Il Papa stabile, nessuna crisi: maschera dell’ossigeno di notte
di Andrea Gualtieri e Iacopo ScaramuzziUna giornata di tregua. Puntellata da molte precauzioni perché il quadro resta «complesso»: i medici che lo hanno in cura sanno che non si possono escludere nuove ricadute, come è avvenuto più volte negli ultimi giorni. Ma ieri il Papa non ha avuto altre crisi respiratorie, e questo è già un elemento di sollievo in Vaticano. Senza nascondere i problemi: anche questa notte, la seconda di seguito, Francesco ha dormito attaccato a una maschera per la ventilazione meccanica. E i sanitari non si sbilanciano a prevedere il giorno in cui si potrà sciogliere la prognosi, lasciando che l’ombra dell’assenza del Papa si allunghi sul calendario del prossimo futuro.
Stabile dopo la grande incertezza
Dal punto di vista clinico, spicca il fatto che bollettino quotidiano è tornato a definire “stabile” la situazione dopo la grande incertezza di lunedì, quando due episodi di insufficienza respiratoria acuta, causati da importante accumulo di muco, avevano causato un improvviso e inquietante peggioramen…
Una giornata di tregua. Puntellata da molte precauzioni perché il quadro resta «complesso»: i medici che lo hanno in cura sanno che non si possono escludere nuove ricadute, come è avvenuto più volte negli ultimi giorni. Ma ieri il Papa non ha avuto altre crisi respiratorie, e questo è già un elemento di sollievo in Vaticano. Senza nascondere i problemi: anche questa notte, la seconda di seguito, Francesco ha dormito attaccato a una maschera per la ventilazione meccanica. E i sanitari non si sbilanciano a prevedere il giorno in cui si potrà sciogliere la prognosi, lasciando che l’ombra dell’assenza del Papa si allunghi sul calendario del prossimo futuro.
Stabile dopo la grande incertezza
Dal punto di vista clinico, spicca il fatto che bollettino quotidiano è tornato a definire “stabile” la situazione dopo la grande incertezza di lunedì, quando due episodi di insufficienza respiratoria acuta, causati da importante accumulo di muco, avevano causato un improvviso e inquietante peggioramento. Ieri il Papa ha vissuto una giornata di riposo alternato alla preghiera, senza svolgere attività lavorativa né ricevere visite. Ma è rimasto apiretico, sempre vigile, orientato. Si è spostato dal letto alla poltrona e ha collaborato alle terapie. E almeno di giorno è stato sufficiente utilizzare la ventilazione ad alti flussi tramite cannule nasali. Segnali indubbiamente positivi.
Polmonite, "evoluzione normale”
Questo però non vuol dire che non siano possibili altre criticità: «Frequenza e repentino insorgere di broncospasmo non sono inattesi in questa situazione di polmonite», è stato sottolineato in Vaticano. Per il momento, secondo quanto trapela, cuore e reni sembrano reggere bene: dalle analisi non apparirebbero indicatori di risentimento nel quadro complessivo, dopo le quattro crisi insorte nella degenza ospedaliera e in particolare dopo le due condensate in poche ore lunedì pomeriggio. E questo è un elemento significativo, in un paziente di 88 anni arrivato oggi al ventesimo giorno di ricovero. Anche il fatto che non risultino cambiamenti sostanziali nella terapia non viene letto negli ambienti della Santa Sede come fattore negativo ma come «evoluzione normale di una persona che affronta la polmonite».
Mercoledì delle ceneri senza Papa
Resta però l’attesa e la preoccupazione per una situazione che ancora non si può assolutamente considerare fuori pericolo e per la quale ogni giorno viene vissuto in un’altalena di lenti segnali di assestamento e sempre più frequenti episodi critici. Mentre ogni sera continua il rosario in piazza San Pietro per pregare per la salute del Papa, nei prossimi giorni di certo Francesco non si vedrà. Come ogni mese ieri è stato diffuso il video per le “intenzioni di preghiera del Papa”: registrato prima dell’ospedalizzazione, si sente la voce di Francesco, ma il Papa non appare perché, hanno fatto capire in Vaticano, mostrare ora un Pontefice sano avrebbe potuto ingenerare confusione. Oggi la Curia sarà senza Papa alla tradizionale celebrazione delle ceneri sul colle romano dell’Aventino, Francesco sarà sostituito dal Penitenziere maggiore, il cardinale Angelo De Donatis.
Quel titolo del ritiro di Quaresima
Domenica si svolgerà il terzo evento giubilare senza pontefice: dopo quello degli artisti, caduto nei primi giorni del ricovero, e quello dei diaconi, sarà un cardinale a rappresentare Francesco al Giubileo dei volontari. Non si parla della possibilità che il Papa compaia all’Angelus domenicale, ipotesi pur accarezzata la settimana scorsa, quando le condizioni cliniche lasciavano intravedere una via d’uscita, prima delle ripetute crisi respiratorie degli ultimi giorni. La Pasqua è ancora lontana per fare previsioni. Ma già è sicuro che il Papa parteciperà solo “in comunione spirituale” al ritiro spirituale quaresimale che la Curia romana svolgerà dal nove al quattordici marzo prossimo. Le meditazioni, che saranno pronunciate dal predicatore pontificio, padre Roberto Pasolini, verteranno sulla “speranza della vita eterna”. Il portavoce vaticano, Matteo Bruni, ha assicurato che il tema «è stato deciso settimane fa senza e non ha alcun riferimento diretto a quanto sta avvenendo questi giorni».