Cronaca

Torturatore libico in Italia, Schlein: “Siamo porto sicuro per milizie, il governo chiarisca”

La segretaria del Partito Democratico, Elly Schlein

La segretaria del Partito Democratico, Elly Schlein

 

Il deputato di Avs Angelo Bonelli annuncia un’interrogazione parlamentare. “L’Italia è la Montecarlo di trafficanti”

2 minuti di lettura

“Il governo ci deve chiarire perché sta rendendo l'Italia un porto sicuro per le milizie e le mafie libiche". Sulla presenza a Roma del comandante libico delle Ssa Al Kikli, rivelata da Repubblica, la segretaria del Partito Democratico Elly Schlein chiama in causa il governo e chiede immediate spiegazioni. “Al-Kikli, è accusato dal Dipartimento di Stato americano di crimini contro l'umanità e accusato dall'Onu di gravi e ripetute violazioni perché guida la milizia libica”, ricorda la segretaria. Interviene anche il partito, con i capigruppo di Camera e Senato Chiara Braga e Francesco Boccia, insieme al capo delegazione Pd al Parlamento Europeo, Nicola Zingaretti.

Il Pd: “Meloni riferisca immediatamente”

"Ancora una volta l'Italia, invece di collaborare con la giustizia internazionale, offre ospitalità a personaggi impresentabili", affermano i Dem constatando che "il governo Meloni chiude le frontiere ai chi fugge da torture e accoglie torturatori e consente a chi dell'immigrazione ha fatto un business disumano di muoversi indisturbato nel nostro paese".Tuttavia, "questa volta non può fare come per Almasri: ogni silenzio sarà complicità", E dal responsabile sicurezza per i dem Matteo Mauri, arriva la richiesta di spiegazioni tanto formali quanto rapide. "È urgente che la presidente Meloni chiarisca la presenza di un criminale sul nostro territorio nazionale anche perché è già la seconda volta che si verifica dopo la finale del campionato di calcio libico disputata in Italia lo scorso luglio"

L’interrogazione parlamentare

Attacca anche Angelo Bonelli, co-portavoce di Europa Verde e deputato Avs, che annuncia l’immediata presentazione di un’interrogazione parlamentare. "L'Italia, grazie al governo Meloni, è diventata la Montecarlo dei trafficanti di esseri umani, torturatori e stupratori: dopo il caso Almasri, torturatore libico accolto e riaccompagnato in Libia con un volo di stato e su cui il governo Meloni continua a tacere, un altro vergognoso capitolo si aggiunge alla scellerata gestione della politica estera della destra”.

L’onta del volo di Stato

La presenza indisturbata di al Kikli in Italia, “desta sconcerto e rabbia”, afferma Bonelli, che si rivolge all’esecutivo: “Cosa aspettano il governo e il ministro Nordio a intervenire?”. Per il deputato di Avs: “Il nostro Paese ha già subito l'onta di aver liberato e accompagnato in Libia un boia, torturatore, assassino e trafficante di esseri umani con volo di Stato, non possiamo permetterci una nuova vergogna nazionale. L'Italia non può essere il rifugio per torturatori e criminali di guerra".

“Governo che tace su chi spia e ha rapporti con torturatori va mandato a casa”

Mette in relazione i silenzi sullo spionaggio di attivisti e rifugiati, le omissioni sul caso Almasri e gli stretti rapporti con Tripoli, Peppe De Cristofaro di Avs. "Un governo che non risponde in Parlamento, un governo che non dice chi è stato a spiare illegalmente con lo spyware di Paragon gli attivisti dei diritti umani in Libia e che intrattiene rapporti con i peggiori criminali libici è un governo pericoloso e va mandato a casa. Parlano tanto di sicurezza e poi siamo diventati un porto franco per i torturatori dei migranti”. Per De Cristofaro: “"Il governo italiano è talmente invischiato con le milizie libiche da permettere ai suoi esponenti di spicco di entrare e uscire dal nostro paese tranquillamente. Non ci sono più scuse, dopo la vicenda Almasri è evidente la collaborazione con i libici. Meloni spieghi agli italiani quali sono i motivi di questi rapporti stretti con la Libia e le sue milizie".


Magi: “Serve una commissione d’inchiesta”

Per Riccardo Magi di +Europa, la presenza di Alkikli è l’ennesima prova che dimostra la necessità di approfondire i rapporti fra Roma e Tripoli. “Meloni deve venire al più presto a riferire in aula ed eviti di mettergli a disposizione aerei di stato per tornare tra gli onori in patria come ha fatto per Almasri. Soprattutto è il momento di una commissione parlamentare d'inchiesta sull'attuazione degli accordi Italia-Libia, per cui ho presento una proposta di legge alla camera".

I commenti dei lettori