Francesco Blasi è pneumologo e direttore del dipartimento di medicina interna del policlinico di Milano.
Perché il Papa di notte è sottoposto alla ventilazione meccanica non invasiva?
«Perché così riceve un supporto alla parte muscolare dell’apparato respiratorio, riducendo quindi lo sforzo. Durante la notte viene aiutato a mantenere l’ossigenazione e contemporaneamente a fare un corretto riposo soprattutto del diaframma, un muscolo involontario. In più, il ventilatore aiuta ad eliminare le secrezioni».
E l’ossigenoterapia ad alti flussi di giorno a cosa serve?
«Anche con l’alto flusso il Papa riceve un po’ di pressione. Quel metodo ha il vantaggio del controllo della quantità di ossigeno che viene erogato. Durante il giorno c’è una respirazione volontaria …
Francesco Blasi è pneumologo e direttore del dipartimento di medicina interna del policlinico di Milano.
Perché il Papa di notte è sottoposto alla ventilazione meccanica non invasiva?
«Perché così riceve un supporto alla parte muscolare dell’apparato respiratorio, riducendo quindi lo sforzo. Durante la notte viene aiutato a mantenere l’ossigenazione e contemporaneamente a fare un corretto riposo soprattutto del diaframma, un muscolo involontario. In più, il ventilatore aiuta ad eliminare le secrezioni».
E l’ossigenoterapia ad alti flussi di giorno a cosa serve?
«Anche con l’alto flusso il Papa riceve un po’ di pressione. Quel metodo ha il vantaggio del controllo della quantità di ossigeno che viene erogato. Durante il giorno c’è una respirazione volontaria più facile. Lo schema è normale: ore del giorno ad alto flusso, ore notturne con la ventilazione».
Il Papa sta facendo la fisioterapia, significa che è seduto in poltrona?
«La fisioterapia si può fare sia da sdraiati che in poltrona o anche in piedi. Comunque, si tratta di un’attività che serve sempre ad utilizzare al meglio la muscolatura respiratoria. Ci sono anche esercizi per drenare le secrezioni. E di certo fanno anche riabilitazione motoria. Detto questo, se fosse in poltrona sarebbe un buon segno. Stando a letto si perde il tono muscolare e invece il fatto che possa essere tenuto in posizione seduta è importante, perché fa mettere in moto muscoli diversi».
Lunedì si era accumulato del muco e il Papa aveva avuto due crisi respiratorie. Il rischio che si ripetano episodi del genere è passato?
«No, non è passato. Finché c’è l’infiammazione bronco-polmonare la produzione di muco può improvvisamente dare quei problemi. Per fortuna il Papa non ha sviluppato la polmonite ab ingestis, che si temeva dopo l’inalazione del vomito dell’altro giorno».
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Dai primi giorni i medici del Gemelli sottolineano che il Papa è apiretico, sempre vigile, collaborante alle terapie e orientato. Cosa ci dicono questi dati?
«La febbre è la risposta all’infiammazione polmonare e all’infezione. Essere senza, è segno di controllo della malattia. Il fatto che sia vigile e collaborante è importante perché nell’anziano le infezioni e le sepsi possono dare confusione mentale e difficoltà. È orientato, significa che sa, ad esempio, dove si trova e che giorno è. Non ha dunque perso il contatto con il mondo esterno».
I giorni di ricovero iniziano ad essere tanti. Il Papa dovrà restare ancora in ospedale a lungo?
«Da un paziente di 88 anni con la polmonite bilaterale e con le patologie croniche che ha lui non ci si poteva aspettare un ricovero breve. Anche l’andamento altalenante è tipico in questi malati. Il suo organismo sta lottando con l’aiuto degli antibiotici e di tutte le terapie, ma il recupero di una persona anziana in condizioni respiratorie critiche è lungo. E se lo stato acuto si prolunga, l’organismo si debilita ancora di più».