Riapparirà in pubblico per la recita dell’Angelus, forse farà sentire la sua voce. E poi, a sorpresa, sarà già ora di tornare in Vaticano. Oggi per il Papa finisce una quaresima di trentotto giorni: iniziata con il ricovero del 14 febbraio, passata attraverso quattro crisi respiratorie gravi, un susseguirsi di bollettini a tratti drammatici, un isolamento drastico interrotto solo dall’affannoso audiomessaggio del 6 marzo e dalla foto di spalle scattata domenica scorsa. Fino all’annuncio di ieri sera: in un incontro con la stampa convocato con pochissimo preavviso, l’équipe sanitaria ha comunicato che Francesco è pronto per essere dimesso.
Rientrerà a Casa Santa Marta dopo mezzogiorno, probabilmente in auto. Lì inizierà un periodo di riposo e convalescenza: «Almeno due mesi», gli hanno raccomandato il dottor Luigi Carbone, suo medico personale, e il professor Sergio Alfieri, che ha coordinato lo staff di specialisti del Gemelli.
A Santa Marta con l’ossigeno
In Vaticano il Papa dov…
Riapparirà in pubblico per la recita dell’Angelus, forse farà sentire la sua voce. E poi, a sorpresa, sarà già ora di tornare in Vaticano. Oggi per il Papa finisce una quaresima di trentotto giorni: iniziata con il ricovero del 14 febbraio, passata attraverso quattro crisi respiratorie gravi, un susseguirsi di bollettini a tratti drammatici, un isolamento drastico interrotto solo dall’affannoso audiomessaggio del 6 marzo e dalla foto di spalle scattata domenica scorsa. Fino all’annuncio di ieri sera: in un incontro con la stampa convocato con pochissimo preavviso, l’équipe sanitaria ha comunicato che Francesco è pronto per essere dimesso.
Rientrerà a Casa Santa Marta dopo mezzogiorno, probabilmente in auto. Lì inizierà un periodo di riposo e convalescenza: «Almeno due mesi», gli hanno raccomandato il dottor Luigi Carbone, suo medico personale, e il professor Sergio Alfieri, che ha coordinato lo staff di specialisti del Gemelli.
A Santa Marta con l’ossigeno
In Vaticano il Papa dovrà continuare la terapia farmacologica per via orale e la fisioterapia motoria e respiratoria. Continuerà a servirsi delle cannule nasali per l’ossigenazione ma, è stato precisato «si spera possa toglierle presto». I medici hanno evidenziato i miglioramenti delle ultime due settimane: la polmonite bilaterale viene considerata «risolta», anche se questo non vuol dire che Francesco sia guarito da tutte le infezioni polimicrobiche. «Per quelle ci vorrà tempo», precisa Alfieri. Al ricovero hanno riscontrato un’insufficienza respiratoria dovuta a virus, batteri e miceti. Alfieri ha assicurato che «non si è trattato di Covid», ma ha riferito che «per due volte il Papa è stato in pericolo di vita». Sono state la crisi del 28 febbraio, quando ha inalato il vomito, e il doppio broncospasmo avvenuto tre giorni più tardi, in un pomeriggio nel quale il Vaticano continuava a ripetere che la situazione era difficile. «Sono ancora vivo», ha risposto Francesco ai medici dopo quei momenti difficili, una mattina in cui erano andati ad auscultargli i polmoni. «Quelle parole ci hanno fatto capire che stava ritrovando il suo umore positivo», ha raccontato Alfieri. E ha aggiunto: «Ora è contentissimo di rientrare a casa».
Riapparirà dimagrito
Col tempo al pontefice è tornato anche l’appetito, che si era sopito nei giorni più critici. «Lo troverete dimagrito, non lo abbiamo pesato ma ve ne accorgerete dalla veste. Questo però non ci preoccupa», hanno detto i due medici. Hanno escluso che il Papa abbia il diabete: «In presenza di infezioni gravi ci sono tanti elementi che si squilibrano e tra queste c’è anche la glicemia, ma è uno situazione che si corregge e si supera».
La rieducazione vocale
Anche i problemi alla voce vengono considerati transitori. «Deve reimparare a parlare», ha detto due giorni fa il cardinale Víctor Manuel Fernández. Secondo lo staff sanitario è una delle prime conseguenze in presenza di infezioni che danneggiano i polmoni e i muscoli respiratori: «Serve tempo perché la voce torni come prima, specie nei pazienti più anziani. Ma rispetto a dieci giorni fa il Papa ha già fatto registrare importanti miglioramenti», ha assicurato Alfieri. Sarà importante però evitare sforzi.
All’orizzonte ci sono la Pasqua e uno degli eventi più attesi del Giubileo, l’appuntamento con gli adolescenti con la cerimonia di canonizzazione del giovane Carlo Acutis prevista il 27 aprile. «Aspettiamo di valutare i miglioramenti», ha risposto il direttore della sala stampa vaticana, Matteo Bruni, a chi gli chiedeva se sia ipotizzabile una presenza di Francesco. Ancora più nebulosa la prospettiva di andare in Turchia a fine maggio per l’anniversario del Concilio di Nicea. Per ora è già una festa il breve viaggio di oggi: nove chilometri tra il Gemelli e il Vaticano.