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Consuelo Mollicone: “Mia sorella era una donna libera: è stata uccisa per aver parlato”

(ansa)

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“Serena sapeva che ad Arce c’era un giro di spaccio in cui era coinvolto Marco Mottola. E’ stata messa a tacere”
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Consuelo Mollicone aveva 28 anni quando sua sorella Serena sparì nel nulla quella mattina del primo giugno 2001. Lei viveva in Lombardia, lontana da Arce, centro del Frusinate. “Ricordo benissimo quel giorno, ero incredula”, dice adesso stretta nel suo cappotto nero mentre imbocca uno dopo l’altro i corridoi in marmo della Cassazione. La Corte Suprema ha appena deciso che il processo alla famiglia Mottola si deve rifare. Gli occhi sono quelli di Serena, la voce è un sibilo.

Assoluzione annullata, si ricomincia. Se lo aspettava?

“Questa è una giornata importante perché ci permette di ricercare la verità, ancora. Ho sempre sperato che prima o poi ci sarà giustizia per Serena. Devo trovare adesso la forza, giorno dopo giorno. La strada è lunga, nonostante siano passati 24 anni”.

Ma secondo lei è stata la famiglia Mottola a uccidere sua sorella?

“Mi rifaccio ai dati scientifici. E quelli portano a loro e allora penso proprio che siano i responsabili della fine di Serena”.

Oggi erano in au…

Consuelo Mollicone aveva 28 anni quando sua sorella Serena sparì nel nulla quella mattina del primo giugno 2001. Lei viveva in Lombardia, lontana da Arce, centro del Frusinate. “Ricordo benissimo quel giorno, ero incredula”, dice adesso stretta nel suo cappotto nero mentre imbocca uno dopo l’altro i corridoi in marmo della Cassazione. La Corte Suprema ha appena deciso che il processo alla famiglia Mottola si deve rifare. Gli occhi sono quelli di Serena, la voce è un sibilo.

Assoluzione annullata, si ricomincia. Se lo aspettava?

“Questa è una giornata importante perché ci permette di ricercare la verità, ancora. Ho sempre sperato che prima o poi ci sarà giustizia per Serena. Devo trovare adesso la forza, giorno dopo giorno. La strada è lunga, nonostante siano passati 24 anni”.

Ma secondo lei è stata la famiglia Mottola a uccidere sua sorella?

“Mi rifaccio ai dati scientifici. E quelli portano a loro e allora penso proprio che siano i responsabili della fine di Serena”.

Oggi erano in aula, a pochi passi da lei, Franco e Marco Mottola. Li ha guardati alla lettura della sentenza?

“Quando la giudice ha detto che annullava la sentenza di appello, dentro di me ho rielaborato quelle parole. Non ho avuto il tempo di guardarli, potevo anche trovarmi in un angolo buio della Cassazione. Per me c’è solo la battaglia per Serena”.

Chi era Serena?

“Una ragazza che stava per diplomarsi al liceo psicopedagogico. Era piena di sogni, voleva diventare una veterinaria. Ma soprattutto mia sorella era una donna libera, si batteva per difendere anche i più deboli, non sopportava le ingiustizie. Ha pagato per avere parlato”.

Ma aveva sentito qualche turbamento nelle vostre ultime telefonate?

“No, era tranquilla”.

Perché è stata uccisa?

“Mia sorella era una ragazza pulita, amava la legalità. Si era accorta che a Arce c’era un giro di spaccio che coinvolgeva anche Marco Mottola. E le hanno tappato la bocca. Non volevo crederci, mio padre aveva anche cercato di non farmi sapere del ritrovamento del suo corpo. Tanti ad Arce sono rimasti in silenzio quando avrebbero dovuto parlare e dire la verità. Spero che il nuovo processo metta finalmente la parola fine e restituisca a Serena e a mio padre, morto senza giustizia, la verità che meritano”.

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