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Scuola, dai social alle foto su Onlyfans: arriva il Codice etico per i prof

(ansa)

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Le linee guida vagliate da una commissione di giuristi d’intesa con il ministero dell’Istruzione. Saranno in linea con quelle della Pubblica amministrazione
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L’ultimo caso è stato quello di Elena Maraga, maestra d’asilo del trevigiano e body builder che oggi ha deciso di lasciare la scuola perché finita in un polverone: oltre a insegnare e accudire i bambini dell’istituto paritario cattolica postava le sue foto in desabillée o di nudo su Onlyfans, pizzicate da qualche papà che evidentemente a Onlyfans si era iscritto.

Ma prima ancora c’erano state le critiche in un post Facebook al ministro Giuseppe Valditara da parte del docente e scrittore Christian Raimo, che per quelle parole scritte sui social era stato oggetto di un provvedimento disciplinare per una presunta violazione del codice etico per i dipendenti pubblici.

O, ancora, le decine di chat whatsapp tra docenti e studenti in cui i fini didattici si sono poi mischiati a relazioni personali.

Il vademecum di comportamento

Così il ministero dell’Istruzione e del Merito si è messo al lavoro. Ed è alle battute finali la redazione di un Codice etico che conterrà indicazioni di comportamen…

L’ultimo caso è stato quello di Elena Maraga, maestra d’asilo del trevigiano e body builder che oggi ha deciso di lasciare la scuola perché finita in un polverone: oltre a insegnare e accudire i bambini dell’istituto paritario cattolica postava le sue foto in desabillée o di nudo su Onlyfans, pizzicate da qualche papà che evidentemente a Onlyfans si era iscritto.

Ma prima ancora c’erano state le critiche in un post Facebook al ministro Giuseppe Valditara da parte del docente e scrittore Christian Raimo, che per quelle parole scritte sui social era stato oggetto di un provvedimento disciplinare per una presunta violazione del codice etico per i dipendenti pubblici.

O, ancora, le decine di chat whatsapp tra docenti e studenti in cui i fini didattici si sono poi mischiati a relazioni personali.

Il vademecum di comportamento

Così il ministero dell’Istruzione e del Merito si è messo al lavoro. Ed è alle battute finali la redazione di un Codice etico che conterrà indicazioni di comportamento per i docenti e il personale scolastico. Un vademecum che è stato già sottoposto a una commissione di giuristi, d’intesa con il Mim. E che sarà in linea con il già esistente Codice di comportamento nazionale per i dipendenti pubblici, modificato l’ultima volta nel giugno del 2023, anche per evitare di incappare in contestazioni sindacali o sulla libertà di espressioni.

Nel capitolo dedicato all’uso dei mezzi di informazione e dei social network, già si legge che “il dipendente è tenuto ad astenersi da qualsiasi intervento o commento che possa nuocere al prestigio, al decoro o all'immagine dell'amministrazione di appartenenza o della pubblica amministrazione in generale”. E che “le amministrazioni si possono dotare di una “social media policy” per ciascuna tipologia di piattaforma digitale”, che “deve individuare le condotte che possono danneggiare la reputazione delle amministrazioni”.

Il fai da te delle scuole

Da allora molte scuole hanno fatto da sé, stilando un regolamento social interno con regole anche per l’uso dei profili personali dei docenti. Ad esempio in un istituto di Cuneo si legge nelle netiquette: “Il personale della scuola deve essere molto attento alla gestione della propria immagine “social” e soppesare i messaggi che trasmette e invia, pensando al ruolo educativo e istituzionale che ricopre. I confini tra ambito professionale e ambito privato possono essere labili se ci si avvale di strumenti di comunicazione affidati ai social network. Ciascuno si comporti in modo tale da poter essere sereno anche nel caso in cui sia “rintracciato” sul web”. E viene fatto “divieto assoluto” di avere chat tra il personale scolastico e gli studenti della scuola”.

In un istituto comprensivo di Napoli si aggiunge: “Fermo restando il corretto esercizio delle libertà sindacali e del diritto di critica, non devono essere diffusi o trasmessi messaggi o dichiarazioni ingiuriose, minatorie o offensive nei confronti della scuola”. Mentre in uno di Roma si entra più nel dettaglio: “Vietati commenti discriminatori, ingiuriosi, razzisti o pornografici”.

La proposta dei presidi

L’Associazione nazionale presidi tentò due anni fa di preparare un documento che voleva limitare l’utilizzo dei social, evitare chat con studenti e genitori, mantenere profili personali chiusi e decorosi, eliminare foto o commenti discutibili. Ma quel vademecum è rimasto base di discussione e non è mai stato formalizzato.

Ora è la Fism, Federazione italiana scuole materne che riunisce gli istituti dell'infanzia paritarie, non-profit, cattoliche o di ispirazione cristiana di cui fa parte dunque anche l’asilo del trevigiano, a essere pronta ad approvare un codice etico per disciplinare il comportamento degli insegnanti sui social media. La proposta verrà votata nell’assemblea del 30 marzo, rappresentando un cambio di passo ritenuto urgente anche dall’Associazione nazionale dirigenti scolastici, che già da tempo ha introdotto linee guida comportamentali per i suoi associati. La presidente dell’Andis, Paola Bortoletto, ha detto ad esempio, intervento sul caso della maestra trevigiana, “Pubblicare foto su OnlyFans non è un comportamento compatibile con l’insegnamento a minori”.

In attesa del nuovo Codice del ministero ognuno va per sé.

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