Il Viminale fa un passo indietro sugli affitti brevi. Dopo la dura circolare di novembre inviata a Questure e Prefetture che chiedeva check-in solo in presenza, imponendo l’identificazione de visu degli ospiti, lo stop alla prassi dell’invio dei documenti via whatsapp e l’eliminazione, di fatto, delle key-box per “ragioni di sicurezza”, il ministero dell’Interno riallarga le maglie sul riconoscimento dei turisti che prendono in affitto un appartamento.
Prima di Pasqua arriverà una nuova circolare del Viminale che va incontro ai proprietari degli alloggi turistici, sul piede di guerra da mesi.
Spiega soddisfatto il presidente dell’Aigab, Associazione italiana gestori affitti brevi, Marco Celani: “La nuova circolare andrà ad integrare quella del 18 novembre nella quale verranno esplicitati diversi strumenti tecnologici, con diversi gradi di complessità, in modo tale che host e proprietari che gestiscono da sé il proprio immobile potranno avere strumenti semplificati mentre gli operatori…
Il Viminale fa un passo indietro sugli affitti brevi. Dopo la dura circolare di novembre inviata a Questure e Prefetture che chiedeva check-in solo in presenza, imponendo l’identificazione de visu degli ospiti, lo stop alla prassi dell’invio dei documenti via whatsapp e l’eliminazione, di fatto, delle key-box per “ragioni di sicurezza”, il ministero dell’Interno riallarga le maglie sul riconoscimento dei turisti che prendono in affitto un appartamento.
Prima di Pasqua arriverà una nuova circolare del Viminale che va incontro ai proprietari degli alloggi turistici, sul piede di guerra da mesi.
Spiega soddisfatto il presidente dell’Aigab, Associazione italiana gestori affitti brevi, Marco Celani: “La nuova circolare andrà ad integrare quella del 18 novembre nella quale verranno esplicitati diversi strumenti tecnologici, con diversi gradi di complessità, in modo tale che host e proprietari che gestiscono da sé il proprio immobile potranno avere strumenti semplificati mentre gli operatori più strutturati potranno utilizzare strumenti più complessi che i gestori professionali di affitti brevi già utilizzano e che sono in grado di garantire il riscontro dell'ingresso degli ospiti nelle case".
Significa che il Viminale metterà a disposizione un bouquet di soluzioni, stilando una lista di strumenti che potranno adattarsi sia alla ipotetica signora Maria che affitta la sua seconda casa per ingrossare lo stipendio sia ai property manager che gestiscono in maniera professionale più appartamenti e hanno investito negli ultimi anni in tecnologia.
Tra le ipotesi c’è il via libera alle videochiamate per verificare l’identità del turista ospite, mentre sembra accantona l’idea Spid.
In dubbio il destino di keybox e tastierini che sindaci e assessori al Turismo delle città d’arte vorrebbero eliminare per ripristinare il decoro di ponti e palazzi (a Roma e a Firenze, ad esempio, le task force guidate rispettivamente dall’assessore Alessandro Onorato e dalla sindaca Sara Funaro ne hanno già rimosse centinaia) e i proprietari immobiliari vorrebbero invece mantenere. Secondo i gestori di affitti brevi “non è il metodo di accesso alle strutture il nocciolo della questione, bensì la coincidenza tra i dati dei clienti inviati alle Questure e le effettive generalità degli ospiti”.
Bisognerà attendere la circolare di Pasqua per saperne di più. Intanto ieri, 19 marzo, al Viminale si è tenuto l’incontro con Aigab, Airbnb, Booking, Expedia, Fiap e Confedilizia. Quest’ultima conferma: “La riunione è stata proficua. Il ministero dell'Interno si sta orientando nel senso che il ministro Matteo Piantedosi già aveva anticipato durante il primo incontro, nel dicembre scorso. Si va verso la soluzione che il buon senso aveva subito suggerito: quella di modernizzare, attraverso l'uso della tecnologia, il concetto di verifica de visu dell'identità delle persone. Attendiamo con fiducia la nuova circolare".
Secondo Celani “l'impatto degli affitti brevi in Italia ha raggiunto un valore di 66 miliardi di euro nel 2024, con un aumento di 10 miliardi rispetto all'anno precedente. In Italia si contano circa 9,6 milioni di seconde case non utilizzate, di cui 457mila sono promosse con finalità di affitti brevi sulle piattaforme online (dati febbraio 2025)”. Le cifre delle piattaforme che osservano da fuori il fenomeno è superiore. Nella Roma giubilare, che conta 34.542 affitti brevi secondo Inside Airbnb, in appena due mesi, tra gennaio e febbraio 2025, hanno aperto 2200 strutture extralberghiere a fronte di 600 che hanno cessato l’attività.