Diciotti, Sea Watch: “Afferma principi che il decreto Piantedosi calpesta. Sarà pioggia di ricorsi”
di Alessia Candito“Questa sentenza rimette al centro della discussione quello che si deve fare in mare: soccorrere le persone e portarle in un luogo sicuro”. Nella stagione dei porti chiusi, quando navi come la Diciotti rimanevano per settimane bloccate in attesa di un approdo, Giorgia Linardi, portavoce di Sea-Watch, più volte è rimasta anche per settimane in mare in attesa. “All’epoca speravamo che negli anni la situazione migliorasse invece ancora oggi è una sentenza a dover ristabilire la corretta gerarchia delle fonti del diritto”, dice da Lampedusa, a ventiquattro ore dalla decisione della Cassazione che a sezioni unite ha ordinato al governo di risarcire i migranti ingiustamente trattenuti sulla Diciotti.
In concreto cosa significa?
“Sicuramente restituisce giustizia a chi è stato ingiustamente trattenuto e potenzialmente è una speranza per molti altri che lo sono stati e lo sono”
Potrebbe avere riflessi sul soccorso in mare?
“Nella sentenza viene affermato per l’ennesima volta il dovere del soc…
“Questa sentenza rimette al centro della discussione quello che si deve fare in mare: soccorrere le persone e portarle in un luogo sicuro”. Nella stagione dei porti chiusi, quando navi come la Diciotti rimanevano per settimane bloccate in attesa di un approdo, Giorgia Linardi, portavoce di Sea-Watch, più volte è rimasta anche per settimane in mare in attesa. “All’epoca speravamo che negli anni la situazione migliorasse invece ancora oggi è una sentenza a dover ristabilire la corretta gerarchia delle fonti del diritto”, dice da Lampedusa, a ventiquattro ore dalla decisione della Cassazione che a sezioni unite ha ordinato al governo di risarcire i migranti ingiustamente trattenuti sulla Diciotti.
In concreto cosa significa?
“Sicuramente restituisce giustizia a chi è stato ingiustamente trattenuto e potenzialmente è una speranza per molti altri che lo sono stati e lo sono”
Potrebbe avere riflessi sul soccorso in mare?
“Nella sentenza viene affermato per l’ennesima volta il dovere del soccorso in mare e c’è anche un chiarimento sul “place of safety”, il porto sicuro, che deve essere il primo approdo possibile. È un principio che la legge Piantedosi e la prassi dei porti lontani regolarmente calpestano”.
Meno di una settimana fa, 32 persone sono rimaste per giorni bloccate su una piattaforma. Oggi questo sarebbe possibile?
“Se la sentenza venisse rispettata, lo Stato sarebbe intervenuto. Queste persone sono rimaste aggrappate a una piattaforma petrolifera in mezzo al mare, per 4 giorni nessuno le ha portate al sicuro fino a quando non è stata la nostra Aurora, quindi la società civile, a soccorrerle. È stata un’operazione di poche ore e questo dimostra che è semplicemente una questione di volontà politica”.
Il grido di aiuto dei migranti dalla piattaforma: "Stiamo morendo"
Potrebbe incidere su altri giudizi?
“Come Sea-Watch abbiamo assistito i familiari delle vittime e i sopravvissuti al naufragio del 2 settembre nella presentazione di un esposto per omissione di soccorso. Il 4 la Guardia Costiera ha soccorso un 7 persone nei pressi di Lampedusa, ma con il nostro Seabird li avevamo avvistati già due giorni prima, quando erano 28 a bordo. Sicuramente questa sentenza conferma i pilastri del diritto internazionale sul soccorso in mare, che continuano a essere tutelati nonostante i continui attacchi”.
Per il governo “alcuni giudici non amano l’Italia”
“Questa vicenda per l’ennesima volta dimostra la piccolezza di un governo che fa appello alla pancia degli italiani a cui dice che le loro tasse verranno usate per pagare i ricorsi, dimenticando di aver inutilmente speso centinaia di milioni per tentare di tenere lontane le persone in maniera brutale e totalmente inefficace con l’operazione Albania”.
Questa pronuncia potrebbe mettere in discussione gli accordi con Libia e Tunisia?
“Testualmente si afferma che “l’obbligo del soccorso in mare deve considerarsi prevalente su tutte le norme e gli accordi bilaterali finalizzati al contrasto dell’immigrazione irregolare”. È un passaggio che si commenta da solo. Mi chiedo quante volte ancora la Cassazione dovrà ribadire certi principi. Siamo nelle mani di un governo che volutamente ignora le indicazioni degli organi preposti alla salvaguardia di norme e diritti, disconoscendo persino il principio di separazione dei poteri”.
Quindi si apre una nuova stagione di contenziosi?
“Questa sentenza ci fa sentire dalla parte giusta della storia. Ogni contenzioso conta. Per fare giustizia, testimonianza e memoria”.