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Università: dalle tariffe bus agevolate per gli studenti agli alloggi, ecco le città virtuose

Urbino, città universitaria 

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Due studi di Anci e Crui illustrano il rapporto tra comuni e atenei. Le contestazioni dei precari in piazza
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ROMA – Per il secondo anno della Giornata delle università, che si celebrerà giovedì 20 marzo, la Conferenza dei rettori (Crui) e l’Associazione nazionale dei comuni italiani (Anci) hanno realizzato due lavori che definiscono e rendono pubblico il rapporto che esiste tra le città del Paese – 29 le municipalità prese in considerazione per il triennio 2022-2024 – e le sue 85 università.

Innanzitutto, l’Anci, affidandosi a un database generale, ha scoperto che sono 67 le giunte dei capoluoghi di provincia in cui esiste un assessorato all’Università o, comunque, un assessorato con una delega alla questione. A Savona, città che peraltro ospita solo un campus dell’Università di Genova, la relazione tra il Comune e il mondo universitario è richia…

ROMA – Per il secondo anno della Giornata delle università, che si celebrerà giovedì 20 marzo, la Conferenza dei rettori (Crui) e l’Associazione nazionale dei comuni italiani (Anci) hanno realizzato due lavori che definiscono e rendono pubblico il rapporto che esiste tra le città del Paese – 29 le municipalità prese in considerazione per il triennio 2022-2024 – e le sue 85 università.

Innanzitutto, l’Anci, affidandosi a un database generale, ha scoperto che sono 67 le giunte dei capoluoghi di provincia in cui esiste un assessorato all’Università o, comunque, un assessorato con una delega alla questione. A Savona, città che peraltro ospita solo un campus dell’Università di Genova, la relazione tra il Comune e il mondo universitario è richiamata in quattro assessorati differenti.

In ventun amministrazioni sono attivi “progetti congiunti”. Milano ha inserito questa collaborazione nel mandato 2021-2026 della Giunta Sala. Il Comune di Perugia sta istituendo una cabina di regia con il mondo accademico per le attività di scouting e progettazione. Una “collaborazione formale” è presente in tutte le realtà urbane prese in considerazione dall’Anci, una “collaborazione occasionale” nel 69 per cento, una “collaborazione continuativa” nel 41 per cento. Nella metà dei casi gli scambi sono di carattere scientifico, nel 30,5 per cento riguardano problemi di logistica e infrastrutture, quindi intese culturali (11,5 per cento) e di formazione (8 per cento).

Verona e Matera, i Piani ecologici

Nello specifico, il Comune di Verona e quello di Matera hanno commissionato allo Iuav di Venezia (l’Istituto di architettura) la redazione, rispettivamente, del Piano di transizione ecologica e lo studio di modelli di rigenerazione e sostenibilità dei quartieri di edilizia pubblica. A Bologna il Municipio e l’Ateneo hanno dato vita alla Fondazione per l'innovazione urbana. A Siena, Comune e Università collaborano per il conseguimento della Certificazione Gsct (Siena città turisticamente sostenibile), per la progettazione urbana e paesaggistica, per il Piano di gestione Sito Unesco. Napoli ha attivato collaborazioni con le cinque università cittadine nei settori ambiente e territorio, energia e mobilità sostenibile, tutela della salute, dissesto idrogeologico e sismico, cultura, turismo, beni e patrimonio culturale, digitalizzazione, innovazione, Smart city. Trieste, con Next-Festival della ricerca scientifica, si dà l’obiettivo di rendere il capoluogo il polo regionale della divulgazione scientifica promuovendo le eccellenze scientifiche di tutta la regione Friuli-Venezia Giulia. Parma, infine, per la Pianificazione urbana e territoriale, ha avviato un progetto di ricerca con l’Università cittadina denominato "registro degli edifici e delle aree dismessi per il riuso e la rigenerazione urbana".

Ricerche di carattere sociale sono state attivate dai Comuni di Verona, Napoli e Palermo.

Il Night Bus di Padova

Sul piano dei trasporti diciotto città, il 68 per cento di quelle interpellate, stanno definendo tariffe agevolate per gli studenti universitari e sette hanno attivato navette tra le facoltà e le stazioni. Il Comune di Padova offre un servizio di "Night Bus" – poi ribattezzato QuiBus – per garantire la mobilità notturna durante la primavera-estate. E’ ideato insieme, e cofinanziato, da Comune e Università.

Firenze e L’Aquila per gli alloggi

Diverse città si sono fatte promotrici di politiche abitative per gli universitari, partendo da iniziative di analisi sui fabbisogni della popolazione studentesca e da servizi di informazione e assistenza per la ricerca di alloggi. A Firenze è stato avviato un laboratorio permanente per migliorare le condizioni stanziali degli studenti. Il Comune de L’Aquila ha costituito una fondazione per creare un collegio universitario con residenzialità diffusa e stilato una convenzione con l’Università per l'uso delle abitazioni per universitari e docenti stranieri. L’amministrazione di Padova ha avviato un progetto di co-housing con aule per lo studio.

Biblioteche e mostre a Bergamo e Ancona

Su un piano culturale, ci sono contratti per la valorizzazione del patrimonio cittadino (Udine), collaborazioni finalizzate alle candidature Unesco (Benevento), cogestione di spazi per iniziative culturali e di alta formazione (Catanzaro), allestimenti di opere d'arte negli spazi comunali e universitari (Firenze). Ancora, a Milano sono previste agevolazioni per gli studenti per spettacoli teatrali, rassegne cinematografiche, performance artistiche, eventi sportivi. Venezia ha avviato collaborazioni con l'Accademia di Belle Arti per il Book crossing e con l’Università Ca' Foscari per le celebrazioni per i 700 anni dalla morte di Marco Polo. A Padova, il Progetto Mac prevede presentazione di artisti da parte degli studenti del Dams. Bolzano è protagonista del network EUniverCities: promuove un confronto e iniziative congiunte fra città universitarie europee di media grandezza e le loro università. A Bergamo si è perfezionato l’accordo del Sistema bibliotecario urbano. Con l’obiettivo di favorire l'integrazione degli studenti nella città, è partito il progetto “Ancona Città universitaria”, nato dall'accordo tra il Comune di Ancona e l’Università Politecnica delle Marche.

In un lavoro parallelo realizzato dalla Crui, si vede che nel 37 per cento degli atenei italiani vi è un delegato ai rapporti con il comune e nel 24 per cento è prevista una commissione congiunta. Quasi tutte le realtà esplorate (il 92 per cento) organizzano eventi culturali insieme e l’87 per cento porta questi eventi nelle scuole. Il 34 per cento delle università gestisce con le amministrazioni comunali musei e siti archeologici.

La manifestazione dei precari universitari in Piazza Rondanini a Roma 

Giovanna Iannantuoni, presidente Crui, ha detto: “Negli ultimi dieci anni siamo passati dal 20 per cento di laureati a quasi il 30 per cento, dobbiamo lavorare con i comuni per crescere ancora”. Gaetano Manfredi, presidente Anci (ed ex rettore dell’Università Federico II di Napoli), ha ricordato come “comuni e università siano le più antiche istituzioni del Paese e oggi insieme attraversano i suoi problemi: sanità, residenze degli studenti, intelligenza artificiale”.

Oggi, per rafforzare la collaborazione, Anci e Crui hanno sottoscritto un protocollo d’intesa.

La protesta contro i tagli

L’incontro è stato contestato da un presidio di ricercatori precari dell’Università in mobilitazione. Dietro lo striscione “La Crui da che parte sta?”, hanno rivendicato: “La Crui deve stare dalla nostra parte, contro i tagli del governo e contro lo sfruttamento del lavoro negli atenei. I 37 milioni di euro previsti dalla Legge 79/2022 attivano solo 400 contratti in tutta Italia a fronte di 30.000 precari esistenti. Centomila giovani ogni anno emigrano all’estero”. I ricercatori hanno consegnato alla presidente Iannantuoni la lettera di rivendicazione e rimandato alla mobilitazione generale del prossimo 20 marzo.

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