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Giovanni Paolo II, messa a San Pietro a vent’anni dalla morte: Meloni saluta il cardinale Ruini

(agf)

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Parolin: “Un pontificato immenso”. Dziwisz, storico segretario di Wojtyla, prega per papa Francesco: “Che il Signore gli dia la forza necessaria per guidare la Chiesa pellegrina in questi tempi difficili”
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Una basilica piena di fedeli, una trentina di cardinali, molti arcivescovi e vescovi: a venti anni dalla morte di Giovanni Paolo II, avvenuta la sera del 2 aprile 2005, il cardinale Pietro Parolin, Segretario di Stato vaticano, ha celebrato una messa nella basilica di San Pietro alla quale ha partecipato anche la Presidente del Consiglio Giorgia Meloni.

Preghiera per Francesco

Papa Francesco, convalescente a Casa Santa Marta, dentro il Vaticano, era “unito spiritualmente” all’assemblea, ha detto il cardinale Stanislaw Dziwisz, storico segretario di Karol Wojtyla: “Il nostro cuore”, ha detto il porporato polacco, “si stringe al santo padre Francesco: sappiamo che in questa ora si unisce spiritualmente a noi, preghiamo per la sua salute. Che il Signore dia a lui la forza necessaria per guidare la Chiesa pellegrina in questo anno giubilare all’insegna della speranza, in questi tempi difficili per la Chiesa e anche per il mondo”. Il Papa, a quanto ha fatto sapere lo stesso Dziwisz, ha per…

Una basilica piena di fedeli, una trentina di cardinali, molti arcivescovi e vescovi: a venti anni dalla morte di Giovanni Paolo II, avvenuta la sera del 2 aprile 2005, il cardinale Pietro Parolin, Segretario di Stato vaticano, ha celebrato una messa nella basilica di San Pietro alla quale ha partecipato anche la Presidente del Consiglio Giorgia Meloni.

Preghiera per Francesco

Papa Francesco, convalescente a Casa Santa Marta, dentro il Vaticano, era “unito spiritualmente” all’assemblea, ha detto il cardinale Stanislaw Dziwisz, storico segretario di Karol Wojtyla: “Il nostro cuore”, ha detto il porporato polacco, “si stringe al santo padre Francesco: sappiamo che in questa ora si unisce spiritualmente a noi, preghiamo per la sua salute. Che il Signore dia a lui la forza necessaria per guidare la Chiesa pellegrina in questo anno giubilare all’insegna della speranza, in questi tempi difficili per la Chiesa e anche per il mondo”. Il Papa, a quanto ha fatto sapere lo stesso Dziwisz, ha personalmente inviato una candela che è stata posta sulla tomba di Giovanni Paolo II e accesa dal cardinale polacco a fine celebrazione.

Il saluto di Meloni a Ruini

Prima dell’inizio della messa, la premier Meloni, vestita con un tailleur bianco, è andata a salutare, affiancata dal sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano, il cardinale Camillo Ruini, 94 anni, seduto in prima fila nella basilica vaticana, in un’apparizione ormai molto rara in pubblico. A fine messa Meloni e Mantovano si sono intrattenuti brevemente in sacrestia con i cardinali Parolin e Dziwisz.

Un pontificato “immenso”

“Nei 26 anni del suo immenso Pontificato, spingendosi fino agli angoli più lontani del pianeta, il Santo Papa è stato pellegrino instancabile fino ai confini della terra per potarvi l’annuncio del Vangelo di Gesù”, ha detto il cardinale Parolin nella sua omelia. Ricordando i giorni precedenti e l’afflusso “crescente, incontenibile, inimmaginabile” della folla dopo l’annuncio della sua morte, il Segretario di Stato vaticano ha messo in luce alcuni aspetti salienti della figura e del pontificato di Giovanni Paolo II: la partecipazione al Concilio vaticano II, che considerava “bussola di orientamento per la Chiesa e per l’umanità intera”; il Giubileo del 2000, al quale si preparava sin dall’elezione in Conclave per portare la Chiesa nel terzo millennio; il suo invito a non avere paura e aprire, anzi spalancare, le porte a Cristo, parole, ha detto Parolin, che “continuano a ispirarci e riecheggiano in quelle del suo successore Francesco anche oggi anche in questo nuovo Giubileo”; la forza di andare controcorrente, perché il Pontefice polacco “non ha mai cercato di piacere agli uomini ma a Dio, ha vissuto solo davanti ai suoi occhi”; e ancora, la sua “difesa della giustizia, della dignità delle persone umane e della pace”, rivolto “con autorità e fermezza” ai “popoli e ai governanti”, con “appelli e moniti” che spesso “restavano purtroppo inascoltati, come avviene anche ai grandi profeti”.

“Ci guarda dall’alto”

Il cardinale Dziwisz, che ha preso la parola a inizio della celebrazione, ha sottolineato che a venti anni dalla morte di Wojtyla “la Chiesa conserva ancora il ricordo commosso di un pastore venuto a Roma, come si diceva, da un paese lontano, ma che dopo un lungo Pontificato a cavallo tra il secondo e terzo millennio della cristianità si è fatto vicino al cuore di milioni di fedeli di tutto il mondo. Crediamo fermamente – ha detto il suo segretario – che egli stesso ora ci guardi dall’alto sostenendo tutta la chiesa Chiesa nel suo pellegrinaggio verso l’eternità”. A conclusione della celebrazione il cardinale Baldo Reina, vicario del Papa per la diocesi di Roma, ha guidato una breve preghiera dinanzi alla tomba di Giovanni Paolo II alla presenza dei cardinali presenti, nonché di una rappresentanza diplomatica della Polonia e della premier Meloni.

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