Seduto di tre quarti ricorda un ritratto devozionale del Cinquecento, in cui il fedele era raffigurato rivolto all’immagine sacra secondo i dettami degli Esercizi spirituali di Ignazio di Loyola. Il Papa indossa la stola viola della Quaresima e ha lo sguardo diretto verso il Crocifisso sulla parete di fondo illuminata da una luce gialla. Non riusciamo a vedere il viso, ma possiamo immaginare che il devoto stia contemplando la sacra immagine di Gesù sulla Croce. S’identifica con la sofferenza del Salvatore mentre sta concelebrando la Santa Messa nella cappella dell’appartamento al Policlinico Gemelli? Probabile. Il suo viso non è visibile, se non per alcuni tratti del profilo. Da quando è stato ricoverato il suo corpo è nascosto. Solo la voce nel suo patimento fisico ha raggiunto il mondo esterno rivelando una volontà di manifestarsi ai fedeli insieme al pudore di non esporsi allo sguardo degli altri, a differenza di quanto era accaduto con papa Wojtyla.
Francesco conserva la volo…
Seduto di tre quarti ricorda un ritratto devozionale del Cinquecento, in cui il fedele era raffigurato rivolto all’immagine sacra secondo i dettami degli Esercizi spirituali di Ignazio di Loyola. Il Papa indossa la stola viola della Quaresima e ha lo sguardo diretto verso il Crocifisso sulla parete di fondo illuminata da una luce gialla. Non riusciamo a vedere il viso, ma possiamo immaginare che il devoto stia contemplando la sacra immagine di Gesù sulla Croce. S’identifica con la sofferenza del Salvatore mentre sta concelebrando la Santa Messa nella cappella dell’appartamento al Policlinico Gemelli? Probabile. Il suo viso non è visibile, se non per alcuni tratti del profilo. Da quando è stato ricoverato il suo corpo è nascosto. Solo la voce nel suo patimento fisico ha raggiunto il mondo esterno rivelando una volontà di manifestarsi ai fedeli insieme al pudore di non esporsi allo sguardo degli altri, a differenza di quanto era accaduto con papa Wojtyla.
Francesco conserva la volontà di tornare alla salute, ne ha la deliberata speranza. La sua non è una salita del Golgota, come era accaduto al Pontefice venuto dall’Est. Riguarda piuttosto la risolutezza di tornare a quella sanità che, nonostante tutto, gli ha permesso di aprire la porta dell’Anno Santo a San Pietro in carrozzella e di avanzare con le stampelle a Rebibbia per il Giubileo dei carcerati. Papa della Speranza, Bergoglio si mostra quanto serve per dire: sto meglio, voglio guarire, voglio tornare da voi. La Speranza è tra le virtù teologali quella che più gli preme, la più umile, come ha detto, perché resta nascosta, e così appare qui: presente ma velata, come la malattia che l’ha colpito nel respiro. Il Papa resiste e manifesta in questo nascondimento del volto la sua determinazione e fermezza. Non è ancora il momento dell’Eli eli lama sabachthani.