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Invisibili e onnipresenti: ecco gli angeli custodi di papa Francesco

(ansa)

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L’infermiere, i gendarmi, i tre segretari: sono stati accanto a Bergoglio durante il ricovero e avranno un ruolo cruciale anche durante la convalescenza a casa Santa Marta
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Sono gli angeli custodi del Papa, collaboratori poco noti al grande pubblico il cui ruolo, con il ricovero prima e ora con la convalescenza a casa, è divenuto cruciale. Dal balcone del Gemelli è spuntato Massimiliano Strappetti, l’infermiere che Francesco ha nominato ufficialmente “assistente sanitario personale” mentre ha archiviato la figura dell’archiatra pontificio, il medico personale. Fin da giovane il Pontefice argentino ha avuto una predilezione per gli infermieri. E se il ricovero è avvenuto quando la bronchite già si stava espandendo, Francesco ha voluto che si sapesse che non era certo colpa di Strappetti, semmai della propria testardaggine.

La presenza dei gendarmi

Oltre ai medici del Vaticano e a quelli del Gemelli, sull’appartamento pontificio, così come a Casa Santa Marta, vegliano poi gli uomini della sicurezza: le Guardie svizzere Oltretevere, la polizia italiana al policlinico, e, in entrambi i luoghi, i gendarmi. Guidati dal comandante Gianluca Gauzzi Broccolet…

Sono gli angeli custodi del Papa, collaboratori poco noti al grande pubblico il cui ruolo, con il ricovero prima e ora con la convalescenza a casa, è divenuto cruciale. Dal balcone del Gemelli è spuntato Massimiliano Strappetti, l’infermiere che Francesco ha nominato ufficialmente “assistente sanitario personale” mentre ha archiviato la figura dell’archiatra pontificio, il medico personale. Fin da giovane il Pontefice argentino ha avuto una predilezione per gli infermieri. E se il ricovero è avvenuto quando la bronchite già si stava espandendo, Francesco ha voluto che si sapesse che non era certo colpa di Strappetti, semmai della propria testardaggine.

La presenza dei gendarmi

Oltre ai medici del Vaticano e a quelli del Gemelli, sull’appartamento pontificio, così come a Casa Santa Marta, vegliano poi gli uomini della sicurezza: le Guardie svizzere Oltretevere, la polizia italiana al policlinico, e, in entrambi i luoghi, i gendarmi. Guidati dal comandante Gianluca Gauzzi Broccoletti, che gode da anni della fiducia personale di Francesco, sono loro che in questi giorni difficili hanno filtrato, preso in consegna i messaggi, hanno accolto i pochissimi che hanno avuto accesso al Papa, oltre a seguirlo passo dopo passo con una consuetudine ormai famigliare.

I tre segretari

E poi ci sono i tre segretari. Se ogni Papa ne ha avuto uno che, col calare delle forze, diveniva sempre più potente, Francesco, geloso della sua autonomia, ha cambiato con una certa frequenza i suoi assistenti assegnando loro compiti specifici e gestendo in proprio l’agenda. Ora ad assistere Bergoglio ci sono tre sacerdoti, un italiano e due argentini: Fabio Salerno, Daniel Pellizzon e Juan Cruz Villalon. Don Salerno è il primo ad essere arrivato, ad agosto del 2020. Calabrese, 45 anni, è un diplomatico della Santa Sede, e quando non è impegnato con il Papa continua a lavorare in Segreteria di Stato. Don Pellizzon, 42 anni, è arrivato a Roma nel 2023 direttamente da Buenos Aires, dove anni fa Bergoglio lo aveva ordinato sacerdote. Nel 2011 e 2012 aveva aiutato il futuro Papa a mettere a posto il suo archivio personale, due anni fa Francesco lo ha chiamato accanto a sé a Roma. L’ultimo arrivato, e il più presente anche nei giorni del ricovero, è don Villalon: anche lui è stato ordinato prima diacono e poi sacerdote in Argentina da Bergoglio. Negli ultimi mesi lo si è visto spesso accanto al Papa, o meglio dietro: è lui che spinge spesso la carrozzina del Pontefice, sa anticipare i suoi desideri, monitora le persone che gli ruotano attorno. Sono i segretari che aiutano il Papa a chiamare la parrocchia di Gaza, quelli che gli hanno dato l’eucaristia in ospedale, che gli hanno permesso di registrare l’audio per i fedeli o lo hanno ritratto in foto. Fidatissimi, discretissimi, e sempre più indispensabili.

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