La salute del Papa. “Tempi ancora lunghi, il vero passo avanti quando non sarà ventilato di notte”
di Michele BocciStefano Romagnoli è professore ordinario a Firenze, direttore del dipartimento di Anestesia e rianimazione di Careggi e responsabile della formazione della società scientifica della sua disciplina, Siaarti.
Per la prima volta si parla di “buona risposta alla terapia”, cosa significa?
“Che vari indicatori come gli esami, gli scambi respiratori e l’assenza di febbre, dimostrano che le cure hanno effetto. Arriva un messaggio, comunque da prendere con massima cautela, di positività”.
In più, si parla di “graduale, lieve miglioramento”.
“Il Papa riesce a svolgere le attività lavorative, questo lo possiamo interpretare come un incremento delle riserve funzionali che gli consentono di spendere energie su altro, oltre che sulla cura”.
Allo stesso tempo, nella quarta settimana di ricovero, il bollettino parla ancora di condizioni stabili. Come mai?
“La stabilità è probabilmente garantita dall’assistenza continuativa che riceve. Questo aspetto la rende un concetto comunque precario, an…
Stefano Romagnoli è professore ordinario a Firenze, direttore del dipartimento di Anestesia e rianimazione di Careggi e responsabile della formazione della società scientifica della sua disciplina, Siaarti.
Per la prima volta si parla di “buona risposta alla terapia”, cosa significa?
“Che vari indicatori come gli esami, gli scambi respiratori e l’assenza di febbre, dimostrano che le cure hanno effetto. Arriva un messaggio, comunque da prendere con massima cautela, di positività”.
In più, si parla di “graduale, lieve miglioramento”.
“Il Papa riesce a svolgere le attività lavorative, questo lo possiamo interpretare come un incremento delle riserve funzionali che gli consentono di spendere energie su altro, oltre che sulla cura”.
Allo stesso tempo, nella quarta settimana di ricovero, il bollettino parla ancora di condizioni stabili. Come mai?
“La stabilità è probabilmente garantita dall’assistenza continuativa che riceve. Questo aspetto la rende un concetto comunque precario, anche se ora le cose vanno un po’ meglio. Ma il trascorrere dei giorni di ricovero dovrebbe portare a un progressivo miglioramento importante. Magari verso l’autonomia, non solo respiratoria. Bisogna aspettare per capire se succederà”.
Il miglioramento degli scambi gassosi e gli esami stabili sono buoni segnali.
“Sì. Il quadro respiratorio migliora. Gli esami dicono che i globuli bianchi non sono incrementati. Se fossero aumentati poteva essere segno di persistenza dell’infezione originaria o della presenza di una nuova. Va però detto che nell’anziano fragile i globuli bianchi stabili o bassi e l’assenza di febbre potrebbero non indicare assenza di infezione o miglioramento”.
In tutti questi giorni si sono alternati momenti di crisi con altri di relativa tranquillità. Cosa significa?
“Le oscillazioni sono tipiche dei pazienti in condizioni critiche. Ci sono momenti in cui prevale maggior fatica, magari ci sono un peggioramento momentaneo dello stato cognitivo o nuove infezioni, nuove insufficienze respiratorie, broncospasmo. L’importante è che queste oscillazioni nel tempo vadano verso il globale miglioramento”.
Di solito in quanto tempo si riprende l’anziano dalla polmonite?
"Dipende da una vari fattori, dalle riserve funzionali dei vari organi, ma anche dal tipo di germe, dalla risposta immunitaria e dall’adeguatezza del trattamento antimicrobico. Qualcuno può superare la polmonite anche in un paio di settimane ma ci mancano informazioni sul Papa, ad esempio riguardo a eventuali nuovi episodi infettivi dopo il primo”.
Quando si potrà sciogliere la prognosi?
“E’ incauto sciogliere la prognosi su un paziente che riceve anche assistenza di tipo meccanico come sta avvenendo al Papa di notte”.