ROMA – Donna, giovane, meridionale, straniera, madre, poco istruita. Ricadere in una o più di queste definizioni significa ancora, nell’Italia di oggi, essere lavoratrice sottopagata, sfruttata, disoccupata. O inattiva perché “scoraggiata”, convinta di non avere possibilità. Il 65% degli inattivi in Italia è donna. In totale, 7,8 milioni di cui più di un terzo per ragioni familiari: figli o paren…