Migrante abbandonato in carcere con un tumore terminale, Cucchi: “Nordio e Schillaci spieghino”
di Alessia CanditoPerché Ahmed non ha mai ricevuto assistenza medica in carcere? Com’è possibile che di lui qualcuno si sia accorto solo quando ormai gli restavano poche settimane di vita? Sbarca in Parlamento il caso di Habashy Rashed Hassan Arafa, per tutti Ahmed, a cui Riace ha aperto le porte e dato una casa per aiutarlo quanto meno a morire fuori dal carcere. Con un’interrogazione parlamentare, la senatrice di Avs Ilaria Cucchi ha chiesto ai ministri Nordio e Schillaci di riferire come sia stato possibile che Ahmed sia stato di fatto dimenticato dietro le sbarre. “In Italia i migranti detenuti sono gli ultimi tra gli ultimi, privati delle cure essenziali e abbandonati nell'indifferenza”, attacca.
Abbandonato in cella
Accusato di essere parte dell’equipa…
Perché Ahmed non ha mai ricevuto assistenza medica in carcere? Com’è possibile che di lui qualcuno si sia accorto solo quando ormai gli restavano poche settimane di vita? Sbarca in Parlamento il caso di Habashy Rashed Hassan Arafa, per tutti Ahmed, a cui Riace ha aperto le porte e dato una casa per aiutarlo quanto meno a morire fuori dal carcere. Con un’interrogazione parlamentare, la senatrice di Avs Ilaria Cucchi ha chiesto ai ministri Nordio e Schillaci di riferire come sia stato possibile che Ahmed sia stato di fatto dimenticato dietro le sbarre. “In Italia i migranti detenuti sono gli ultimi tra gli ultimi, privati delle cure essenziali e abbandonati nell'indifferenza”, attacca.
Abbandonato in cella
Accusato di essere parte dell’equipaggio di una delle tante carrette che attraversano il Mediterraneo è stato condannato a cinque anni e lasciato senza alcun tipo di assistenza. Neanche medica. Per anni, ha raccontato all’eurodeputato di Avs e sindaco di Riace Mimmo Lucano, ha chiesto aiuto, ma nessuno ha capito o ascoltato le sue richieste. Solo quando era ormai troppo tardi per tentare qualsiasi cura, è stato sottoposto agli esami clinici che hanno rivelato il cancro, ormai in stadio avanzato, che lo stava divorando. “Su questa storia di violazione dei diritti umani esigiamo una spiegazione dal governo Meloni”, annuncia la senatrice Cucchi.
L’accoglienza di Riace
Per Ahmed si è cercato un posto in hospice, dove la terapia del dolore alleviasse la pena degli ultimi giorni, ma nella Calabria formalmente in stato d’emergenza non c’erano posti disponibili. Venuto a conoscenza della storia, è stato Mimmo Lucano, in qualità di sindaco di Riace, a aprirgli le porte del borgo che dopo anni di stop forzato sta tornando paese dell’accoglienza. Circa due settimane fa, un’ambulanza si è arrampicata lungo le curve che portano al borgo vecchio di Riace. Grazie a un rifugiato che lì è ospite da tempo, Ahmed per la prima volta ha potuto parlare nella propria lingua, raccontare il proprio calvario, trascorrere gli ultimi giorni di vita in una casa e non in una cella.
La cittadinanza onoraria
La terapia del dolore, l’unica possibile ormai, ne ha alleviato le pene, mentre al suo capezzale si è data il cambio l’intera comunità che anima il Villaggio globale, il cuore pulsante dell’accoglienza a Riace. La situazione però da qualche giorno è degenerata. Ahmed non ce la fa più. È stato ricoverato d’emergenza in ospedale, ma le possibilità di sopravvivenza – lo hanno detto chiaramente i medici – sono pressoché nulle. Il 28 marzo il Consiglio comunale di Riace voterà per concedergli la cittadinanza onoraria, ma è improbabile che Ahmed, scartato dall’Italia e lasciato in una cella, arrivi vivo all’appuntamento.
Il diritto all’assistenza
"È indispensabile garantire mediatori culturali in ogni carcere, rafforzare il diritto all'assistenza sanitaria per tutti i detenuti, investire nella sanità pubblica, soprattutto nel Mezzogiorno, dove le criticità sono più gravi e sostenere realtà del terzo settore come il villaggio globale, che suppliscono alle carenze dello Stato”, sottolinea la senatrice di Avs Cucchi. “Ignorare la sofferenza di chi è già ai margini – incalza - è inaccettabile. La giustizia non può e non deve essere disumana, il diritto alla salute deve valere per tutti, senza eccezioni”.