✕

Ancora 24 ore per escludere strascichi, ma il cuore per ora non ne ha risentito

(ansa)

Ascolta l'audio

I timori di una polmonite ab ingestis sembrano allontanarsi. E la capacità di respirare da solo sta migliorando
1 minuti di lettura

Il Papa ieri ha alternato la ventilazione meccanica non invasiva a lunghi periodi di ossigenoterapia ad alti flussi. Cosa significa?

“Che sta migliorando, in gergo si dice che lo stanno “svezzando”. La ventilazione meccanica assistita supporta la respirazione e se le cose vanno bene si toglie progressivamente e viene sostituita con altre tecniche”. A parlare è Andrea Montagnani, presidente eletto della Fadoi, la società scientifica dei medici internisti. “Il bollettino dice quindi che il Papa può respirare autonomamente, non ha sempre bisogno di un supporto, può bastare l’ossigenoterapia”.

Perché per la prima volta, oltre a ripetere che non ha la febbre, i medici dicono che “non mostra leucocitosi”?

“Per sottolineare che non ci sono segni di un nuova infezione polmonare, legata ad una polmonite ab ingestis, quella che si temeva dopo l’inalazione del vomito di venerdì”, dice sempre Montagnani. “Se ci fosse, quel problema non darebbe solo un’infiammazione, che comunque c’è già, ma anc…

Il Papa ieri ha alternato la ventilazione meccanica non invasiva a lunghi periodi di ossigenoterapia ad alti flussi. Cosa significa?

“Che sta migliorando, in gergo si dice che lo stanno “svezzando”. La ventilazione meccanica assistita supporta la respirazione e se le cose vanno bene si toglie progressivamente e viene sostituita con altre tecniche”. A parlare è Andrea Montagnani, presidente eletto della Fadoi, la società scientifica dei medici internisti. “Il bollettino dice quindi che il Papa può respirare autonomamente, non ha sempre bisogno di un supporto, può bastare l’ossigenoterapia”.

Perché per la prima volta, oltre a ripetere che non ha la febbre, i medici dicono che “non mostra leucocitosi”?

“Per sottolineare che non ci sono segni di un nuova infezione polmonare, legata ad una polmonite ab ingestis, quella che si temeva dopo l’inalazione del vomito di venerdì”, dice sempre Montagnani. “Se ci fosse, quel problema non darebbe solo un’infiammazione, che comunque c’è già, ma anche una ulteriore infezione perché i batteri del contenuto gastrico sono finiti nei polmoni”.

Quanto ci vuole per escludere il rischio di una polmonite ab ingestis?

“Fino a 48 ore, ne sono passate 24 dall’inalazione, quindi bisogna aspettare. È importante che il Papa non abbia febbre”.

Cosa vuole dire “parametri emodinamici stabili”?

“Che la pressione e la frequenza cardiaca sono normali — spiega l’internista — Con un’infezione o una sofferenza che stanca il cuore i valori tendono a deteriorarsi. Quindi si tratta di un altro buon segno”.

Anche ieri il Papa ha fatto fisioterapia respiratoria. È importante che collabori “attivamente”?

“Sì, vuol dire che è cosciente e orientato, coordina i movimenti necessari alla ginnastica respiratoria. Ed è in grado di fare i piccoli sforzi richiesti dalla fisioterapia”.

Quanto tempo potrebbe durare la fisioterapia, se le cose andranno bene?

“Quest’anno le polmoniti negli anziani durano più a lungo del normale. È presto per dire quanto tempo ci vorrà”, spiega Montagnani.

I medici dicono che il Papa non ha avuto nuovi episodi di broncospasmo. Come mai venerdì si è presentato quel problema?

“In caso di infezione respiratoria il broncospasmo è un evento non infrequente, possono darlo anche alcuni farmaci. Comunque, può provocare tosse secca, che a sua volta stimola il vomito. Per prevenirlo si fanno terapia con broncodilatatori, che agiscono sulla muscolatura liscia dei bronchi”.

Leggi i commenti