L’agopuntore come uno specialista di cardiologia o ortopedia, i suoi strumenti come un farmaco. Cade una barriera tra la medicina cinese e quella occidentale. Da quest’anno una disciplina fino ad ora considerata alternativa esce dal mondo privato ed entra nel sistema sanitario nazionale. Con le sue indicazioni e pure le sue tariffe. L’agopuntura è stata inserita nei Livelli essenziali di assistenza (Lea) e per questo le Regioni la devono assicurare ai loro cittadini. Dietro ricetta medica si potranno ottenere visite (ticket 25 euro) o sedute (10 euro). Il cambiamento, dunque, non è solo culturale ma anche pratico.
"Una novità epocale”
“La novità è epocale, adesso però bisogna che i servizi vengano fatti funzionare, e non sarà facile, viste le carenze di professionisti”. A parlare è il presidente della Federazione delle associazioni degli agopuntori Carlo Maria Giovanardi (nessuna parentela col politico e il suo gemello, a suo tempo sospeso dall’Ordine dei medici perché non si era va…
L’agopuntore come uno specialista di cardiologia o ortopedia, i suoi strumenti come un farmaco. Cade una barriera tra la medicina cinese e quella occidentale. Da quest’anno una disciplina fino ad ora considerata alternativa esce dal mondo privato ed entra nel sistema sanitario nazionale. Con le sue indicazioni e pure le sue tariffe. L’agopuntura è stata inserita nei Livelli essenziali di assistenza (Lea) e per questo le Regioni la devono assicurare ai loro cittadini. Dietro ricetta medica si potranno ottenere visite (ticket 25 euro) o sedute (10 euro). Il cambiamento, dunque, non è solo culturale ma anche pratico.
"Una novità epocale”
“La novità è epocale, adesso però bisogna che i servizi vengano fatti funzionare, e non sarà facile, viste le carenze di professionisti”. A parlare è il presidente della Federazione delle associazioni degli agopuntori Carlo Maria Giovanardi (nessuna parentela col politico e il suo gemello, a suo tempo sospeso dall’Ordine dei medici perché non si era vaccinato contro il Covid). Ha ragione ad essere preoccupato, anche perché tradizionalmente a praticare questa disciplina sono gli anestesisti, camici bianchi che ormai da anni affrontano difficoltà di organico. Nei nuovi Lea (sui quali pende un ricorso al Tar per una questione di tariffe dei laboratori) si trovano due diciture per l’agopuntura: “Per analgesia” e “Altra”. Ovviamente la seconda voce lascia aperto il campo a più tipi di indicazioni.
Per quali problemi viene usata
Giovanardi spiega per cosa viene prevalentemente usata oggi la disciplina che lui pratica da 48 anni. “Le società scientifiche hanno dato varie indicazioni, basate su studi di efficacia. Lavori che ad esempio non ci sono per l’omeopatia e la medicina ayurvedica. Si va dal trattamento dell’emicrania, della lombalgia cronica aspecifica e della dismenorrea a quello della fatigue, cioè l’astenia, la stanchezza nei malati oncologici. Sempre per i malati di cancro si usa anche per ridurre gli effetti collaterali di certe terapie”. Ci sono Regioni, come l’Emilia-Romagna o la Toscana e non solo, che da tempo hanno puntato sull’agopuntura, offrendola fuori dai Lea. In Italia si pratica già in circa 350 ambulatori pubblici. Spesso se ne occupano medici fuori dall’orario di servizio, e magari l’apertura è di poche ore alla settimana. Con l’ingresso nei Livelli essenziali di assistenza le cose dovranno cambiare.
Come si diventa agopuntori
Nel lontano 1982 la Cassazione stabilì che per praticare l’agopuntura bisogna essere laureati in Medicina. Oggi ci sono una quindicina di scuole che fanno corsi triennali per i dottori che vogliono approfondirla. Solo chi ottiene il diploma può praticare nel servizio pubblico, chi non lo ha può esercitare solo nel privato. Una seduta dura una quarantina di minuti. La visita iniziale può essere più lunga ma va ricordato che per come sono scritti i Lea i medici possono richiedere anche solo sedute di agopuntura, senza il consulto specialistico. “Ci sono problemi acuti che si risolvono in due o tre sedute, ce ne sono di cronici per i quali bisogna vedersi in modo continuativo, magari meno spesso — dice Giovanardi — I pazienti oggi ci cercano di più. Un tempo arrivavano da noi dopo aver provato altre cose, ora siamo anche la prima scelta per problemi come il dolore. E poi c’è un’esplosione della domanda per gli effetti avversi delle terapie oncologiche. Il tutto fa sì che siano in aumento i colleghi che ci mandano i loro assistiti”.