Il meteorologo Bernardo Gozzini: “Clima stravolto, questa pioggia è tipica di novembre”
di Elena DusiÈ una pioggia con una tenacia da maratoneta. «L’intensità è forte, ma non eccezionale. La persistenza invece è inusuale. Un tempo così è tipico dell’autunno. Mai visto nulla del genere a marzo». Bernardo Gozzini, eppure, è un meteorologo esperto. Dirige il Lamma di Firenze, il Laboratorio di monitoraggio e modellistica ambientale di Regione Toscana e Cnr e in queste ore è in continuo contatto con la Protezione Civile.
L’emergenza sta finendo?
«Dopo una tregua venerdì notte ci aspettiamo ancora pioggia sabato mattina. Il vento da sudest girerà a sudovest, ostacolando il deflusso dell’Arno. Speriamo che nel frattempo la piena sia passata».
Quanto sta piovendo?
«Diverse stazioni nel Mugello hanno misurato oltre 150 millimetri in…
È una pioggia con una tenacia da maratoneta. «L’intensità è forte, ma non eccezionale. La persistenza invece è inusuale. Un tempo così è tipico dell’autunno. Mai visto nulla del genere a marzo». Bernardo Gozzini, eppure, è un meteorologo esperto. Dirige il Lamma di Firenze, il Laboratorio di monitoraggio e modellistica ambientale di Regione Toscana e Cnr e in queste ore è in continuo contatto con la Protezione Civile.
L’emergenza sta finendo?
«Dopo una tregua venerdì notte ci aspettiamo ancora pioggia sabato mattina. Il vento da sudest girerà a sudovest, ostacolando il deflusso dell’Arno. Speriamo che nel frattempo la piena sia passata».
Quanto sta piovendo?
«Diverse stazioni nel Mugello hanno misurato oltre 150 millimetri in 36 ore, fino a 180. A Firenze in tutto marzo cadono in genere 60 millimetri, nel Mugello qualcosa di più. In due giorni quindi è piovuto più del doppio del mese intero, senza però raggiungere picchi di intensità enormi. Il massimo si è registrato a Quercianella, sotto Livorno: 40 millimetri in un’ora».
Cosa la stupisce?
«Un maltempo così è tipico di novembre, quando il mare è ancora caldo ed evapora, l’atmosfera si carica di umidità e le piogge durano a lungo. In questo momento abbiamo venti persistenti da sudest che continuano a portare pioggia sulla costa toscana a partire da Livorno, si dirigono verso Empoli e da lì in Mugello, poi oltrepassano l’Appennino e fanno piovere anche in Emilia Romagna, dando l’impressione di non volersi fermare mai. A marzo vediamo in genere temporali forti ma brevi».
È complice il mare caldo?
«Si può quasi dire che l’inverno non ci sia stato. Il Mediterraneo non è riuscito a raffreddarsi. Attribuire il maltempo di oggi con sicurezza al cambiamento climatico sarebbe azzardato, ma la situazione è sotto agli occhi di tutti. Il 2024 è stato l’anno più caldo di sempre. A inizio 2025 si è registrato il gennaio più caldo di sempre. Il cambiamento climatico sembra in accelerazione. Negli Stati Uniti c’è un presidente che non riconosce il problema ambientale e l’Europa sta facendo una parziale marcia indietro sul Green Deal. Noi ci difendiamo come possiamo, gestendo il rischio a ogni evento estremo, come ora».
Gli allarmi hanno funzionato?
«C’era allerta rossa, la protezione civile si è mobilitata, per salvare l’Arno sono stati aperti la cassa di espansione di Roffia e lo scolmatore di Pontedera. Ma il nostro non sarà mai un territorio sicuro. La sua gestione è stata irrazionale per troppi anni. L’Emilia Romagna ha subito 3-4 alluvioni in due anni. C’è chi si è dato da fare per ricostruire la propria casa. E subito dopo l’acqua è tornata a distruggergliela».