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Il crollo del grattacielo a Bangkok. Urla tra le macerie: “Aiutateci”

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L’edificio in costruzione a nord della capitale era destinato ad uffici del governo. Nove i morti accertati, centinaia i dispersi. I dubbi sulla struttura: “È sparita in dieci minuti”
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Il grattacielo di 33 piani si è sbriciolato come un grissino e si è addormentato dentro una grande nuvola di polvere. Della torre che doveva essere il nuovo edificio dell’Ufficio del revisore generale dei conti nel distretto di Chatuchak, a nord della capitale, è rimasto un groviglio di cemento e cavi d’acciaio. Il crollo è stato ripreso da chi era al mercato del quartiere mentre gli operai col caschetto e le tute da lavoro correvano per mettersi in salvo.

La torre sgretolata adesso è diventata il simbolo del 28 marzo di Bangkok. Sotto le sue macerie sono rimaste uccise 9 persone e 110 sono ancora intrappolate, secondo il bilancio consegnato dai funzionari thailandesi alla Cnn. Ma il bollettino della tragedia è destinato a essere provvisorio perché più le ore passano…

Il grattacielo di 33 piani si è sbriciolato come un grissino e si è addormentato dentro una grande nuvola di polvere. Della torre che doveva essere il nuovo edificio dell’Ufficio del revisore generale dei conti nel distretto di Chatuchak, a nord della capitale, è rimasto un groviglio di cemento e cavi d’acciaio. Il crollo è stato ripreso da chi era al mercato del quartiere mentre gli operai col caschetto e le tute da lavoro correvano per mettersi in salvo.

La torre sgretolata adesso è diventata il simbolo del 28 marzo di Bangkok. Sotto le sue macerie sono rimaste uccise 9 persone e 110 sono ancora intrappolate, secondo il bilancio consegnato dai funzionari thailandesi alla Cnn. Ma il bollettino della tragedia è destinato a essere provvisorio perché più le ore passano e più si assottigliano le speranze. Sul cedimento della struttura c’è bisogno di fare chiarezza e di certo sarà aperta un’indagine per comprendere come sia stato possibile che il grattacielo, in costruzione da 5 anni, è venuto giù in dieci minuti. I lavori per l’edificio da 2,1 miliardi di baht (quasi 60milioni di euro) sono iniziati nel 2020 e erano stati completati al 30 per cento. La costruzione aveva raggiunto il piano più alto.

Il progetto del grattacielo — come riporta il sito Khaosod — era una joint venture tra “Italian-Thai development” e una società cinese. L’edificio si trovava su un terreno vicino a un auditorium e a un parcheggio su proprietà della State Railway, sulla Kamphaeng Phet Road. Il quartiere di Chatuchak è a vocazione commerciale, c’è un grande mercato e di fronte al grattacielo crollato c’è il J.J. Mall che è un grande complesso commerciale.

I lavoratori del cantiere sono fuggiti in preda al panico, urlando e inseguiti dalla polvere. Le strade sono state ricoperte dal nevischio di cemento che ha limitato la visibilità. Il traffico si è bloccato. I soccorritori hanno prestato le prime cure a chi era riuscito a sfuggire al crollo mentre per chi è rimasto intrappolato sotto il cemento e le lamiere sono arrivati escavatori e attrezzature specializzate.

Le ispezioni, durante i lavori, erano di responsabilità di una joint venture composta da Pn Synchroniz, W and Associates Group e KP Consultants and Management, ha affermato al Bangkok post il vice revisore generale dei conti Sutthipong Boonnithi, arrivato a Chatuchak.

Somsak Sadkaew, 67 anni, caposquadra della “Ttsw engineering limited”, ha rivelato al Khaosod che prima del crollo, mentre lavorava al piano inferiore, ha sentito il pavimento in cemento dell’edificio scricchiolare. Ma non è riuscito a capire da quale piano provenisse quel rumore. È corso fuori e, alzando lo sguardo, ha visto la gru sul tetto oscillare. Il sospetto di un sisma è diventato certezza. Ha subito lanciato l’allarme, è fuggito via. Circa 10 minuti dopo, l’edificio è crollato. Il caposquadra ha anche affermato che «normalmente all’interno dell’edificio lavoravano circa 170 lavoratori di varie aziende». E che è stata una fortuna che il crollo sia avvenuto in quel momento e non alle 16, quando c’è il cambio turno. Le vittime sarebbero potute essere ancora di più. Mentre secondo il ministro della Salute pubblica thailandese, Somsak Thepsuthin, c’erano fino a 409 persone che lavoravano nel cantiere del grattacielo al momento del crollo. Le ricerche dei dispersi sono instancabili, si stanno anche utilizzando i droni per individuare chi dal ventre del grattacielo accartocciato continua a urlare: «Aiutami».

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