La prima aria fresca, il mare, il saluto dei delfini. La Terra ha accolto i naufraghi dello spazio
di Elena DusiI primi a salutarli sono stati dei delfini curiosi. Hanno nuotato attorno a quella capsula caduta dallo spazio, ammarata al largo della Florida e rimasta caldissima per una buona mezz’ora, dopo aver attraversato tutta l’atmosfera con il suo attrito crescente.
Quando la navicella Crew Dragon di SpaceX si è raffreddata ed è stata issata sulla nave appoggio, quattro astronauti pallidi, fra cui Suni Williams e Butch Wilmore sono usciti dal portellone. E la Terra li ha accolti dopo oltre nove mesi di assenza con uno dei suoi panorami più splendidi: un sole brillante e il mare turchese, attraversato dalle pinne del comitato d’onore dei delfini.
Il primo respiro di vento del mare, dopo nove mesi di aria viziata nella Stazione Spaziale Internazionale, è…
I primi a salutarli sono stati dei delfini curiosi. Hanno nuotato attorno a quella capsula caduta dallo spazio, ammarata al largo della Florida e rimasta caldissima per una buona mezz’ora, dopo aver attraversato tutta l’atmosfera con il suo attrito crescente.
Quando la navicella Crew Dragon di SpaceX si è raffreddata ed è stata issata sulla nave appoggio, quattro astronauti pallidi, fra cui Suni Williams e Butch Wilmore sono usciti dal portellone. E la Terra li ha accolti dopo oltre nove mesi di assenza con uno dei suoi panorami più splendidi: un sole brillante e il mare turchese, attraversato dalle pinne del comitato d’onore dei delfini.
Il primo respiro di vento del mare, dopo nove mesi di aria viziata nella Stazione Spaziale Internazionale, è stata la prima sensazione che Williams e Wilmore, ormai noti come i “naufraghi dello spazio” anche se in orbita sono stati benissimo, hanno provato al rientro le prime ore di mercoledì.
I danni alla navicella
Erano partiti dalla Terra il 5 giugno per una permanenza prevista di 8 giorni. La navicella che dovevano collaudare – Starliner della Boeing – aveva però mostrato danni seri ai propulsori e i due non avevano potuto usarla per ritornare.
Un ritardo dopo l’altro, la navicella Crew Dragon di SpaceX è riuscita solo ieri a riportarli a Terra, dopo 286 giorni nello spazio (il record di 437 appartiene a un cosmonauta russo), 4.576 orbite attorno al pianeta e quasi 200 milioni di chilometri percorsi.
Il riadattamento alla gravità
Come gli altri due astronauti, rimasti sulla Stazione per sei mesi, Williams e Wilmore sono usciti da Crew Dragon in barella, distesi. Il ritorno improvviso alla gravità trova infatti impreparato un cuore che si era abituato a non dover più pompare verso l’alto.
Il sangue, nelle prime ore, fatica a raggiungere il cervello. Stare in piedi dà agli astronauti giramenti di testa, rischiando di farli svenire. I muscoli, nonostante il programma di ginnastica da eseguire a bordo della Stazione, si stancano a sollevare qualunque peso, anche quello del proprio braccio o della gamba.
I medici della Nasa sono stati i primi stanotte a salutare Williams e Wilmore. Li hanno visitati quando erano ancora legati alle cinture nella capsula, un’ora dopo l’ammaraggio. Sempre in barella li hanno fatti poi salire su un aereo per la base dell’agenzia spaziale americana a Houston, in Texas. Qui i naufraghi hanno potuto salutare la loro famiglia, ma solo per un attimo.
Ancora presto per il ritorno a casa
Il ritorno a casa deve ancora attendere qualche giorno. L’età dei due (62 anni Wilmore e 59 Williams) e la permanenza nello spazio assai più lunga del previsto hanno spinto la Nasa a fissare un periodo di recupero piuttosto lungo: 45 giorni.
Il sistema immunitario indebolito da tanti mesi trascorsi in un ambiente asettico richiede che anche i contatti con gli altri siano limitati nei primi giorni dal rientro.
Nulla in ogni caso ha allarmato i medici dell’agenzia spaziale americana: “Tutti e quattro sembrano molto in salute” ha commentato Steve Stich, il manager della Nasa che sovrintende agli equipaggi.
Fuochi d’artificio, preghiere al tempio e balli sono risuonati anche a Jhulasan, il villaggio nello stato indiano del Gujarat dove è nato il padre di Suni Williams, uno scienziato emigrato negli Stati Uniti nel 1957.
La polemica politica
Elon Musk, il proprietario di SpaceX, non ha aspettato molto per rinfocolare la polemica politica. Il presidente Donald Trump già dalla campagna elettorale lo scorso autunno aveva accusato il suo predecessore Joe Biden di aver “abbandonato” i naufraghi sulla Stazione, “dimenticandoli per coprire un enorme errore”.
Ieri Musk in un’intervista alla tv conservatrice Fox ha espresso “profondo apprezzamento” per Trump, “che ha dato priorità al rientro, accelerandolo”.