e dall’azienda Qascom in collaborazione con il Politecnico di Torino, che riceverà e analizzerà i dati dalla Luna. Il suo obiettivo è determinare la con esattezza la posizione del lander sulla Luna e trasmetterla sulla Terra, a 400 mila chilometri di distanza.

"Quello di LuGre è un percorso incredibile e pieno di soddisfazioni” ha detto il presidente dell’Asi Teodoro Valente. “Il nostro piccolo ma sofisticato ricevitore sta davvero mietendo record su record. Durante il viaggio e in orbita lunare l'acquisizione dei segnali dei satelliti gps e Galileo è andata secondo le aspettative e spesso oltre. Parliamo di calcolo della posizione in tempo reale a oltre 300mila chilometri dalla Terra e dell’acquisizione dei segnali in orbita lunare a oltre 400mila chilometri. Mai nessuno mai aveva osato tanto con un navigatore satellitare”.

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Altri strumenti misureranno la temperatura del sottosuolo fino a tre metri di profondità e analizzeranno la polvere che è stata sollevata all’atterraggio. Capire che tipo di nuvola si forma sarà importante quando lander o navicelle più pesanti verranno lanciate sul satellite. La polvere del satellite, fine e appiccicosa, aveva creato non pochi fastidi alle missioni Apollo.

Blue Ghost prenderà dati per 14 giorni, prima che la notte lunare porti la temperatura a meno 173 gradi e oscuri i suoi pannelli solari. Fra i suoi obiettivi c’è anche quello di fotografare un’eclissi totale, con la Terra che oscurerà il Sole dall’orizzonte lunare.

Un altro lander in arrivo

Giovedì prossimo un altro lander raggiungerà il satellite, vicino al polo sud. Costruito sempre dall’azienda del Texas Intuitive Machines, si chiama Athena e avrà un compito che sarà vitale per gli astronauti del futuro: cercherà di capire se, in quale forma e in quale quantità è possibile trovare acqua sul satellite.

L’acqua lunare è stata scoperta nel 2009, ma nessuno oggi sa quanto sia raggiungibile e utilizzabile, sia per bere che per essere trasformata in carburante.

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La nuova corsa allo spazio

Finora cinque paesi sono riusciti a far arrivare dei lander sulla Luna: Unione Sovietica, Stati Uniti, Cina, India e Giappone. Fra tre mesi un terzo lander, questa volta giapponese, dovrebbe aggiungersi al gruppo. Alla ricerca di acqua, al momento, ci sono anche varie sonde orbitanti, fra cui una indiana e una coreana.

La rivalità più accesa al momento è quella fra Cina e Stati Uniti. Entrambi i paesi puntano infatti a riportare l’uomo sulla Luna. Pechino ha annunciato che ci riuscirà entro il 2030. Gli Usa, in ritardo sulla tabella del loro programma di marcia Artemis, non vogliono in alcun modo subire lo smacco di essere superati.

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