Aziz Tarhouni è di nuovo libero, lascerà il Cpr di Milo, a Trapani. Lo hanno deciso sia la corte d’appello di Palermo sia il giudice di Pace di Trapani. I magistrati hanno disposto l’immediata cessazione dell’esecuzione del provvedimento di trattenimento emesso dal questore di Trapani. Finisce dopo quattro mesi la lotta per la libertà del diciottenne arrivato in Sicilia dalla Tunisia per sfuggire alla violenza del suo Paese.
Aziz è arrivato al Cpr ancora minorenne il 26 novembre scorso. Per due volte la sua richiesta di asilo politico è stata rigettata. Lui, intanto, si era chiuso nel silenzio dopo avere tentato più volte il suicidio. Nel 2024 ci fu un’impennata di suicidi nei Cpr, il più eclatante fu quello di Ousmane Sylla.
Dice adesso l’a…
Aziz Tarhouni è di nuovo libero, lascerà il Cpr di Milo, a Trapani. Lo hanno deciso sia la corte d’appello di Palermo sia il giudice di Pace di Trapani. I magistrati hanno disposto l’immediata cessazione dell’esecuzione del provvedimento di trattenimento emesso dal questore di Trapani. Finisce dopo quattro mesi la lotta per la libertà del diciottenne arrivato in Sicilia dalla Tunisia per sfuggire alla violenza del suo Paese.
Aziz è arrivato al Cpr ancora minorenne il 26 novembre scorso. Per due volte la sua richiesta di asilo politico è stata rigettata. Lui, intanto, si era chiuso nel silenzio dopo avere tentato più volte il suicidio. Nel 2024 ci fu un’impennata di suicidi nei Cpr, il più eclatante fu quello di Ousmane Sylla.
Dice adesso l’avvocato Gaetano Pasqualino, che ha seguito la storia di Aziz: “Sono soddisfatto per avere aiutato Aziz ed affermato il principio della prevalenza della tutela dello stato di salute fisico e mentale della persona rispetto ad ogni eventuale diritto antagonista”. Aziz per la psicologa del Cpr non aveva “le risorse emotive per reggere situazioni stressogene e il contesto di reclusione del Cpr di Milo”.
Da gennaio il giovane è finito in ospedale due volte. Ha ingerito bulloni, shampoo, viti, è stato picchiato anche dai suoi compagni. “Mi ha detto che si voleva impiccare e che voleva tornare a casa, perché l’Italia lo vuole ammazzare”, aveva spiegato l’avvocato Pasqualino.