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“Diritto di adottare anche per i single”, la svolta della Consulta

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La Corte: via libera per i minori stranieri. Il governo si era opposto. La Lega: apriamo a coppie conviventi. La sinistra: sentenza storica
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Con una sentenza che cambierà per sempre il mondo dell’adozione internazionale — e di riflesso anche quello dell’adozione nazionale — la Corte Costituzionale ha affermato ieri che d’ora in poi anche i single e le single potranno diventare genitori adottivi di bambini stranieri. Una sentenza che per la prima volta scardina e attualizza una delle norme più “immobili” della legislazione italiana, ossia la numero 184 del 1983 che regola le adozioni e gli affidi. Una sentenza contro la quale si era invece schierato il Governo che attraverso l’avvocatura dello Stato, aveva invece chiesto alla Consulta di dichiarare inammissibile in quesito. A sollevare la questione di legittimità costituzionale era stato il tribunale per i minorenni di Firenze, al quale Raffaella Brogi, magistrata single, aveva inoltrato la propria «dichiarazione di disponibilità ad adottare un minore straniero, e aveva chiesto l’emissione del decreto di idoneità». La legge italiana però prevede che possano accedere all’ado…

Con una sentenza che cambierà per sempre il mondo dell’adozione internazionale — e di riflesso anche quello dell’adozione nazionale — la Corte Costituzionale ha affermato ieri che d’ora in poi anche i single e le single potranno diventare genitori adottivi di bambini stranieri. Una sentenza che per la prima volta scardina e attualizza una delle norme più “immobili” della legislazione italiana, ossia la numero 184 del 1983 che regola le adozioni e gli affidi. Una sentenza contro la quale si era invece schierato il Governo che attraverso l’avvocatura dello Stato, aveva invece chiesto alla Consulta di dichiarare inammissibile in quesito. A sollevare la questione di legittimità costituzionale era stato il tribunale per i minorenni di Firenze, al quale Raffaella Brogi, magistrata single, aveva inoltrato la propria «dichiarazione di disponibilità ad adottare un minore straniero, e aveva chiesto l’emissione del decreto di idoneità». La legge italiana però prevede che possano accedere all’adozione, sia nazionale che internazionale, soltanto coppie eterosessuali sposate da almeno tre anni. Esistono poi delle “eccezioni”, come l’adozione in casi particolari o la stepchild adoption.

Un iter rigoroso

La sentenza di ieri, numero 33, presidente Giovanni Amoroso, redattrice Emanuela Navarretta, ha dichiarato «costituzionalmente illegittimo l’articolo 29-bis, comma 1, della legge 184 del 1983, nella parte in cui non include le persone singole fra quelle che possono adottare un minorenne straniero residente all’estero». Per i giudici questa esclusione è in contrasto con gli articoli 2 e 117 della Costituzione. La Corte, con un grande passo in avanti nella comprensione dei cambiamenti della famiglia e della società, ha affermato quindi che i single sono «in astratto idonei ad assicurare al minore in stato di abbandono un ambiente stabile e armonioso», fermo restando che spetta poi al giudice (di qui la parola “astratto”) accertare in concreto l’idoneità affettiva del genitore e la sua capacità di educare, istruire e mantenerlo. Esattamente come avviene nel percorso che affrontano le coppie, attraverso un rigoroso iter di incontri con servizi sociali e psicologi fino al decreto di idoneità emesso dal tribunale. La Consulta ha anche osservato che, nell’attuale contesto giuridico-sociale caratterizzato «da una significativa riduzione delle domande di adozione, il divieto assoluto imposto alle persone singole rischia di riflettersi negativamente sulla stessa effettività del diritto del minore a essere accolto in un ambiente familiare stabile e armonioso». Insomma, ci sono così tanti bambini in stato di abbandono e ormai così poche domande di adozione, che allagare la platea di aspiranti genitori, non è soltanto costituzionalmente giusto, ma anche una possibilità per dare una famiglia e un futuro a chi non ce l’ha.

Una sentenza storica

Una sentenza assolutamente innovativa, addirittura storica come hanno sottolineato Laura Boldrini e Alessandro Zan, perché «mette al primo posto i diritti dei minori e la libertà di autodeterminazione di ogni individuo». Mara Carfagna di Noi Moderati, afferma: «Spetta al Parlamento raccogliere questo segnale forte e approvare una legge moderna sulle adozioni». Stessa richiesta che arriva da Valeria Valente, senatrice Pd e Riccardo Magi di Europa+ e da Luana Zanella di Avs. La Lega contestando l’apertura ai single chiede, invece, l’eliminazione del vincolo del matrimonio per accedere all’adozione, inserendo «coppie eterosessuali conviventi». Ma il vero tema che questa sentenza lascia incompiuto riguarda le adozioni nazionali. Rischia di creare una diseguaglianza tra i single stessi. Possibili genitori di un bimbo straniero ma non di un bimbo italiano. Concretamente, però adesso cosa accadrà? Il mondo dell’adozione internazionale è da anni in una crisi senza ritorno, pochissimi ormai i bambini che arrivano ogni anno. Due dati su tutti: nel 2023 sono stati adottati nel nostro paese 473 minori contro i 3.977 del 2008. Per questo gli enti storici che si occupano di adozione internazionale, il Ciai e il Cifa sono soddisfatti ma cauti. «L’adozione è ormai un atto di cooperazione, i figli che arrivano hanno spesso situazioni problematiche. Abbiamo bisogno di genitori. L’apertura ai single è una bella notizia», dice Gianfranco Arnoletti del Cifa. Paolo Limonta presidente del Ciai, già aperto in passato alle famiglie omogenitoriali, sottolinea poi che ciò che conta «sono le capacità genitoriali degli aspiranti genitori indipendentemente dal loro status».

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