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“Resistenze culturali nel Sud del mondo. Noi operatori dovremo mediare”

Gianfranco Arnoletti 

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Il parere di Gianfranco Arnoletti, presidente del Cifa, ente storico dell’adozione internazionale.
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Loro sono lo sguardo dell’altra parte del mondo. Di quei paesi poverissimi, o in guerra, o assediati dalla miseria, nei quali le coppie italiane, adesso anche i single, diventano genitori di bambini stranieri. Operatori, referenti, enti autorizzati. Alle prese, oggi, con una rivoluzione. «Dovremo fare un grande lavoro culturale, quasi ovunque nei Paesi d’origine la famiglia viene ancora identificata con la coppia», dice Gianfranco Arnoletti, presidente del “Cifa” di Torino, uno degli enti più grandi di adozioni internazionali.

Arnoletti, i Paesi nei quali voi siete attivi accetteranno i single?

«Noi abbiamo rapporti con diversi paesi, tra i quali l’India, l’Ucraina, l’America Latina, il Vietnam, a lungo abbiamo fatto adozioni in Cina. Pochissimi accettano i single».

Per questioni religiose o politiche?

«Per tradizioni culturali, direi. Ci sono naturalmente le eccezioni. L’Ucraina ad esempio, oggi però ferma a causa della guerra, aperta sia coppie che single. Certi Paesi asiatici. In…

Loro sono lo sguardo dell’altra parte del mondo. Di quei paesi poverissimi, o in guerra, o assediati dalla miseria, nei quali le coppie italiane, adesso anche i single, diventano genitori di bambini stranieri. Operatori, referenti, enti autorizzati. Alle prese, oggi, con una rivoluzione. «Dovremo fare un grande lavoro culturale, quasi ovunque nei Paesi d’origine la famiglia viene ancora identificata con la coppia», dice Gianfranco Arnoletti, presidente del “Cifa” di Torino, uno degli enti più grandi di adozioni internazionali.

Arnoletti, i Paesi nei quali voi siete attivi accetteranno i single?

«Noi abbiamo rapporti con diversi paesi, tra i quali l’India, l’Ucraina, l’America Latina, il Vietnam, a lungo abbiamo fatto adozioni in Cina. Pochissimi accettano i single».

Per questioni religiose o politiche?

«Per tradizioni culturali, direi. Ci sono naturalmente le eccezioni. L’Ucraina ad esempio, oggi però ferma a causa della guerra, aperta sia coppie che single. Certi Paesi asiatici. In America Latina, di forte tradizione cattolica, gli aspiranti genitori devono essere rigorosamente sposati».

Come vi comporterete quando una persona single vi chiederà di aiutarla a trovare un bambino?

«Faremo un’istruttoria, esattamente come facciamo con le coppie. L’adozione è un percorso complesso, fatto anche di momenti molto difficili. E poi cercheremo un Paese che accetta i single. Non sarà facile, perché le coppie avranno comunque la precedenza, mentre ai single potrebbero essere riservati i casi residuali. Non è bello ma oggi funziona così. Ho fiducia però che con l’aumento delle domande da parte dei single, riusciremo cambiare la cultura dell’adozione internazionale.

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