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Paolo Calligaris condannato per il delitto di Tatiana Tulissi. La sentenza dopo 17 anni

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Arrivata in serata la decisione dei giudici di Venezia dopo cinque gradi di giudizio. La donna uccisa in una villa in provincia di Udine nel 2008
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VENEZIA. Paolo Calligaris è l’assassino di Tatiana Tulissi, uccisa nel 2008, e dovrà scontare 16 anni di condanna. Lo ha deciso la corte d’Assise d’appello di Venezia con rito abbreviato. L’impiegata in un’azienda artigianale aveva 37 anni quando è stata uccisa con tre colpi di una calibro 38, mai ritrovata, nel garage della villa in provincia di Udine dove abitava col compagno Paolo Calligaris, della dinastia dei mobilieri friulani. Era il giorno di San Martino, l’11 novembre del 2008.

E’ la terza volta che l’imprenditore viene dichiarato colpevole. L’ultima era stata nel 2022 sempre dai giudici veneziani, la prima nel 2019 dal collegio di Udine. La decisione arriva in fondo a una mattina di attesa, l’ennesima per la mamma e i fratelli di Tatiana Tulissi.

Il processo, che dura da quasi 17 anni, è destinato a non finire qui. La famiglia Calligaris, di certo, ricorrerà in Cassazione. “E’ lui l’assassino, lo dicono le indagini”, aveva detto questa mattina a Repubblica Meri Conchione, la…

VENEZIA. Paolo Calligaris è l’assassino di Tatiana Tulissi, uccisa nel 2008, e dovrà scontare 16 anni di condanna. Lo ha deciso la corte d’Assise d’appello di Venezia con rito abbreviato. L’impiegata in un’azienda artigianale aveva 37 anni quando è stata uccisa con tre colpi di una calibro 38, mai ritrovata, nel garage della villa in provincia di Udine dove abitava col compagno Paolo Calligaris, della dinastia dei mobilieri friulani. Era il giorno di San Martino, l’11 novembre del 2008.

E’ la terza volta che l’imprenditore viene dichiarato colpevole. L’ultima era stata nel 2022 sempre dai giudici veneziani, la prima nel 2019 dal collegio di Udine. La decisione arriva in fondo a una mattina di attesa, l’ennesima per la mamma e i fratelli di Tatiana Tulissi.

Il processo, che dura da quasi 17 anni, è destinato a non finire qui. La famiglia Calligaris, di certo, ricorrerà in Cassazione. “E’ lui l’assassino, lo dicono le indagini”, aveva detto questa mattina a Repubblica Meri Conchione, la mamma di Tatiana, davanti all’aula.

Il compagno, unico imputato

Paolo Calligaris, unico imputato in tutti questi anni, è stato prima al centro di un’archiviazione del caso, poi condannato in primo grado, assolto in secondo e di nuovo condannato all’appello bis. Paolo Calligaris si è sempre professato innocente. Nell’ottobre scorso ha scritto a Repubblica dopo avere letto un’intervista alla mamma di Tatiana Tulissi, Meri Conchione. “So che sono innocente e considero una persecuzione quel che mi è accaduto e mi accade. E sono il primo che vorrebbe fosse fatta giustizia”, è la conclusione della sua riflessione.

Paolo Calligaris 

È stato proprio il compagno a ritrovare la vittima riversa a terra, già morente davanti all'uscio di casa. Erano le 18,30 di quell’11 novembre. Calligaris ha sempre sostenuto di essere tornato in quel momento a casa e di avere anche tentato di rianimare Tatiana Tulissi.

La mamma di Tatiana: “Il capo dello Stato ci aiuti”

La mamma di Tatiana Tulissi, Meri Conchione, in un’intervista a Repubblica ha raccontato gli ultimi anni tra aule e caserme per scoprire la verità sulla fine della figlia. Tanto che ha anche rivolto un appello al presidente della Repubblica Sergio Mattarella. “Ho fatto tanto per mia figlia – ha detto -. Per sapere chi l’ha uccisa ho assunto investigatori e consulenti che si sono coordinati con la nostra avvocata Laura Luzzatto Guerrini. Ho bisogno di avere giustizia, di sapere chi ha ucciso mia figlia e perché l’ha fatto”.

I cinque processi

Il nome di Paolo Calligaris è comunque finito nel registro degli indagati come sospettato dell'omicidio. Dopo mesi di lavoro la procura ha poi chiesto e ottenuto l'archiviazione del caso. Il fascicolo è stato riaperto nel 2016 dopo nuove risultanze investigative che hanno rafforzato l’ipotesi che a compiere il delitto fosse stato proprio Calligaris al culmine di un litigio con la convivente. Nel 2018 arriva il rinvio a giudizio, il processo è stato celebrato con rito abbreviato. Nel settembre del 2019 il giudice per l'udienza preliminare del tribunale di Udine lo ha condannato in primo grado a 16 anni di reclusione per omicidio volontario.?? Secondo le motivazioni della sentenza, il movente del delitto sarebbe riconducibile al rapporto conflittuale tra la signora Tulissi e il compagno, che negli ultimi mesi della loro convivenza stavano attraversando un periodo di profonda crisi. A quanto pare dietro ai dissidi ci sarebbe stata il desiderio di Tatiana Tulissi di diventare madre, non condiviso da Calligaris.

Ma anche su questo punto l’erede dei Calligaris ha sostenuto nella sua lettera: “Non è vero che non volessi avere un figlio da Tatiana, tanto che mi sono fatto un esame. Quale poteva essere il movente di questo tragico assassinio? Mi sono spaccato la testa per trovarlo”. Secondo le ricostruzioni degli inquirenti, l'uomo in quel periodo invece avrebbe anche nutrito un interesse per un'altra donna. L'omicidio sarebbe maturato al culmine di un'ennesima furiosa lite, iniziata nel primo pomeriggio al telefono, quando l'imprenditore era al lavoro, e terminata intorno alle 18,30 nella villetta di Manzano, quando il trentottenne aveva fatto ritorno a casa. Sempre nelle motivazioni della condanna, i giudici avevano anche sottolineato il comportamento sospetto dell'imputato che avrebbe messo in atto diversi espedienti per depistare le indagini. Tra questi avere nascosto la pistola.

L'abbraccio dei familiari della donna uccisa dopo la sentenza 

Il 24 settembre 2021 la Corte d'Appello di Trieste ha ribaltato il verdetto. Calligaris è stato assolto con formula piena, “per non aver commesso il fatto”. Il 7 dicembre 2022, la Corte di Cassazione annulla la sentenza di secondo grado in parziale accoglimento del ricorso della procura di Udine. Il procedimento viene rinviato alla Corte d'appello di Venezia. Che il 20 dicembre 2023 emette il secondo verdetto di condanna, di nuovo a 16 anni, riapplicando di fatto la sentenza di primo grado del 2019. Il 13 settembre 2024, però, la Corte di Cassazione ha annullato per la seconda volta il verdetto, disponendo un nuovo processo di secondo grado da celebrare in una diversa sezione della Corte d'appello di Venezia.

Il perché di un altro processo

Nelle motivazioni della Suprema Corte è stato specificato che i giudici veneziani avrebbero condotto una "superficiale analisi" della testimonianza della donna che sentì lo sparo l'11 novembre 2008, una vicina della villa di Manzano. Sempre secondo gli ermellini, ci sarebbe stata una "mancata decisione" dei giudici in ordine alla formazione delle macchie di sangue sullo pneumatico dell'auto sulla scena del crimine.? E, ancora, non sarebbero stati tenuti in debito conto alcuni indizi come il fatto che Paolo Calligaris ha bruciato i vestiti che indossava quella notte e avrebbe alterato i luoghi della villa in cui è stata uccisa Tatiana Tulissi quando già era sotto sequestro. Inoltre, avrebbe lavato le mani prima dello stub.

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