La Thailandia l’ha scelta per amore del suo lavoro. Marco Corallo vive a Chiang Mai, nel nord del Paese, da 11 anni. È un consulente di viaggi per un’agenzia che si occupa di turismo nel Sud est asiatico. Le sue origini sono pugliesi e a 15 anni, oggi ne ha 58, ha vissuto il terremoto dell’Irpinia. «Quell’esperienza è stata terribile. Ma questa volta è stato molto peggio», dice in fondo alla giornata, Chiang Mai è immersa nel buio e alle 21,30 di venerdì le strade sono desolate.
Dove si trovava in quel momento?
«Ero a prendere un caffè nel bar di un’amica. Stavamo chiacchierando e mi sono sentito mancare. Ho pensato che stessi per svenire per un malore. Mi sono voltato e attorno a me ho visto che anche gli altri hanno iniziato ad aggrapparsi alle sedie, ai muri, al b…
La Thailandia l’ha scelta per amore del suo lavoro. Marco Corallo vive a Chiang Mai, nel nord del Paese, da 11 anni. È un consulente di viaggi per un’agenzia che si occupa di turismo nel Sud est asiatico. Le sue origini sono pugliesi e a 15 anni, oggi ne ha 58, ha vissuto il terremoto dell’Irpinia. «Quell’esperienza è stata terribile. Ma questa volta è stato molto peggio», dice in fondo alla giornata, Chiang Mai è immersa nel buio e alle 21,30 di venerdì le strade sono desolate.
Dove si trovava in quel momento?
«Ero a prendere un caffè nel bar di un’amica. Stavamo chiacchierando e mi sono sentito mancare. Ho pensato che stessi per svenire per un malore. Mi sono voltato e attorno a me ho visto che anche gli altri hanno iniziato ad aggrapparsi alle sedie, ai muri, al bancone. Le luci si accendevano e si spegnevano. Sembrava un film di quelli che ti mettono addosso la paura. In quel momento ho capito che c’era il terremoto».
È scappato?
«Tutto sarà durato un minuto, non abbiamo avuto la prontezza di uscire. Cercavo stabilità, mi sono aggrappato al bancone, ci siamo guardati in faccia con la mia amica. Tremava tutto e tutti eravamo in silenzio. La zona dove ci troviamo è a rischio terremoto, è la parte della Thailandia più vicina alla Birmania, e le nuove case sono state costruite con i criteri antisismici. Diciamo che questa è stata una fortuna anche se il sisma lo abbiamo sentito molto forte».
Ci sono state scene di panico?
«In strada erano tutti molto spaventati, mi sono molto impressionato quando ho visto dall’ospedale vicino al bar uscire alcune infermiere con le barelle».
È rientrato in casa?
«Sì, anche se dopo 10 minuti c’è stata un’altra scossa. Mi è iniziata a girare la testa, è una sensazione molto brutta. Tutti i centri commerciali sono stati chiusi e anche l’aeroporto. Siamo isolati».
Andrà a dormire da qualche altra parte?
«Abito al terzo piano, l’ultimo della mia palazzina. Se dovesse accadere il peggio, potrebbe crollarmi addosso solo il tetto del condominio. La prendo a ridere perché altrimenti significherebbe perdere la serenità. Ma lo spavento è stato grande. Spero che non si ripetano altre scosse così forti, non sarà facile prendere sonno dopo una giornata del genere».