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Parolin: “Il Papa deve rimanere tranquillo, potrebbe fare un breve saluto a Re Carlo”

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Il sovrano britannico forse incontrerà il Pontefice l’8 aprile. “Ma per ora è impensabile che Francesco faccia celebrazioni pubbliche”. Le critiche del cardinale segretario di Stato a Israele: “Va rispettato il diritto umanitario”
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Papa Francesco “avrà bisogno di stare tranquillo” e “per il momento non è pensabile” che presenzi celebrazioni pubbliche. Riprenderà il lavoro d’ufficio ma i suoi collaboratori lo interpelleranno solo su “questioni che richiedono una decisione da parte sua”, per il resto lo lasceranno riposare e proseguire le terapie. Non è escluso, però, che Bergoglio faccia un “breve saluto” al re d’Inghilterra che sarà a Roma l’8 aprile. Nel lungo periodo, “può ritornare a fare un po’ quello che faceva prima, magari in forma ridotta, però adesso dirlo non è possibile”.

Il giorno dopo il ritorno in Vaticano del Papa è il cardinale Pietro Parolin, Segretario di Stato vaticano, a spiegare la situazione. Interpellato dai giornalisti a margine di un evento della Pontificia Accademia per la Vita all’Augustinianum, il porporato veneto sottolinea che il ritorno dal Gemelli, ieri, è stato impegnativo per il Papa, e la deviazione fuori programma a Santa Maria Maggiore “qualche difficoltà in più l’ha creata”.…

Papa Francesco “avrà bisogno di stare tranquillo” e “per il momento non è pensabile” che presenzi celebrazioni pubbliche. Riprenderà il lavoro d’ufficio ma i suoi collaboratori lo interpelleranno solo su “questioni che richiedono una decisione da parte sua”, per il resto lo lasceranno riposare e proseguire le terapie. Non è escluso, però, che Bergoglio faccia un “breve saluto” al re d’Inghilterra che sarà a Roma l’8 aprile. Nel lungo periodo, “può ritornare a fare un po’ quello che faceva prima, magari in forma ridotta, però adesso dirlo non è possibile”.

Il giorno dopo il ritorno in Vaticano del Papa è il cardinale Pietro Parolin, Segretario di Stato vaticano, a spiegare la situazione. Interpellato dai giornalisti a margine di un evento della Pontificia Accademia per la Vita all’Augustinianum, il porporato veneto sottolinea che il ritorno dal Gemelli, ieri, è stato impegnativo per il Papa, e la deviazione fuori programma a Santa Maria Maggiore “qualche difficoltà in più l’ha creata”. Il silenzio del Papa in questo frangente “risuona ancora più assordante rispetto alla ripresa dei combattimenti o alla loro continuazione in tante parti del mondo”, nota Parolin, che ribatte alle critiche formulate dall’ambasciata israeliana presso la Santa Sede alle parole scritte dal Papa per l’Angelus di ieri: “Siamo molto preoccupati per la violazione sistematica del diritto internazionale”, dice il braccio destro del Papa.

Bisogno di riposo

Parolin, che è stato ricevuto tre volte al Gemelli, da ieri non ha ancora incontrato il Papa in Vaticano, ma “penso che nei prossimi giorni ci sarà occasione di incontrarlo e salutarlo brevemente”, ha detto. “Siamo contenti”, ha detto il Segretario di Stato. “Lo avete visto ieri sulla finestra del Gemelli: è tornato a casa e adesso avrà bisogno di convalescenza, avrà bisogno di stare tranquillo, di non essere troppo disturbato”. Il cardinale ha spiegato di non sapere “esattamente” come sarà gestita la convalescenza del Papa a Casa Santa Marta, “ma ho sentito che dovrà cercare per un po’ di tempo di rimanere tranquillo, anche perché immagino che anche il ritorno dal Gemelli, ieri, andando anche a Santa Maria Maggiore, qualche difficoltà in più l’ha creata”.

Lavoro e decisioni

Quanto al lavoro, “è difficile adesso pronosticare come sarà il programma”, ha spiegato Parolin: “Credo che il lavoro d’ufficio continuerà, nel senso che quando c’è bisogno di incontrare il Papa lo si incontrerà oppure gli si manderanno i dossier che lui possa vedere e sui quali decidere, sulle udienze e le celebrazioni pubbliche davvero non saprei, ma credo che per il momento non è pensabile che ci sia una ripresa immediata. Poi dipenderà dal recupero che il Papa avrà, e in base a quello i medici giudicheranno se è possibile o meno”. Ma “certamente per il momento non è prevedibile, almeno per il momento”, che il Papa riprenda ad esempio le udienze del mercoledì. Quanto al Re Carlo di Inghilterra, però, che sarà a Roma l’8 aprile, “spero che almeno un saluto glielo possa dare”, ha detto Parolin in risposta alle domande dei giornalisti.

Il diritto umanitario

Il Papa verrà aggiornato dai suoi collaboratori sui temi internazionali, “ma io – ha sottolineato Parolin – penso che per il momento si sottoporranno al Papa soltanto le questioni più importanti, questioni che richiedono una decisione da parte sua anche per non affaticarlo troppo. Poi a mano a mano che riprenderà si ritornerà al ritmo normale. Quanto ai viaggi internazionali, come quello ipotizzato a Nicea, in Turchia, il 24 maggio, “è troppo presto: tutto può capitare, può ritornare a fare un po’ quello che faceva prima, magari informa ridotta, però adesso dirlo non è possibile”. Il silenzio del Papa “risuona ancora pi assordante rispetto alla ripresa dei combattimenti o alla sua continuazione in tante parti del mondo: è un richiamo a smettere, a trovare vie di dialogo e di pace”, ha detto ancora Parolin. Che interpellato in merito alle puntualizzazioni dell’ambasciata israeliana, che in risposto all’appello del Papa all’Angelus per la Striscia di Gaza ha rivendicato che Israele agisce nel rispetto del diritto internazionale, “speriamo che sia così”, ha detto Parolin, “perché noi siamo molto preoccupati per la violazione sistematica ormai del diritto internazionale, abbiamo parlato recentemente con la Croce rossa e anche loro sono molto molto in difficoltà: bombardamenti sui civili, uccisione di operatori umanitari sono tutte azioni che vanno esattamente contro il diritto umanitario, e oggi non c’è rispetto del diritto umanitario: è uno dei grandi limiti di questa stagione”.

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