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Sono tornati sulla Terra i due naufraghi dello spazio. Hanno trascorso in orbita più di nove mesi

(afp)
Suni Williams e Butch Wilmore sono ammarati martedì notte in Florida, salutati dai delfini. Li aspetta un mese e mezzo di riabilitazione prima di tornare a casa
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Sono usciti dalla navicella dopo nove mesi trascorsi nello spazio, ed è come se fossero rinati. Suni Williams, 59 anni, e Butch Wilmore, 62, sono due astronauti esperti, piloti collaudatori della marina americana rotti a tutte le esperienze. Ma erano emozionati quando stanotte il loro sorriso è tornato a riaccendersi sulla Terra.

“Non prendete impegni senza di me” aveva scherzato Williams rivolgendosi ai suoi familiari prima che la capsula di SpaceX si staccasse dalla Stazione Spaziale per riportarli a casa, martedì mattina. I due astronauti vi erano approdati lo scorso 6 giugno per un soggiorno che secondo le previsioni doveva durare 8 giorni.

L'ammaraggio della navicella 

La navicella zoppicante

Tanti problemi aveva avuto la navicella Starliner della Boeing con cui erano fortunosamente arrivati lassù, però, che la Nasa aveva deciso di lasciarli in orbita sulla Stazione, piuttosto che tentare una rischiosa ridiscesa a Terra.

Per i vestiti Williams e Wilmore si sono fatti prestare i kit con il cambio settimanale dai colleghi già a bordo della Stazione Spaziale. Per le provviste SpaceX ha allestito un cargo lanciato nel giro di una settimana.

La Nasa ha chiesto ai giornali – inutilmente – di non definire i due astronauti “naufraghi” e ha ritenuto superfluo organizzare una missione d’emergenza per riportare i suoi collaudatori a casa.

Così domenica scorsa sempre SpaceX, l’azienda fondata da Elon Musk che detiene il monopolio dei viaggi da e per la Stazione, ha lanciato una sua navicella Crew Dragon per riportare giù, oltre ai due astronauti che avevano concluso il loro normale turno di sei mesi, un americano e un russo, anche Wilmore e Williams.

I due astronauti prima della partenza (reuters)

Il tuffo nel mare della Florida

Dopo un viaggio di 17 ore dai 400 chilometri di altitudine della Stazione, martedì, la Crew Dragon è stata rallentata durante la caduta nell’atmosfera da robusti paracaduti, poi si è tuffata nel mare della Florida (in gergo è lo splashdown) ed è subito stata circondata da delfini curiosi.

Dopo mezz’ora – il tempo necessario perché la navicella si raffreddi – è stata recuperata da una nave, che ha aperto il portellone di Crew Dragon. Gli astronauti saranno ora trasportati a Houston, sede della Nasa, per la riabilitazione.

Nel villaggio natale di Williams, Jhulasan in India, si prega per il suo ritorno (afp)

Un mese e mezzo per riadattarsi

Il ritorno dopo una missione di mesi nello spazio è sempre impegnativo per gli astronauti. Il cuore deve riabituarsi a pompare contro la forza di gravità. Il sangue fatica a raggiungere il cervello, facendo girare la testa se si cerca di stare in piedi. I movimenti necessari a compiere gesti banali, ad esempio camminare, devono essere riappresi. Il sistema immunitario, che nello spazio si deprime, impiegherà del tempo prima di poter affrontare i rischi di infezione normali sulla Terra.

Williams e Wilmore sulla navicella che li ha portati a Terra 

Due astronauti non giovanissimi, dopo un periodo fra i più lunghi mai trascorsi dagli esseri umani nello spazio, dovranno essere seguiti con premura dai medici della Nasa. Il periodo di riadattamento previsto durerà 45 giorni. Solo dopo Williams e Wilmore potranno tornare dalle loro famiglie.

Trump e Musk all’attacco di Biden

Poi è possibile che Williams e Wilmore vengano risucchiati dalla politica americana. Già Elon Musk e il presidente Donald Trump si sono scagliati contro l’ex capo della Casa Bianca, Joe Biden, che avrebbe aspettato troppo prima di riportare a Terra i due astronauti bloccati.

Li ha “abbandonati”, ha accusato Trump. “Li ha dimenticati” perché simbolo di “un fallimento troppo vergognoso” ha scritto sui suoi social.

Tutti i contrattempi di questi nove mesi

La Nasa in realtà si era presa due mesi e mezzo di tempo – dal 6 giugno al 24 agosto – per analizzare i problemi di Starliner, prima di optare per il ritorno a Terra della navicella della Boeing con il pilota automatico, senza astronauti.

Alla fine di settembre SpaceX ha inviato sulla Stazione una navicella con due astronauti al posto dei quattro previsti, in modo da avere due posti liberi per i “naufraghi” sul volo successivo. Il cambio dell’equipaggio, previsto per febbraio, è infine stato rinviato a marzo per un ritardo nella preparazione della navicella di SpaceX.

I record di permanenza nello spazio

Più di Wiliams e Wilmore erano rimasti nello spazio il cosmonauta Valeri Polyakov, vissuto sulla stazione spaziale russa Mir per 437 giorni consecutivi tra 1994 e 1995, e l’americano Frank Rubio, che aveva toccato i 371 giorni nel 2022 per un guasto della navicella Soyuz che l’avrebbe dovuto riportare a Terra.

Mentre a Terra si polemizzava per le disavventure di Williams e Wilmore e si commiserava la loro sorte, i naufraghi a bordo non hanno dato il minimo segno di insofferenza. Concedere a un astronauta un’esperienza extra nello spazio può solo renderlo felice, hanno sempre raccontato i loro colleghi.

Naufraghi ma felici

I due naufraghi (ma non troppo) a gennaio hanno effettuato una passeggiata spaziale, descritta da tutti come un’esperienza entusiasmante. A fine settembre Williams era stata nominata comandante.

A chi gli chiedeva se non avesse voglia di tornare a casa, lei rispondeva che le mancavano solo i suoi due labrador: “Sulla Stazione ogni giorno è interessante”. Wilmore aggiungeva: “Gli imprevisti non ci preoccupano. Ci siamo sempre preparati per affrontarli”.

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