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Myanmar, sisma 300 volte più forte di Amatrice, due placche che si scontrano: ecco cosa succede

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Il sismologo Amato (Ingv): “Gli edifici si inclinano a causa della liquefazione del suolo. Altre scosse seguono quella principale”
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Una rottura sulla faglia lunga centinaia di chilometri, un sisma che vale 300 volte quello che nel 2016 devastò Amatrice e diverse località del Centro Italia. Il disastro in Myanmar è dovuto “a un terremoto di tipo trascorrente, dovuto allo spostamento di due placche di alcuni metri una rispetto all’altra”. A spiegarlo è il sismologo Alessandro Amato, dirigente di ricerca presso l’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia”.

Come si misurano i terremoti

La scala Richter è uno degli strumenti di misurazione del sisma. Dà un valore alla magnitudo, ovvero l’energia che si sprigiona quando scoppia un terremoto. “L’aumento è logaritmico: per ogni punto in più sulla scala, la quantità di di energia coinvolta è 32 volte più forte di quella del punto precedente”, dice Amato. Lo “scuotimento” della terra aumenta di 10 volte per ogni punto sulla scala. Il terremoto di Amatrice, per fare il confronto con l’ultima grande tragedia legata a un sisma in Italia, aveva una magnitudo di 6 punti. Qu…

Una rottura sulla faglia lunga centinaia di chilometri, un sisma che vale 300 volte quello che nel 2016 devastò Amatrice e diverse località del Centro Italia. Il disastro in Myanmar è dovuto “a un terremoto di tipo trascorrente, dovuto allo spostamento di due placche di alcuni metri una rispetto all’altra”. A spiegarlo è il sismologo Alessandro Amato, dirigente di ricerca presso l’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia”.

Come si misurano i terremoti

La scala Richter è uno degli strumenti di misurazione del sisma. Dà un valore alla magnitudo, ovvero l’energia che si sprigiona quando scoppia un terremoto. “L’aumento è logaritmico: per ogni punto in più sulla scala, la quantità di di energia coinvolta è 32 volte più forte di quella del punto precedente”, dice Amato. Lo “scuotimento” della terra aumenta di 10 volte per ogni punto sulla scala. Il terremoto di Amatrice, per fare il confronto con l’ultima grande tragedia legata a un sisma in Italia, aveva una magnitudo di 6 punti. Quello che ha colpito il Myanmar, circa 7,7. “Tenendo conto della forbice di errore di ogni misurazione, parliamo di un terremoto 300 volte più forte” aggiunge il sismologo.

Cos’è successo in Myanmar

“Il terremoto che ha colpito questa zona è di tipo trascorrente, due placche si sono spostate con un movimento orizzontale. Questo tipo di sisma – continua Amato – è più raro in Italia, dove prevalgono le scosse estensionali, ma è diffuso nel mondo. È lo stesso tipo di fenomeno che riguarda la faglia di San Andreas, tra Los Angeles e Las Vegas”. Non è il primo evento del genere che si verifica in questa zona. “Negli ultimi 100 anni o poco più, si contano altri cinque terremoti di questo tipo con magnitudo superiore a 7. Nel 1912 si è registrato un sisma di magnitudo 7,9 con epicentro poco più a Sud. Il pezzo che si è rotto è lungo circa 200, 300 chilometri, ma la faglia è molto più lunga”.

La liquefazione

Delle immagini che arrivano dal Myanmar, colpiscono quelle in cui si vedono gli edifici che sprofondano in strada, quasi adagiandosi su un fianco. “Questo accade – spiega il sismologo – per un fenomeno che si chiama liquefazione del terreno: ci sono degli strati al di sotto delle fondazioni degli edifici che vengono mobilitati dalle onde sismiche e diventano come sabbie mobili. Una parte dell’edificio non appoggia più su qualcosa di solido, è come se si trovasse a galleggiare: per questo anche se rimangono intere alcune case sprofondano o collassano su un lato”.

Nuove scosse

È impossibile prevedere con assoluta certezza cosa avverrà in futuro. “Sicuramente seguiranno, e sono già seguite, molte nuove scosse. Alcune piuttosto forti, altre minori, ma saranno centinaia nei prossimi giorni e settimane – conclude Amato – Lo scenario peggiore è che si sprigioni un nuovo terremoto in un altro segmento della faglia o in una faglia vicina. È quello che accadde nel sisma che devastò la Turchia”.

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