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Musk blocca le carte di credito dei dipendenti civili della base di Aviano

Dopo l’invio della mail con richiesta di spiegazioni sulle ultime 48 ore di lavoro, per 30 giorni sospesi i conti
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Non solo la mail dal Doge ai dipendenti civili di Aviano per avere il resoconto delle loro ultime 48 di lavoro. Insieme alla lettera che ha fatto sobbalzare e indignare i sindacati già sul piede di guerra – “è una decisione aberrante”, ha detto il segretario generale della Uil Pier Paolo Bombardieri – è arrivata anche una stretta sui costi alla Base di Aviano: le carte di credito governative dei dipendenti civili americani e italiani degli uffici acquisti sono state sospese per 30 giorni. Il dipartimento per l’efficienza governativa guidato dall’imprenditore Elon Musk è passato ai fatti.

La comunicazione

La comunicazione ufficiale è arrivata giovedì 6 marzo ai supervisori, e riguarda circa 60 dipendenti della base friulana che hanno visto i conti associati alle carte governative azzerati a un dollaro. Dal Doge hanno spiegato che “il provvedimento, risalente al 26 febbraio, mira a migliorare la trasparenza e l’affidabilità della spesa federale per contratti, sovvenzioni e prestiti e che il governo americano prevede una riduzione generale del numero di carte di credito in uso presso la base di Aviano, nell’ambito della più ampia politica di spending review avviata sotto l’amministrazione Trump”.

La preoccupazione

Non è ancora chiaro cosa succederà allo scadere dei 30 giorni di sospensione. Le modalità repentine hanno destato preoccupazione tra i dipendenti e i sindacati, in prima fila la Uil, che temono che la sospensione delle carte possa preludere a un demansionamento dei dipendenti coinvolti, specialmente per coloro che si occupano proprio di acquisti. “Chiediamo un intervento del governo italiano per fare chiarezza sulla situazione e tutelare i lavoratori”, dicono dalla Uil.

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