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Aziz, il ragazzo tunisino che non riesce a uscire dal Cpr: “Liberatemi, così l’Italia mi ammazza”

Aziz Tarhouni 

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Rischia il suicidio il diciottenne rinchiuso da 4 mesi a Milo (Trapani): “Sono scappato dalla mia terra per dimenticare la violenza. Vi prego, lasciatemi andare via”
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Aziz Tarhouni mostra le braccia tagliate in alcune foto date al suo avvocato. Ha provato due volte a farla finita perché da circa quattro mesi è rinchiuso al Cpr di Milo, a Trapani, e per giorni ha continuato a ripetere: “Fatemi tornare libero, questo è un carcere. Sono scappato dalla mia terra per trovare la libertà e dimenticare la violenza. Vi prego, lasciatemi andare via. Così l’Italia mi ammazza".

Arrivato minorenne

Aziz, tunisino, ha compiuto 18 anni da poche settimane ma al Cpr è arrivato ancora minorenne il 26 novembre scorso. Per due volte la sua richiesta di asilo politico è stata rigettata, oggi si attende l’ennesimo verdetto. Lui, intanto, si è chiuso nel silenzio. “Nel frattempo la questura di Trapani ha richiesto al giudice di Pace l’espulsione, esecutiva dall’11 marzo”, spiega l’avvocato Gaetano Pasqualino, “e così costringeranno Aziz a tornare nella terra dove la sua famiglia è minacciata di morte da una banda di delinquenti”.

L’associazione che si occupa di vulnerabil…

Aziz Tarhouni mostra le braccia tagliate in alcune foto date al suo avvocato. Ha provato due volte a farla finita perché da circa quattro mesi è rinchiuso al Cpr di Milo, a Trapani, e per giorni ha continuato a ripetere: “Fatemi tornare libero, questo è un carcere. Sono scappato dalla mia terra per trovare la libertà e dimenticare la violenza. Vi prego, lasciatemi andare via. Così l’Italia mi ammazza".

Arrivato minorenne

Aziz, tunisino, ha compiuto 18 anni da poche settimane ma al Cpr è arrivato ancora minorenne il 26 novembre scorso. Per due volte la sua richiesta di asilo politico è stata rigettata, oggi si attende l’ennesimo verdetto. Lui, intanto, si è chiuso nel silenzio. “Nel frattempo la questura di Trapani ha richiesto al giudice di Pace l’espulsione, esecutiva dall’11 marzo”, spiega l’avvocato Gaetano Pasqualino, “e così costringeranno Aziz a tornare nella terra dove la sua famiglia è minacciata di morte da una banda di delinquenti”.

L’associazione che si occupa di vulnerabili

Per Aziz si è mossa anche un’associazione che a Caltanissetta si occupa di persone vulnerabili. E che lo ospiterebbe. Oggi la Corte d’appello deciderà le sorti di questo ragazzo che anche per la psicoploga del Cpr “non ha le risorse emotive per reggere situazioni stressogene e il contesto di reclusione del Cpr di Milo”. Mentre lo psicologo dell’Asp, delegato dalla Corte d’appello, al termine di una visita da remoto con un traduttore ha messo nero su bianco: “Nessun disturbo psichiatrico ma un disagio per condizioni ambientali”.

Aziz Tarhouni mostra i segni sulle braccia 

Il suicidio nel Cpr di Ponte Galeria

Adesso l’avvocato Pasqualino teme che Aziz “possa essere presto il prossimo Ousmane Sylla”. Negli ultimi anni sono stati diversi, infatti, i ragazzi che si sono suicidati o hanno tentato di uccidersi dentro i Cpr, che dalle testimonianze sono tutt’altro che centri dove vengono ospitati i migranti prima di essere rimpatriati. Ousmane aveva 22 anni quando si è impiccato nel Cpr di Ponte Galeria nel febbraio del 2024. Aveva chiesto a gran voce di essere liberato per raggiungere il fratello in Francia. Sul muro del Cpr, dove stava da poco più di un mese, ha lasciato scritto il suo testamento: “Se dovessi un giorno morire vorrei che il mio corpo fosse portato in Africa, mia madre ne sarebbe lieta. I militari italiani non capiscono nulla a parte il denaro. L’Africa mi manca molto e anche mia madre, non deve piangere per me. Pace alla mia anima, che io possa riposare in pace”.

"Ha ingerito bulloni, shampoo, viti”

Aziz è già finito in ospedale due volte. Ha ingerito bulloni, shampoo, viti, è stato picchiato anche dai suoi compagni. Da qualche giorno non parla più. Si è chiuso in se stesso. “Mi ha detto che si voleva impiccare e che voleva tornare a casa, perché l’Italia lo vuole ammazzare”, spiega l’avvocato Pasqualino.

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