ROMA – La morte di Carmine Gallo cancella uno snodo importante, probabilmente cruciale, di due indagini che nelle ultime settimane avevano fatto un salto di livello importante. E che rischiano (o forse ora sarebbe più corretto dire: rischiavano) di colorare un pezzo cruciale di zona grigia che in questi anni ha pesato tanto nel nostro Paese: servizi di intelligence, imprenditoria, finanza, aziende di Stato, politica. Le due indagini — con Gallo indagato in entrambe — sono quelle sull’agenzia di investigazioni Equalize, a Milano, e quella sulla Squadra Fiore, a Roma, un gruppo parallelo e segreto che in questi anni avrebbe spiato per conto di grandi aziende. Due gruppi che per anni hanno lavorato parallelamente e che, a un certo punto, si sono incrociate. Per via di Gallo, appunto. E per Samuele Calamucci, esperto informatico e socio di Equalize.
Sia Gallo che Calamucci, dagli arresti domiciliari, in queste settimane hanno riempito centinaia di pagine di verbali, la maggior parte delle…
ROMA – La morte di Carmine Gallo cancella uno snodo importante, probabilmente cruciale, di due indagini che nelle ultime settimane avevano fatto un salto di livello importante. E che rischiano (o forse ora sarebbe più corretto dire: rischiavano) di colorare un pezzo cruciale di zona grigia che in questi anni ha pesato tanto nel nostro Paese: servizi di intelligence, imprenditoria, finanza, aziende di Stato, politica. Le due indagini — con Gallo indagato in entrambe — sono quelle sull’agenzia di investigazioni Equalize, a Milano, e quella sulla Squadra Fiore, a Roma, un gruppo parallelo e segreto che in questi anni avrebbe spiato per conto di grandi aziende. Due gruppi che per anni hanno lavorato parallelamente e che, a un certo punto, si sono incrociate. Per via di Gallo, appunto. E per Samuele Calamucci, esperto informatico e socio di Equalize.
Sia Gallo che Calamucci, dagli arresti domiciliari, in queste settimane hanno riempito centinaia di pagine di verbali, la maggior parte delle quali sono state secretate, proprio per la delicatezza delle dichiarazioni sul loro lavoro in questi anni. E dunque su alcuni dei pezzi più importanti del paese. Per dire: nei prossimi giorni sarà convocato dai magistrati come testimone Leonardo Maria del Vecchio, perché i magistrati sospettano possa essere finito al centro di una guerra tra le due agenzie di spioni che si occupavano, da lati diversi, di Luxottica. Tanto che la scorsa settimana era stato ascoltato Francesco Milleri, presidente e amministratore delegato della società. Gallo ne aveva parlato. Così come aveva raccontato del lavoro che la società aveva svolto per tutti i grandi player per cui avevano lavorato. E anche dei contatti che aveva avuto con uomini di ’ndrangheta, contro i quali il superpoliziotto aveva lavorato per una vita e con cui però non aveva perso i contatti: alcuni di loro si sarebbero serviti anche del lavoro di Equalize.
Le due inchieste sono a uno snodo cruciale perché Calamucci ha cominciato a fare nomi e cognomi degli uomini dell’intelligence, dei manager pubblici, dei magistrati con cui aveva a che fare. Non è tutto oro colato. Anzi. In queste settimane la procura di Milano, i carabinieri di Varese che hanno cominciato l’indagine a Milano, quelli del Ros che lavorano a Roma, hanno cominciato un lavoro di riscontro certosino. Trovando in alcuni casi delle conferme. In altri invece — per esempio il coinvolgimento in Squadra Fiore dell’attuale numero due dell’Aisi, Carlo De Donno o di presunte mazzette a Luca Palamara, ai tempi del Csm, per alcune nomine di magistrati — nessun elemento di prova. Troppo presto per parlare di un nuovo caso Amara o Ciancimino, con le inchieste per calunnia arrivate dalle loro dichiarazioni, ma è evidente che ogni parola di Calamucci vada soppesata. E in questo Gallo aveva un ruolo fondamentale. Era da lui che i pm andavano per primi a verificare quanto l’hacker metteva a verbale. Senza Gallo l’operazione sarà difficilissima anche perché gli interessi tirati in ballo fino a questo momento sono davvero di primissimo livello.
Aveva detto Massimiliano Camponovo, uno degli hacker dell’inchiesta Equalize, poco he ore dopo il suo arresto: «Ho paura per la mia incolumità e per quella della mia famiglia». Si era sfogato Samuele Calamucci, l’uomo che gestiva la banda degli esperti informatici terribili e che ora si è trasformato nella gola profonda dell’inchiesta: stiamo facendo nomi importanti, speriamo non ce la facciano pagare. Per ora nel caso di Gallo a fargliela pagare è stato il destino. Almeno fino al deposito dell’autopsia.