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Zoppi “Effetti catastrofici sulle palazzine tirate su senza criteri antisismici”

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Intervista all’architetto membro della struttura tecnica nazionale che valuta i danni sugli edifici dopo i terremoti
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Diego Zoppi è membro del Consiglio nazionale degli architetti e della struttura tecnica nazionale che valuta i danni prodotti sugli edifici da terremoti e altre calamità. Ha una lunga esperienza professionale nel Sudest asiatico.

Che edifici ci sono nelle aree colpite?

“La tradizione è di costruire strutture basse, elastiche, utilizzando legno o bambù. Sono più resistenti di fronte a terremoti e altre calamità. Quei popoli sono più abituati di noi alle distruzioni e alle ricostruzioni. Affrontano l’ambiente con l’attitudine della canna che si piega”.

In Paesi come il Vietnam, la Cina, la Thailandia, dove lei ha lavorato, ci sono però anche moltissime strutture moderne.

“Sì, negli ultimi 50 anni le cose sono cambiate. Sono esplose le grandi metropoli. Non hanno costruito male, mediamente vengono usati standard americani, tecnologicamente evoluti”.

Perché il grattacielo in costruzione a Bangkok è crollato?

“Nelle fasi di cantiere non dovrebbe succedere, ma magari può accadere c…

Diego Zoppi è membro del Consiglio nazionale degli architetti e della struttura tecnica nazionale che valuta i danni prodotti sugli edifici da terremoti e altre calamità. Ha una lunga esperienza professionale nel Sudest asiatico.

Che edifici ci sono nelle aree colpite?

“La tradizione è di costruire strutture basse, elastiche, utilizzando legno o bambù. Sono più resistenti di fronte a terremoti e altre calamità. Quei popoli sono più abituati di noi alle distruzioni e alle ricostruzioni. Affrontano l’ambiente con l’attitudine della canna che si piega”.

In Paesi come il Vietnam, la Cina, la Thailandia, dove lei ha lavorato, ci sono però anche moltissime strutture moderne.

“Sì, negli ultimi 50 anni le cose sono cambiate. Sono esplose le grandi metropoli. Non hanno costruito male, mediamente vengono usati standard americani, tecnologicamente evoluti”.

Perché il grattacielo in costruzione a Bangkok è crollato?

“Nelle fasi di cantiere non dovrebbe succedere, ma magari può accadere che il telaio statico non sia ancora chiuso e quindi ci sia una maggiore fragilità. Detto questo, non conosco il palazzo e non posso esprimermi con certezza. È però preoccupante che a mille chilometri dall’epicentro crollino edifici, seppure in costruzione”.

Come si riducono i rischi di danni sismici ai grattacieli?

“La scossa applica una forza orizzontale ondulatoria alla parte bassa dell’edificio. Si generano così oscillazioni importanti nella parte superiore. Se superano un certo livello c’è il crash dell’immobile. Per ridurre questi effetti si realizza alla base, nelle fondazioni, un meccanismo che assorbe le vibrazioni facendo spostare l’edificio già in basso, riducendo la forza cinetica che arriva in alto”.

E la situazione in Myanmar com’è?

“Conosciamo meno lo stato degli edifici di quel Paese. Ci sono grandi città che magari non hanno tanti edifici alti. Però gli effetti catastrofici del terremoto spesso sono legati ai crolli di palazzi di tre-quattro piani. Quelle strutture, paragonabili ai nostri condomini di qualche decennio fa, sono state tirate su senza seguire le regole antisismiche. In quei luoghi, tra l’altro, è molto diffusa anche l’auto costruzione”.

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