Il predicatore pontificio: “La sua presenza ridimensionata, ma Francesco sarà ancora più umano”
di Iacopo ScaramuzziLa presenza del Papa in futuro sarà «diversa», «magari lo vedremo e lo sentiremo meno ma con più intensità». Padre Roberto Pasolini, cappuccino, è il nuovo Predicatore della casa pontificia. È lui che predica al Papa e ai suoi collaboratori a Quaresima e in Avvento, a lui Francesco ha chiesto quest’anno di condurre anche il ritiro spirituale al quale il Pontefice argentino ha partecipato in video-collegamento dal Gemelli.
Quali sono i suoi sentimenti in questo momento?
«Sono grato di essere stato partecipe di questo momento in cui è avvenuta la guarigione che si sperava. E poi c’è un sentimento di gioia per averlo rivisto, in possesso ancorché ancora parziale delle sue capacità, dopo che abbiamo partecipato alla sua sofferenza. Vedere che nota una fedele con un mazzo di fiori gialli in mezzo alla folla ci ha subito fatto rivedere il suo piglio: non solo è vivo, non solo può uscire dall’ospedale, ma abbiamo anche percepito quel suo registro di umanità che ce lo fa amare molto. È il Pon…
La presenza del Papa in futuro sarà «diversa», «magari lo vedremo e lo sentiremo meno ma con più intensità». Padre Roberto Pasolini, cappuccino, è il nuovo Predicatore della casa pontificia. È lui che predica al Papa e ai suoi collaboratori a Quaresima e in Avvento, a lui Francesco ha chiesto quest’anno di condurre anche il ritiro spirituale al quale il Pontefice argentino ha partecipato in video-collegamento dal Gemelli.
Quali sono i suoi sentimenti in questo momento?
«Sono grato di essere stato partecipe di questo momento in cui è avvenuta la guarigione che si sperava. E poi c’è un sentimento di gioia per averlo rivisto, in possesso ancorché ancora parziale delle sue capacità, dopo che abbiamo partecipato alla sua sofferenza. Vedere che nota una fedele con un mazzo di fiori gialli in mezzo alla folla ci ha subito fatto rivedere il suo piglio: non solo è vivo, non solo può uscire dall’ospedale, ma abbiamo anche percepito quel suo registro di umanità che ce lo fa amare molto. È il Pontefice, sì, ma non fa mai mancare il tratto di umanità un po’ spontaneo che lo rende così vicino ogni volta che lo ascoltiamo e lo guardiamo».
A sorpresa è passato a Santa Maria Maggiore e ha fatto deporre quei fiori gialli per la Madonna.
«Questo è il suo genio, riuscire a cogliere la realtà e darle un valore più profondo. È un atteggiamento alla giusta altezza di umanità, mai calato dall’alto».
Lei si aspettava che uscisse già adesso dall’ospedale?
«Che si andasse verso le dimissioni me lo aspettavo, ma non certo che uscisse proprio adesso. Non mi viene difficile da pensare che abbia contribuito lui a questa tempistica, che abbia strappato il congedo prima del tempo. Immagino che i medici avrebbero atteso qualche giorno in più, ma evidentemente si poteva fare. Diciamo che è andato via il primo giorno possibile, per tornare alle sue cose, nella sua casa».
Che assenza è stata la sua assenza, e che presenza sarà?
«È stata un assenza di peso. A volte ci dimentichiamo dell’assente in poco tempo ma il fatto che il nostro ritiro spirituale fosse seguito dal Papa ha reso la sua assenza speciale. Lo sentivamo con noi: il fatto che fosse spettatore, non presente ma partecipe, dei nostri gesti e delle nostre parole, lo ha reso una presenza ancora più forte. Adesso che torna che presenza sarà? Io immagino una presenza un po’ diversa. Nonostante lui abbia una forte volontà e un carattere di fuoco immagino che con le limitazioni che dovrà seguire ancora un po’ di mesi potrà fare meno alcune cose, dovrà ridimensionare le modalità con cui si era abituato a fare il Papa. Immagino che sarà un ritorno all’insegna della scelta: sceglierà di valorizzare alcune possibilità che gli rimangono e rinunciare ad altre. Credo ci dovremo aspettare una nuova presenza, un po’ ridimensionata, ma potrebbe guadagnare in qualità: magari lo vedremo e lo sentiremo meno volte ma con più intensità».
Secondo lei seguirà tutte le indicazioni dei medici?
«Questo è difficile dirlo. Penso che si spingerà al massimo di quello che può fare, ma si dovrà arrendere alle indicazioni date dai medici e anche il suo corpo gli segnalerà dei limiti. Il motivo per cui questo ricovero è scattato è perché forse si era trascurato un po’: dalle lezioni impariamo qualcosa, il Papa ha senz’altro imparato qualcosa da questo stop prolungato, anche per non dovere stare un’altra volta ai box così tanto tempo. Preservarsi un po’ per esporsi senza pause».