Roma — Il muco che si accumula nei bronchi, due crisi respiratorie e di nuovo l’utilizzo della ventilazione meccanica: la giornata è stata critica per Papa Francesco. A spiegare il significato dei bollettini del Gemelli è Giacomo Grasselli, professore ordinario di Anestesia e rianimazione a Milano e presidente eletto della società scientifica della disciplina (Siaarti). Al policlinico dirige anche il dipartimento di emergenza e urgenza.
Cosa significa accumulo “importante” di muco nei bronchi?
“Probabilmente l’infezione polmonare non è ancora sotto controllo. Il Papa però ha anche un problema cronico ai bronchi, che quindi sono iper reattivi. Anche questo può contribuire ad aumentare la produzione di muco e gli episodi di broncospasmo”.
Potrebbe essere una polmonite ab ingestis, provocata dall’inalazione del vomito avvenuta nei giorni scorsi?
“Questo dal bollettino non lo possiamo sapere. Magari sì, altrimenti si può trattare ancora della prima polmonite riscontrata, e non risol…
Roma — Il muco che si accumula nei bronchi, due crisi respiratorie e di nuovo l’utilizzo della ventilazione meccanica: la giornata è stata critica per Papa Francesco. A spiegare il significato dei bollettini del Gemelli è Giacomo Grasselli, professore ordinario di Anestesia e rianimazione a Milano e presidente eletto della società scientifica della disciplina (Siaarti). Al policlinico dirige anche il dipartimento di emergenza e urgenza.
Cosa significa accumulo “importante” di muco nei bronchi?
“Probabilmente l’infezione polmonare non è ancora sotto controllo. Il Papa però ha anche un problema cronico ai bronchi, che quindi sono iper reattivi. Anche questo può contribuire ad aumentare la produzione di muco e gli episodi di broncospasmo”.
Potrebbe essere una polmonite ab ingestis, provocata dall’inalazione del vomito avvenuta nei giorni scorsi?
“Questo dal bollettino non lo possiamo sapere. Magari sì, altrimenti si può trattare ancora della prima polmonite riscontrata, e non risolta, oppure anche di una ulteriore complicanza infettiva che si è sovrapposta. Al di là della causa, c’è ancora una infiammazione provocata da un’infezione non controllata”.
Perché il Papa non riesce ad espellere il muco?
“Una persona in condizioni di salute normali di solito lo elimina con la tosse. Lui evidentemente ha uno stato di fragilità, è indebolito dall’ospedalizzazione prolungata e nonostante la fisioterapia respiratoria, che dovrebbe servire proprio a dargli forza, fatica anche a tossire”.
Cos’è il broncospasmo?
“Avviene quando la muscolatura intorno ai bronchi si contrae e li restringe, riducendo il calibro dei condotti attraverso i quali passa l’aria. È il segno di una aumentata reattività bronchiale agli stimoli esterni. In questo caso c’è anche del muco che diminuisce ulteriormente la portata della via aerea”.
Come si fa la broncoscopia e a cosa serve?
“Si usa uno strumento flessibile che ha una telecamera sulla punta. Viene introdotto nella trachea dal naso o dalla bocca, passa dalle corde vocali e permette di vedere all’interno dei bronchi. Se ci sono secrezioni si aspirano. Il tutto si fa quasi sempre sotto sedazione”.
Perché sono state fatte due broncoscopie?
“Perché la produzione di muco è aumentata e visto che lui non riesce ad espellerlo può avere bisogno di manovre ripetute di disostruzione delle vie aeree”.
Nel pomeriggio è ripresa la ventilazione meccanica non invasiva. Come funziona?
“Il supporto non invasivo aiuta chi ha una debolezza dei muscoli. Quando un paziente inizia l’atto respiratorio, il ventilatore meccanico soffia dell’aria in sincronia con la sua richiesta e si sostituisce in parte ai suoi muscoli”.
Alternare i vari tipi di assistenza respiratoria può essere dannoso per il paziente?
“No, succede che i malati cambino il tipo di supporto. Tutte le mattine si fanno gli esami del sangue, l’emogasanalisi e altri accertamenti e in base ai risultati si decide quale assistenza dare”.
Il Gemelli dice che il Papa è vigile, orientato e collaborante, che cosa significa?
“Il fatto che rimanga in questo stato è ovviamente una buona notizia e peraltro un presupposto per attivare la ventilazione non invasiva. In chi non è vigile, infatti, non si può usare questo supporto. Tuttavia, ha avuto diverse crisi di insufficienza respiratoria acuta, con la necessità di broncoscopie e di un supporto non invasivo. Evidentemente è sempre più debole, il quadro fa pensare a una situazione che non è ancora sotto controllo”.