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Campi Flegrei: pressione del magma triplicata. “Scosse più forti e superficiali”

Fumarola a Pisciarelli 

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Il suolo ora si solleva di tre centimetri al mese invece di uno. Gli scienziati: “A febbraio 1.813 eventi sismici, ma al momento esclusi rischi di eruzione”
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Il mantra dei geologi è che i terremoti sono imprevedibili. Ai Campi Flegrei però una tendenza sta emergendo: più il terreno si alza per effetto del bradisismo, più i sismi sono frequenti e forti. «E negli ultimi giorni il sollevamento del suolo è passato da uno a tre centimetri al mese» sottolinea Carlo Doglioni, presidente dell’Ingv, l’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia.

«Qualche giorno fa, quando il ricercatore Prospero De Martino che ogni mattina misura il bradisismo ci ha inviato quel dato, abbiamo mandato un comunicato alla Protezione civile. Puntualmente ieri c’è stata la scossa di magnitudo 4.4».

Il bradisismo è accelerato negli ultimi giorni, ma è in aumento da febbraio. Parallelamente le scosse sono passate dalle 319 di gennaio alle 1.813 del mese scorso. Giovedì all’1,25 si è arrivati a 4.4: l’intensità più alta da quando nel 2005 il vulcano dei Campi Flegrei è tornato a deformare Pozzuoli e dintorni (140 centimetri di innalzamento del terreno da allora).

La ten…

Il mantra dei geologi è che i terremoti sono imprevedibili. Ai Campi Flegrei però una tendenza sta emergendo: più il terreno si alza per effetto del bradisismo, più i sismi sono frequenti e forti. «E negli ultimi giorni il sollevamento del suolo è passato da uno a tre centimetri al mese» sottolinea Carlo Doglioni, presidente dell’Ingv, l’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia.

«Qualche giorno fa, quando il ricercatore Prospero De Martino che ogni mattina misura il bradisismo ci ha inviato quel dato, abbiamo mandato un comunicato alla Protezione civile. Puntualmente ieri c’è stata la scossa di magnitudo 4.4».

Il bradisismo è accelerato negli ultimi giorni, ma è in aumento da febbraio. Parallelamente le scosse sono passate dalle 319 di gennaio alle 1.813 del mese scorso. Giovedì all’1,25 si è arrivati a 4.4: l’intensità più alta da quando nel 2005 il vulcano dei Campi Flegrei è tornato a deformare Pozzuoli e dintorni (140 centimetri di innalzamento del terreno da allora).

La tendenza della caldera a gonfiarsi, spinta dai fluidi vulcanici che premono nel sottosuolo, convince oggi i geologi a sbilanciarsi in una previsione: «Finché il terreno continuerà a sollevarsi — dice Doglioni — ci aspettiamo altre scosse».

Il collegamento fra sollevamento del suolo e terremoti esiste. «Anche se non è una regola aurea» spiega Giovanni Macedonio, geofisico dell’Osservatorio vesuviano dell’Ingv. I due sismi del 20 maggio 2024 (3.9 e 4.4) avvennero in una fase di minor bradisismo. Anche tra 1982 e 1984 il sollevamento raggiunse i 185 centimetri con picchi di 7-8 centimetri al mese, ma con scosse più deboli rispetto a oggi. «Quella che abbiamo notato è una correlazione statistica. Più il terreno si alza, più i terremoti sono numerosi e intensi».

Si stima che i Campi Flegrei possano arrivare a una magnitudo 5. «Sono calcoli teorici che nascono dalle dimensioni delle faglie sotterranee» spiega Macedonio. «Un magnitudo 5 avrebbe un’intensità circa dieci volte superiore alla scossa della notte passata. Essendo i sismi di quest’area superficiali, con meno di 3 chilometri di profondità, sarebbero percepiti in modo molto intenso».

Già ieri lo scuotimento del suolo nell’epicentro (a metà strada tra Pozzuoli e Bagnoli, in mare vicino alla costa) è stato secondo Mauro Di Vito, direttore dell’Osservatorio vesuviano, «il più alto mai registrato dai nostri strumenti, per fortuna in una zona circoscritta».

Questa misura, che indica la violenza con cui trema il terreno nei secondi del sisma, viene calcolata in rapporto all’accelerazione di gravità: ieri ha raggiunto il 114% del suo valore. «Sono livelli molto alti, paragonabili a sismi di magnitudo 6» dice Doglioni. «Il tipo di suolo ha amplificato la scossa. Per fortuna è durata solo pochi secondi e non ha danneggiato troppo gli edifici».

Il Ponte sullo Stretto, per fare un confronto, secondo le informazioni preliminari sul progetto dovrebbe resistere a un’accelerazione che è appena la metà di quella registrata ai Campi Flegrei: il 58% della gravità.

«Vivo al centro di Napoli — racconta Macedonio — ma ho sentito la scossa come non mi era capitato mai. Mi sono spaventato e ho pensato subito ai Campi Flegrei». Anche Francesca Bianco, direttrice del dipartimento vulcani dell’Ingv, racconta che «la misurazione del sisma è avvenuta mentre l’Osservatorio vesuviano tremava» a Posillipo. «L’energia del sisma si è diffusa verso Napoli» spiega Di Vito. «La propagazione delle onde sismiche non è simmetrica. Dipende dalla conformazione della faglia che si spezza e dà origine alla scossa» spiega Macedonio.

Anche se i terremoti probabilmente non lasceranno tranquillo il golfo di Pozzuoli, uno dei pericoli principali è per ora scongiurato. «Non ci sono segnali di un’eruzione imminente dei Campi Flegrei» rassicura Bianco.

Quello che è considerato il vulcano più pericoloso d’Europa, con mezzo milione di persone che vivono tra crateri sparsi su un’area di 12 chilometri di diametro, sobbolle e si scuote. «Vediamo gli effetti dei fluidi idrotermali che premono e sollevano il terreno, ma il magma resta in profondità, a circa 10 chilometri» conferma Macedonio.

«Una sua risalita attraverso la roccia non passerebbe inosservata. Conosciamo i segnali di un’eruzione imminente e potremmo dare l’allarme con settimane o mesi di anticipo». Né ci sono collegamenti con il Vesuvio o Ischia, che restano tranquilli.

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