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L’oro delle spiagge e il bando che ha aperto il vaso di Pandora

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Il sindaco Gualtieri: “Le gare si faranno lo stesso. Noi andiamo avanti con trasparenza e legalità”
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Dei famosi pedalò a forma di cigno dei Bagni Vittoria è rimasta mezza base annerita dalla cenere. Tre chilometri più in là, al Plinius, è bruciata una fila di sei cabine in prossimità del pontile. Al Salus, al Belsito, a Le Dune, danni ridotti al minimo.

«L’abbiamo inseguito, braccato, acciuffato noi. Aveva dribblato la polizia, aveva un bel coltello a serramanico nello zaino e le assicuro che tutto è tranne che un clochard. Quello è un professionista, che ha agito su commissione e soprattutto non può aver agito da solo. E quindi adesso tocca mettersi paura».

Michele De Fazio, del lido La Bonaccia, è stato sul lungomare fino alle quattro del mattino. È uno della squadra composta da una quindicina di balneari che, nella notte tra mercoledì e giovedì, mentre i vigili del fuoco correvano di qua e di là a spegnere le fiamme appiccate in sequenza a cinque stabilimenti lungo tre chilometri di litorale, è riuscita a mettere le mani sul 24enne romano che poi ieri mattina ha confessato. Ma a…

Dei famosi pedalò a forma di cigno dei Bagni Vittoria è rimasta mezza base annerita dalla cenere. Tre chilometri più in là, al Plinius, è bruciata una fila di sei cabine in prossimità del pontile. Al Salus, al Belsito, a Le Dune, danni ridotti al minimo.

«L’abbiamo inseguito, braccato, acciuffato noi. Aveva dribblato la polizia, aveva un bel coltello a serramanico nello zaino e le assicuro che tutto è tranne che un clochard. Quello è un professionista, che ha agito su commissione e soprattutto non può aver agito da solo. E quindi adesso tocca mettersi paura».

Michele De Fazio, del lido La Bonaccia, è stato sul lungomare fino alle quattro del mattino. È uno della squadra composta da una quindicina di balneari che, nella notte tra mercoledì e giovedì, mentre i vigili del fuoco correvano di qua e di là a spegnere le fiamme appiccate in sequenza a cinque stabilimenti lungo tre chilometri di litorale, è riuscita a mettere le mani sul 24enne romano che poi ieri mattina ha confessato. Ma a Ostia nessuno è disposto a credere a quel ragazzo che alla polizia ha detto di essere arrivato solo da una settimana, di aver dormito dove capita e di aver appiccato il fuoco «per tristezza e per frustrazione». E per due giorni di fila, giusto subito prima e subito dopo l’attesa sentenza del Consiglio di Stato che, ribaltando il primo verdetto, ha dato ragione al Comune dando il via al bando per il rinnovo di ben 31 concessioni demaniali: stabilimenti balneari, bar, ristoranti sulla spiaggia.

Un affare da 100 milioni

L’oro di Ostia, lo chiamano qua, un affare da 90-100 milioni di euro che fa gola a molti. «A chi ha capitali sporchi da riciclare, alla camorra innanzitutto che è già arrivata a pochi chilometri da qui. Vogliono intimidirci, un chiaro avvertimento per spingere molti di noi a non ripresentare la domanda», dicono in coro i balneari di Ostia a cominciare da quelli che gestiscono i lidi con concessione ormai scaduta anche da anni e che non hanno alcuna intenzione di smobilitare. Tanto che, nei mesi scorsi, quando il sindaco Roberto Gualtieri ha annunciato l’intenzione di mettere subito a bando le concessioni scadute, qualcuno di loro, in preda alla rabbia, è arrivato a dire: «Piuttosto che smontare quello che abbiamo costruito in anni di lavoro, sfasciamo tutto».

Ma il bando si farà. Ancora cinque giorni per la riapertura dei termini delle domande e poi si vaglieranno le offerte. Il sindaco di Roma Roberto Gualtieri va dritto per la sua strada: «I bandi continuano, tutto questo non ha nessuna influenza: noi andremo avanti nella trasparenza e nella legalità».

I balneari fanno muro

Ma oggi, davanti alle fiamme che mercoledì sera hanno messo paura a tutta Ostia, i balneari fanno muro e provano a tirare acqua al loro mulino: « Qui siamo tutte imprese a conduzione familiare e continuiamo ad investire per follia nostra e amore del posto — dice Edoardo Moscara, titolare del Belsito e numero uno di Sib Confcommercio — Spererei davvero che sia opera di un matto, diversamente comincerei a perdere il sonno. E sia chiaro. Noi siamo favorevoli ai bandi, ma non a un bando fatto così, per un solo anno e con queste royalties che il Comune si è inventato. Con la riapertura del bando a cui siamo sicuri arriveranno moltissime domande, l’aggiudicazione non potrà avvenire prima di maggio. Dopodiché, dove dovessero vincere nuovi imprenditori, prima che i vecchi concessionari smontino tutto e i nuovi mettano in piedi quel che serve si arriverà a giugno. E quale impresa andrebbe a fare un investimento per una stagione dimezzata e un’aggiudicazione per un solo anno? Solo chi pensa di poter fare di Ostia una lavanderia di soldi sporchi». Di certo c’è che il classico inizio della stagione al primo maggio è a rischio. «Di abbonamenti in queste condizioni non ne abbiamo fatto neanche uno — dice ancora Moscara — e soprattutto non sappiamo cosa dire ai nostri dipendenti».

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