Cronaca

Settanta anni di Intercultura: il viaggio degli studenti in 60 Paesi. Per aprirsi al dialogo

Settanta anni di Intercultura: il viaggio degli studenti in 60 Paesi. Per aprirsi al dialogo

E’ il programma per liceali di tutto il mondo nato con l'obiettivo di costruire connessioni tra Paesi e contribuire al diffondersi di una cultura di pace. Un’intuizione che ha precorso i tempi senza perdere la sua attualità

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Erano gli anni '50 quando i primi giovani partirono per un programma di studi in America. Con il transatlantico e dopo giorni di viaggio, negli Usa li accolsero scuole e famiglie. Così prendeva avvio Intercultura, il programma per liceali in tutto il mondo nato con l'obiettivo di costruire connessioni tra Paesi e contribuire al diffondersi di una cultura di pace.

Olimpiadi di Torino 2005
Olimpiadi di Torino 2005 

“La sostenibilità passa attraverso la comprensione reciproca”

Da allora, l'associazione di volontariato non si è più fermata e oggi celebra i 70 anni di vita con lo sguardo rivolto al futuro, nonostante i tempi complicati: “A livello politico e diplomatico”, sostiene il segretario generale Andrea Franzoi, “manca il dialogo. Spesso tra gli Stati ci sono dichiarazioni unilaterali invece ci sarebbe bisogno di confronto e dialogo per raggiungere dei compromessi che vadano al di là della spinta individualistica. I nostri valori di pace, e inclusione vengono messi in discussione dalla la crisi globale con il prepotente riemergere di sovranismi, nazionalismi, fascismi. Una forte sfida per chi crede che la sostenibilità del pianeta si debba fondare sulla comprensione reciproca tra i popoli, sull’equità di accesso e di sfruttamento delle risorse, sulla cura del pianeta”.

Partecipanti in Sudafrica
Partecipanti in Sudafrica 

Intercultura un passaporto per il mondo

In questi decenni, l’associazione ha creato una rete internazionale di relazioni che abbraccia oltre 60 Paesi, trasformando il viaggio non tanto in un’occasione di apprendimento linguistico, ma soprattutto in un’opportunità di crescita personale e promozione di valori come inclusione, comprensione reciproca e cittadinanza globale.Sempre di più i giovani di oggi si troveranno a lavorare in paesi stranieri come Asia, Africa e America latina. La scuola comincia ora ad adattarsi, con programmi e iniziative, per dare ai ragazzi una preparazione adeguata alle sfide del lavoro. Intercultura, che nel campo ha precorso i tempi, mette dunque a disposizione tutta la sua esperienza, senza nascondere le difficoltà del nuovo scenario mondiale fatto.

Partecipanti in Cina lungo la Grande Muraglia
Partecipanti in Cina lungo la Grande Muraglia 

Superare i propri limiti

Tanti sono stati nel passato i personaggi celebri che hanno aderito ad Intercultura, come Cristine Lagarde e gli astronauti Samantha Cristoforetti e Luca Parmitano (che ancora oggi sono testimonial dell'Associazione). E ognuno di loro ha riconosciuto il valore dell'esperienza nella sua vita. Nonostante le difficoltà di uscire da casa e dalla propria confort zone in un’età, si parte al quarto anno di liceo, in cui si è ancora molto legati alle abitudini e alla famiglia. Cambiare diventa allora la parola d'ordine. Abbracciare l'incertezza per superare i propri limiti.

In Giappone
In Giappone 

La crisi del Covid

A cambiare in 79 anni e stata anche l’Associazione. Come? “I primi tempi sono stati pionieristici, direi artigianali", racconta ancora Franzoi. “Poi negli anni Settanta c'è stata la maturazione, in concomitanza con la nascita dei primi organismi come l'Unione europea. E questi di oggi sono gli anni della crisi. Il Covid ha fatto da detonatore di varie problematiche sociali e anche noi ne abbiamo risentito a livello di numero di adesioni. Si stanno chiudendo alcune strade con certi Paesi e famiglie meno disposte ad ospitare”.

Partecipanti nel 1965
Partecipanti nel 1965 

I numeri

Dal suo esordio, Intercultura ha realizzato oltre circa 81.500 programmi di scambio e ha concesso 23.000 borse di studio negli ultimi trent'anni. Un mosaico unico composto da 88 mila tessere di cui 55 mila studenti italiani che hanno vissuto un’esperienza di studio all’estero e 33 mila studenti internazionali accolti da famiglie italiane. Il sistema si regge su circa 5.500 volontari distribuiti in 160 città italiane che accolgono e guidano i giovani, ospitati da famiglie e scuole locali.

La ricerca Ipsos sui risultati raggiunti

Per celebrare questo compleanno Intercultura ha commissionato ad Ipsos una ricerca sui risultati raggiunti.Chi parte per un’esperienza all’estero in età adolescenziale dimostra di acquisire abilità trasversali come autonomia di pensiero e azione, problem solving, intraprendenza e doti di leadership. Il 68% degli intervistati infatti cita espressamente l’esperienza all'estero come il fattore che ha contribuito a renderlo la persona che è oggi.Si sviluppano parallelamente competenze linguistiche superiori alla media che favoriscono un approccio al lavoro più dinamico e proattivo. Il 51% ha dichiarato che il viaggio spinge alla ricerca di un lavoro in contesti esteri o presso aziende multinazionali; ma anche a modalità di lavoro flessibili e ibride che garantiscano un maggiore equilibrio tra vita privata e lavorativa. Il 55% di chi è stato all’estero con Intercultura afferma di aver trovato o cambiato facilmente lavoro e il 74% di affrontare positivamente le sfide e il cambiamento.

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