“Il governo ci deve chiarire perché sta rendendo l'Italia un porto sicuro per le milizie e le mafie libiche". Sulla presenza a Roma del comandante libico delle Ssa Al Kikli, rivelata da Repubblica, la segretaria del Partito Democratico Elly Schlein chiama in causa il governo e chiede immediate spiegazioni. “Al-Kikli, è accusato dal Dipartimento di Stato americano di crimini contro l'umanità e accusato dall'Onu di gravi e ripetute violazioni perché guida la milizia libica”, ricorda la segretaria. Interviene anche il partito, con i capigruppo di Camera e Senato Chiara Braga e Francesco Boccia, insieme al capo delegazione Pd al Parlamento Europeo, Nicola Zingaretti.
Il Pd: “Meloni riferisca immediatamente”
"Ancora una volta l'Italia, invece di collaborare con la giustizia internazionale, offre ospitalità a personaggi impresentabili", affermano i Dem constatando che "il governo Meloni chiude le frontiere ai chi fugge da torture e accoglie torturatori e consente a chi dell'immigrazione ha fatto un business disumano di muoversi indisturbato nel nostro paese".Tuttavia, "questa volta non può fare come per Almasri: ogni silenzio sarà complicità", E dal responsabile sicurezza per i dem Matteo Mauri, arriva la richiesta di spiegazioni tanto formali quanto rapide. "È urgente che la presidente Meloni chiarisca la presenza di un criminale sul nostro territorio nazionale anche perché è già la seconda volta che si verifica dopo la finale del campionato di calcio libico disputata in Italia lo scorso luglio"
L’interrogazione parlamentare
Attacca anche Angelo Bonelli, co-portavoce di Europa Verde e deputato Avs, che annuncia l’immediata presentazione di un’interrogazione parlamentare. "L'Italia, grazie al governo Meloni, è diventata la Montecarlo dei trafficanti di esseri umani, torturatori e stupratori: dopo il caso Almasri, torturatore libico accolto e riaccompagnato in Libia con un volo di stato e su cui il governo Meloni continua a tacere, un altro vergognoso capitolo si aggiunge alla scellerata gestione della politica estera della destra”.
L’onta del volo di Stato
La presenza indisturbata di al Kikli in Italia, “desta sconcerto e rabbia”, afferma Bonelli, che si rivolge all’esecutivo: “Cosa aspettano il governo e il ministro Nordio a intervenire?”. Per il deputato di Avs: “Il nostro Paese ha già subito l'onta di aver liberato e accompagnato in Libia un boia, torturatore, assassino e trafficante di esseri umani con volo di Stato, non possiamo permetterci una nuova vergogna nazionale. L'Italia non può essere il rifugio per torturatori e criminali di guerra".
“Governo che tace su chi spia e ha rapporti con torturatori va mandato a casa”
Mette in relazione i silenzi sullo spionaggio di attivisti e rifugiati, le omissioni sul caso Almasri e gli stretti rapporti con Tripoli, Peppe De Cristofaro di Avs. "Un governo che non risponde in Parlamento, un governo che non dice chi è stato a spiare illegalmente con lo spyware di Paragon gli attivisti dei diritti umani in Libia e che intrattiene rapporti con i peggiori criminali libici è un governo pericoloso e va mandato a casa. Parlano tanto di sicurezza e poi siamo diventati un porto franco per i torturatori dei migranti”. Per De Cristofaro: “"Il governo italiano è talmente invischiato con le milizie libiche da permettere ai suoi esponenti di spicco di entrare e uscire dal nostro paese tranquillamente. Non ci sono più scuse, dopo la vicenda Almasri è evidente la collaborazione con i libici. Meloni spieghi agli italiani quali sono i motivi di questi rapporti stretti con la Libia e le sue milizie".
Magi: “Serve una commissione d’inchiesta”
Per Riccardo Magi di +Europa, la presenza di Alkikli è l’ennesima prova che dimostra la necessità di approfondire i rapporti fra Roma e Tripoli. “Meloni deve venire al più presto a riferire in aula ed eviti di mettergli a disposizione aerei di stato per tornare tra gli onori in patria come ha fatto per Almasri. Soprattutto è il momento di una commissione parlamentare d'inchiesta sull'attuazione degli accordi Italia-Libia, per cui ho presento una proposta di legge alla camera".