Ai funerali, il figlio Filippo l’ha salutata così: «Tutte le madri sono perfette, ma alcune sono più perfette di altre. Ora finalmente potrai bere un gin tonic con papà». Anche se la specialità della casa era, ed è, il Maraschino. Italia Salvagnini Luxardo, per tutti “Pupa”, ereditiera della distilleria fondata più di due secoli fa e conosciuta in tutto il mondo, aveva 82 anni. È morta il 23 novembre, circondata dai medici che cercavano di rianimarla nell’hotel termale del Padovano dov’era andata per un periodo di riabilitazione dopo l’ictus che l’aveva colpita in estate. Ma è annegata nella piscina.
Non un malore, come si pensava. Ma l’acqua che le ha tolto il fiato. Di chi è la responsabilità? Dell’amica che doveva prendersi cura di lei e che in quel momento l’ha lasciata sola, pur sapendo che aveva bisogno di assistenza continua visti gli acciacchi? Del bagnino che non era al suo posto? Oppure del titolare dell’Ermitage Bel Air Medical di Teolo, stellata struttura per gli amanti …
Ai funerali, il figlio Filippo l’ha salutata così: «Tutte le madri sono perfette, ma alcune sono più perfette di altre. Ora finalmente potrai bere un gin tonic con papà». Anche se la specialità della casa era, ed è, il Maraschino. Italia Salvagnini Luxardo, per tutti “Pupa”, ereditiera della distilleria fondata più di due secoli fa e conosciuta in tutto il mondo, aveva 82 anni. È morta il 23 novembre, circondata dai medici che cercavano di rianimarla nell’hotel termale del Padovano dov’era andata per un periodo di riabilitazione dopo l’ictus che l’aveva colpita in estate. Ma è annegata nella piscina.
Non un malore, come si pensava. Ma l’acqua che le ha tolto il fiato. Di chi è la responsabilità? Dell’amica che doveva prendersi cura di lei e che in quel momento l’ha lasciata sola, pur sapendo che aveva bisogno di assistenza continua visti gli acciacchi? Del bagnino che non era al suo posto? Oppure del titolare dell’Ermitage Bel Air Medical di Teolo, stellata struttura per gli amanti del benessere — dalle terme ai programmi settimanali «cure incluse» — per l’eventuale mancato rispetto delle norme di sicurezza?
Tutte ipotesi, per ora. La procura di Padova, guidata da Angelantonio Racanelli, indaga per omicidio colposo e queste tre persone sono iscritte nel fascicolo del pm Sergio Dini, che coordina il lavoro dei carabinieri. Accanto a molti punti interrogativi, due giorni fa è arrivata però una certezza grazie agli esiti dell’autopsia svolta dal medico legale Sindi Visentin. Non è stato un malore a portarsi via l’anziana donna. È annegata: lo dice l’acqua presente nei suoi polmoni.
Era il primo pomeriggio del 23 novembre, nella struttura sui colli euganei. Salvagnini Luxardo è stata vista in difficoltà in piscina da altri ospiti, nell’area degli idromassaggi. È stata trascinata a bordo vasca, sono stati chiamati i soccorsi. «Era cosciente, parlava, poi avrebbe avuto dei problemi respiratori. Quando sono arrivato, gli operatori stavano praticando le attività rianimatorie — ha raccontato pochi giorni dopo il figlio al Mattino di Padova — Hanno interrogato sette, otto persone che erano presenti. Mia madre sapeva nuotare anche molto bene». L’ipotesi, sin dalle battute iniziali dell’inchiesta, è che l’anziana non sarebbe dovuta rimanere sola perché aveva la necessità di un supporto continuo.
Era arrivata nell’hotel dopo l’ictus che aveva avuto in agosto. Aveva fissato alcune settimane di riabilitazione. Ma quel giorno, in quel momento, secondo quanto ricostruito finora, non era accanto a lei l’amica che la assisteva, tra l’altro una sostituta della badante che normalmente aveva il compito di accudirla. Non sarebbe stato presente in quel punto della piscina nemmeno il bagnino. «Fornirò le dovute precisazioni solo alle autorità — le parole del titolare Marco Maggia a ridosso della vicenda, riportate dal quotidiano veneto — Una cosa è certa, la signora non è stata trovata annegata in piscina ma è stata soccorsa subito per un malore accusato mentre era seduta in idromassaggio».
La struttura è difesa dagli avvocati Paolo Belloni Peressutti e Giovanni Caruso, il professore noto al grande pubblico per essere il legale di Filippo Turetta. Per completare il puzzle mancano ancora alcuni tasselli. La Procura attende infatti una relazione del consulente tecnico, che dovrà ricostruire la dinamica dell’incidente.
“Pupa” abitava a Padova, aveva due figli e sei nipoti: «Una donna energica e piena di vita, una grande lavoratrice e una nonna amorevole», hanno raccontato di lei i famigliari. Il marito Michele Luxardo era morto nel 2002. L’omonima famiglia ha alle spalle una storia secolare: fondò nel 1821 a Zara, in Dalmazia, la distilleria famosa in tutto il mondo per il Maraschino. L’azienda, in seguito alle persecuzioni del regime di Tito, emigrò a Padova e quindi a Torreglia.