Londra – Niente da fare per Luca Cordero di Montezemolo e suo figlio Matteo. Con una sentenza di 337 pagine, l’Alta Corte di Londra ha respinto la loro richiesta monstre da 50 milioni di euro di risarcimento a carico, tra gli altri, del broker Daniele Migani. L’ex presidente di Ferrari, Fiat, Italo e Maserati sosteneva di esser stato vittima di «truffa e negligenza» in alcuni investimenti andati male dopo l’emergenza Covid esplosa nel 2020.
Riassunto delle puntate precedenti: nel 2016 la Gig (Gi Globinvestment), vettore finanziario gestito da Matteo Cordero di Montezemolo e con sede proprio a Londra, aveva investito in un fondo lussemburghese, Skew Base. Operazione indicata da Migani, fondatore del gruppo di consulenza in grandi patrimoni Xy e con un passato anche al Cern, e da Federico Faleschini, titolare della Logic Holding, entrambi residenti in Svizzera. O…
Londra – Niente da fare per Luca Cordero di Montezemolo e suo figlio Matteo. Con una sentenza di 337 pagine, l’Alta Corte di Londra ha respinto la loro richiesta monstre da 50 milioni di euro di risarcimento a carico, tra gli altri, del broker Daniele Migani. L’ex presidente di Ferrari, Fiat, Italo e Maserati sosteneva di esser stato vittima di «truffa e negligenza» in alcuni investimenti andati male dopo l’emergenza Covid esplosa nel 2020.
Riassunto delle puntate precedenti: nel 2016 la Gig (Gi Globinvestment), vettore finanziario gestito da Matteo Cordero di Montezemolo e con sede proprio a Londra, aveva investito in un fondo lussemburghese, Skew Base. Operazione indicata da Migani, fondatore del gruppo di consulenza in grandi patrimoni Xy e con un passato anche al Cern, e da Federico Faleschini, titolare della Logic Holding, entrambi residenti in Svizzera. Operazioni finanziarie molto redditizie, fino a quando, con l’arrivo del Covid, Skew Base sprofonda.
L’accusa di Montezemolo si basava sulla scoperta che sia Migani che Faleschini avevano partecipato alla costituzione originaria di Skew Base e dunque sarebbero stati «implicati negli eventi in oggetto». Una vicenda giudiziaria nata circa un anno fa. Ma «le pretese dei ricorrenti sono state respinte», ribadisce il tribunale della corte della capitale britannica.
La sentenza dell’Alta Corte, racconta Migani, conferma «la correttezza e la professionalità con cui Xy, le società collegate e io abbiamo operato». Se non ci fosse stata la pandemia, si legge nella sentenza, gli investitori «avrebbero continuato a beneficiare degli importanti rendimenti che erano in grado di generare. Migani e Xy disponevano di valide motivazioni per ritenere che l’investimento fosse coerente con gli obiettivi di investimento». Per il giudice, dunque, i rischi degli investimenti di Montezemolo erano stati comunicati in maniera adeguata da Migani e Xy, e Gi Globinvestment dovrà saldare anche le fatture arretrate per i servizi ricevuti.
Dodici mesi fa, allo stesso Migani erano stati sequestrati asset da 18 milioni di euro in un’inchiesta della procura di Milano su presunti «raggiri ad altri vip e imprenditori», tra cui la cantante Caterina Caselli e il designer di auto Giorgetto Giugiaro, «per le ipotesi di truffa, abusiva attività finanziaria in Italia e omessa presentazione della dichiarazione dei redditi». Un sequestro successivamente annullato dal tribunale del Riesame il 6 dicembre scorso. «La sentenza dell’Alta Corte di Londra — commenta il broker — conferma in modo inequivocabile come le perdite subite fossero dovute esclusivamente alla crisi finanziaria generata dalla pandemia».