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Carfagna: “Sentenza giusta, ora serve una legge bipartisan”

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Via libera alle adozioni per i single dalla Consulta, l’intervista alla ex ministra ed esponente del centrodestra
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Mara Carfagna, ex ministra alle Pari opportunità ed esponente di Noi Moderati, come valuta la decisione della Consulta che apre all'adozione dei single?

“Si tratta di una sentenza positiva sotto due punti di vista: ribadisce la prevalenza dell’interesse del minore in ogni processo finalizzato all’adozione e allarga le possibilità di perseguire questo interesse. Conosco decine di coraggiosi padri e madri single che curano i loro figli con dedizione ed è bello pensare che tanti bambini possano essere sottratti all’orfanotrofio per crescere in Italia con un genitore ‘vero’”.


Le associazioni più tradizionaliste dicono che questa decisione è "un colpo alla famiglie tradizionali": come risponde?

“Ho rispetto per la loro visione, ma la sentenza conserva al giudice la possibilità di dare priorità alle famiglie piuttosto che ai single: la filosofia-guida è sempre l’interesse del minore. Piuttosto, sarebbe importante rivedere le procedure per rendere più veloci, accessibili e meno costose le ad…

Mara Carfagna, ex ministra alle Pari opportunità ed esponente di Noi Moderati, come valuta la decisione della Consulta che apre all'adozione dei single?

“Si tratta di una sentenza positiva sotto due punti di vista: ribadisce la prevalenza dell’interesse del minore in ogni processo finalizzato all’adozione e allarga le possibilità di perseguire questo interesse. Conosco decine di coraggiosi padri e madri single che curano i loro figli con dedizione ed è bello pensare che tanti bambini possano essere sottratti all’orfanotrofio per crescere in Italia con un genitore ‘vero’”.


Le associazioni più tradizionaliste dicono che questa decisione è "un colpo alla famiglie tradizionali": come risponde?

“Ho rispetto per la loro visione, ma la sentenza conserva al giudice la possibilità di dare priorità alle famiglie piuttosto che ai single: la filosofia-guida è sempre l’interesse del minore. Piuttosto, sarebbe importante rivedere le procedure per rendere più veloci, accessibili e meno costose le adozioni internazionali”.


Pensa che il centrodestra sia in grado di farsi carico di una legge?

“Credo che questa sia la classica legge da affrontare con un dialogo bipartisan. È una legge di civiltà. Offre una possibilità in più agli orfani delle guerre, agli abbandonati, alle vittime della miseria. Un Paese sensibile ai diritti dei bambini come il nostro potrebbe e dovrebbe produrre una norma-modello ora che la Corte Costituzionale ha fornito una cornice giuridica molto chiara”.


Nel caso la parte moderata del centrodestra è disponibile ad interloquire e disegnare una legge con l'opposizione?

“Guardi, è un principio che personalmente ho sempre messo in pratica: dalla legge contro lo stalking alle norme contro i matrimoni forzati, ho spesso lavorato a testi “trasversali” e sono sempre riuscita nell’intento. L’approccio moderato che privilegia il risultato rispetto all’ideologia, la condivisione rispetto alle bandierine di partito, è la sola chiave per affrontare temi complessi anche sotto il profilo etico”.


Senza una legge, i single che volessero adottare dovrebbero ricorrere alla giustizia: l'effetto paradossale è che diventerà, ancora di più, un lusso per chi se lo può permettere.

“È esattamente quello che sta succedendo e dobbiamo evitare. Le domande di adozione internazionale sono crollate in vent’anni del 75 per cento e anche le adozioni nazionali sono in forte calo, visto che si è passati dai 1.290 bambini adottati nel 2001 agli 866 del 2021. L’adozione è una pratica che richiede molti mezzi, molto tempo, moltissima tenacia, e non tutti ne dispongono. Una buona legge che allarghi la platea di chi ‘può permettersi’ un’adozione internazionale significa strappare agli orfanotrofi un numero più alto di bambini”.


Più in generale, ancora una volta la Consulta anticipa la politica, sembra più attenta e al passo coi tempi sui diritti. Perché in Italia sulle pari opportunità c'è questa timidezza, spesso trasversale, di governi e parlamenti?

“La politica italiana è tradizionalmente molto cauta sulle questioni con un contenuto etico, credo per due motivi. Il primo sono le divisioni interne ai partiti, spesso rilevanti, che spingono ad accantonare questi problemi. Il secondo è il timore che ogni innovazione sia poco accettata dall’opinione pubblica. Ma ogni grande referendum sui cosiddetti ‘temi divisivi’ ha dimostrato che il Paese è più avanti di quello che molti immaginano. In questo caso penso sinceramente che si potrebbe agire senza timori: nessuna italiana e nessun italiano pensa che un bambino senza genitori stia meglio in un istituto piuttosto che in una casa dove è stato scelto, desiderato e amato”.

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