Secondo i social, il Papa è morto almeno quattro volte dopo il suo ricovero al Gemelli. Sulle chat riappare in questi giorni la formula che dilagava ai tempi del Covid: «Non ce lo dicono». Col corredo di presunte rivelazioni attribuite a medici o sacerdoti. L’audio del Pontefice diffuso ieri sera è la prima evidenza che smentisce le insinuazioni. Ma il rischio, con il protrarsi della degenza, è che l’infiltrazione delle fake news possa espandersi.
Gli attacchi hacker
Per la polizia postale è un’eventualità da tenere sotto controllo. Anche perché il cyberspazio ha già dimostrato di non essere insensibile alle dinamiche vaticane. Lo testimoniano gli attacchi hacker che già in passato hanno colpito la Santa Sede. Uno è stato ricondotto alla Cina, un altro strano blackout informatico è avvenuto proprio nei giorni in cui la moglie di Zelensky ha incontrato il Papa. Quanto basta per far alzare il livello di guardia ora che gli equilibri sono instabili per l’assenza prolungata del Pontefice …
Secondo i social, il Papa è morto almeno quattro volte dopo il suo ricovero al Gemelli. Sulle chat riappare in questi giorni la formula che dilagava ai tempi del Covid: «Non ce lo dicono». Col corredo di presunte rivelazioni attribuite a medici o sacerdoti. L’audio del Pontefice diffuso ieri sera è la prima evidenza che smentisce le insinuazioni. Ma il rischio, con il protrarsi della degenza, è che l’infiltrazione delle fake news possa espandersi.
Gli attacchi hacker
Per la polizia postale è un’eventualità da tenere sotto controllo. Anche perché il cyberspazio ha già dimostrato di non essere insensibile alle dinamiche vaticane. Lo testimoniano gli attacchi hacker che già in passato hanno colpito la Santa Sede. Uno è stato ricondotto alla Cina, un altro strano blackout informatico è avvenuto proprio nei giorni in cui la moglie di Zelensky ha incontrato il Papa. Quanto basta per far alzare il livello di guardia ora che gli equilibri sono instabili per l’assenza prolungata del Pontefice dalla scena.
Immagini e immaginazione
L’ultima immagine di Bergoglio risale al 14 febbraio: era il giorno del ricovero, in mattinata ha incontrato il direttore esecutivo della Cnn, il premier slovacco Peter Fico e i membri della Fondazione Gaudium e Spes. Nelle foto appare affaticato e appesantito, ma sorridente. Da quel giorno è calato il sipario e si è levato il brusio di congetture. Accolte in Vaticano con fastidio, ma senza agitazione: «Le fake news si commentano da sole, noi le informazioni le diamo con regolarità». Ieri, per l’ennesima volta, le richieste pressanti di una foto che mostri la condizione del Papa sono state liquidate facendo intendere che il rifiuto arriva direttamente da Francesco: «Ognuno è libero di scegliere come e quando farsi vedere». Peraltro, è stato aggiunto, «nessuna foto sarebbe abbastanza per qualcuno». E anche l’audio c’è da ritenere che non sarà sufficiente.
Goliardate e casi seri
In assenza di immagini reali, sul web sono spuntate quelle false. Ha fatto scalpore una, piuttosto grossolana eppure diventata virale, che mostra Bergoglio sofferente, vestito con talare bianca e disteso su un letto d’ospedale con una mascherina per l’ossigeno sul volto. È stata realizzata con l’intelligenza artificiale, come quella del marzo scorso nella quale il Pontefice indossava un piumino bianco da trapper. In quel caso, però, era una goliardata. Stavolta, con Francesco ricoverato in condizioni a tratti critiche, nessuno l’ha presa come uno scherzo.
Quel vento dagli Usa
Non risulta che la gendarmeria vaticana abbia aperto un fascicolo per capire la matrice dei fake e se alle spalle ci sia una precisa regia. In Italia qualcosa è arrivato proprio sul tavolo della polizia postale. Per ora si tratta di situazioni monitorate con attenzione e il focus sarebbe proprio sulle immagini. Non solo foto, ma anche video. «C’è in giro roba incredibile», commenta sconsolata una suora amica del Papa, «e purtroppo qualcuno ci crede». Accenna al messaggio complottistico, girato insistentemente su Tik Tok, secondo il quale il Papa sarebbe morto da due settimane ma la verità viene tenuta nascosta. Non l’unico. Secondo alcuni riscontri dei tecnici, c’è un flusso anomalo la cui fonte sembra ricondurre agli Stati Uniti. Se il fenomeno dovesse proseguire, potrebbe scattare un campanello d’allarme, anche alla luce della campagna mediatica che proprio dal Nordamerica sembra già lanciare la corsa al prossimo conclave. Dal 16 dicembre è online un database curato da due giornalisti di orientamento tradizionalista, Edward Pentin e Diane Montagna. Si chiama “The college of cardinals report” e, con indubbia perizia, ha schedato tutti i cardinali per illustrare «che posizione hanno», in particolare su sei temi che Bergoglio ha toccato in questi anni e che per il fronte conservatore sono come il fumo negli occhi: l’ordinazione di donne diacono, la benedizione delle coppie omosessuali, il celibato opzionale per i preti, la restrizione della messa in latino, gli accordi del Vaticano con la Cina e la promozione di una “Chiesa sinodale”. Sarà su questi argomenti che la destra cattolica darà battaglia.