CITTÀ DEL VATICANO – Francesco è tornato. È di nuovo in Vaticano, dopo 38 giorni al Gemelli. Ed è ancora il Papa che sorprende, regista indiscusso della scena. Tre minuti dopo mezzogiorno si è affacciato dal balcone del Policlinico sfidando la brezza di una giornata incerta, ha usato le poche energie agitando le mani in un saluto, alzando il pollice tranquillizzante come faceva nei primi giorni del pontificato, accennando una benedizione. Ha chiesto il microfono per parlare e ha stupito tutti rivolgendosi a una signora che tra la folla sventolava un mazzo di fiori gialli: «Brava», le ha detto.
"Viva il Papa!": Francesco lascia il Gemelli a bordo di una 500 bianca tra i fedeli in festa
La tappa a sorpresa a Santa Maria Maggiore
Poi in auto ha voluto passare vicino alla folla che lo aspettava ai cancelli per concedere un altro cenno e un sorriso sotto al baffo trasparente…
CITTÀ DEL VATICANO – Francesco è tornato. È di nuovo in Vaticano, dopo 38 giorni al Gemelli. Ed è ancora il Papa che sorprende, regista indiscusso della scena. Tre minuti dopo mezzogiorno si è affacciato dal balcone del Policlinico sfidando la brezza di una giornata incerta, ha usato le poche energie agitando le mani in un saluto, alzando il pollice tranquillizzante come faceva nei primi giorni del pontificato, accennando una benedizione. Ha chiesto il microfono per parlare e ha stupito tutti rivolgendosi a una signora che tra la folla sventolava un mazzo di fiori gialli: «Brava», le ha detto.
"Viva il Papa!": Francesco lascia il Gemelli a bordo di una 500 bianca tra i fedeli in festa
La tappa a sorpresa a Santa Maria Maggiore
Poi in auto ha voluto passare vicino alla folla che lo aspettava ai cancelli per concedere un altro cenno e un sorriso sotto al baffo trasparente dei naselli per l’ossigeno. E infine, arrivato davanti alla porta vaticana, ha fatto fermare il convoglio e l’ha dirottato verso Santa Maria Maggiore, dove ha chiesto a un gendarme di consegnare le rose gialle ricevute dalla fedele: spiazzando anche i vigili urbani, i prelati della basilica. Infine, prima di varcare la porta del Perugino adiacente a Casa Santa Marta ha chiesto un’altra sosta, ha fatto aprire la portiera, ha salutato i militari di guardia. E a quel punto erano appena le 13: tutto questo è avvenuto in meno di un’ora da quando il Papa è riapparso in pubblico dopo un’assenza che ai fedeli — e probabilmente anche a lui — è sembrata infinita.
Il Francesco ritrovato
Jorge Bergoglio ha lasciato la stanza d’ospedale visibilmente provato dai postumi della polmonite e dei broncospasmi, dalle cure antibiotiche ancora in corso, dalle cinque settimane di ricovero. È dimagrito e si vede dalla veste, proprio come era stato anticipato dai medici nella conferenza stampa della vigilia. Ma è anche molto gonfio in volto. Muove le mani, i gomiti solo parzialmente. Le spalle sembrano bloccate e anche il collo. Si sposta in carrozzina, com’era prevedibile. Riesce a togliere le cannule nasali — non le aveva affacciandosi dal balcone — ma dopo pochi minuti ha bisogno di rimetterle. Anche la voce è sensibilmente migliorata rispetto a quella ascoltata nell’audiomessaggio del 6 marzo, ma i muscoli respiratori hanno autonomia per spingere fuori solo poche parole. Eppure, sono bastate a far ritrovare Francesco.
"La pazienza del Signore”
La folla si era radunata già un’ora prima dell’Angelus nel piazzale interno del Gemelli. Composta, variegata. C’era anche il sindaco di Roma, Roberto Gualtieri. Qualche coro, il grido «viva il Papa» alle 12 in punto, mentre la sala stampa diffondeva il testo per la consueta preghiera domenicale: «In questo lungo tempo di ricovero — ha scritto Bergoglio — ho avuto modo di sperimentare la pazienza del Signore, che vedo anche riflessa nella premura instancabile dei medici e degli operatori sanitari, così come nelle attenzioni e nelle speranze dei familiari degli ammalati».
La pedana bianca e il tripudio
Proprio in quei momenti il pontefice si stava congedando dai sanitari che lo hanno assistito e dai responsabili del Gemelli. Subito prima di affacciarsi ha stretto la mano al cameraman del Vaticano. L’istante in cui è apparso sulla pedana bianca predisposta al balcone del quinto piano — il secondo rispetto all’altezza del piazzale d’ingresso — ha scatenato un tripudio. Anche il Papa è sembrato emozionato. A spingere la carrozzina c’era l’infermiere personale Massimiliano Strappetti, l’uomo del quale Bergoglio si fida ciecamente. Gli ha sussurrato qualcosa all’orecchio e il Papa ha fatto cenno di no. Poi Francesco ha rivolto qualche parola incomprensibile alla folla, non c’era ancora il microfono. Strappetti glielo ha proposto e lui ha detto un sì convinto. Nel frattempo ha individuato la signora coi fiori gialli. «Grazie a tutti, vedo questa signora con i fiori gialli, che brava».
"Ti vogliamo bene”
Sono le sole parole che il Papa è riuscito a pronunciare. Poi ha quasi strizzato gli occhi, sembrava pronto ad aggiungere qualcosa ma ha dovuto desistere. Il suo gesto con le mani è stato una via di mezzo tra un saluto e un modo di dire: basta così. Il volto è diventato serio, poi dalla piazza gli gridano: «Ti vogliamo bene» e lui è tornato a sorridere, ad alzare il pollice. A quel punto si è intravisto Strappetti alle sue spalle che gli chiedeva: «Andiamo?». E lui ha annuito. Gli viene suggerito di benedire e lui ha accennato il movimento. Poi, mentre la carrozzina cominciava ad arretrare, a Bergoglio è sembrato mancare il fiato, forse per un colpo di tosse.
Due mesi di convalescenza
È stato un saggio di quello che probabilmente avverrà nelle prossime settimane. I medici hanno prescritto almeno due mesi di convalescenza: sforzi ridotti, esposizioni molto limitate. «Obbedirà, da buon gesuita», dice un confratello della Compagnia di Gesù che lo conosce molto bene, padre Antonio Spadaro. Che poi aggiunge: «Questo non gli impedirà di essere presente in tutti i modi possibili». Al rientro in Vaticano, Francesco è stato accolto da Giovanni Battista Re, il decano del collegio cardinalizio. Oggi è già il primo giorno di un pontificato che non sarà più quello di prima. Ma il Papa è sempre lo stesso.