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“Sulla donna certe etnie hanno sensibilità diverse”. È polemica su Nordio

Il ministro della Giustizia Carlo Nordio

 

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Dal Pd alle associazioni contro la violenza, tutti contro la frase del ministro: “Siamo al razzismo” e Maruotti (Anm): “Donne uccise soprattutto da uomini italiani”
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Roma – Sembra una considerazione buttata lì. Ma è un’idea che sui femminicidi torna ritualmente dalle parti del governo. «Alcune etnie non hanno la nostra sensibilità verso le donne», osserva il ministro Carlo Nordio, ospite stavolta a Salerno della Camera Penale, affrontando la piaga dei femminicidi.

Poche parole in grado di accendere lo scontro politico, e spaccare il fronte, nelle ore drammatiche delle uccisioni di Ilaria, la studentessa pugnalata a Roma dall’ex di origini filippine, e di Sara, accoltellata a Messina da un suo stalker. Prima del titolare della Giustizia, quattro mesi fa, era stato il ministro Valditara a suscitare il disagio perfino della famiglia Cecchettin con una frase choc: «Occorre non far finta di non vedere che l’incremento di fenomeni di violenza sessuale è legato anche a forme di marginalità e devianza in qualche modo discendenti da immigrazione illegale».

Roma – Sembra una considerazione buttata lì. Ma è un’idea che sui femminicidi torna ritualmente dalle parti del governo. «Alcune etnie non hanno la nostra sensibilità verso le donne», osserva il ministro Carlo Nordio, ospite stavolta a Salerno della Camera Penale, affrontando la piaga dei femminicidi.

Poche parole in grado di accendere lo scontro politico, e spaccare il fronte, nelle ore drammatiche delle uccisioni di Ilaria, la studentessa pugnalata a Roma dall’ex di origini filippine, e di Sara, accoltellata a Messina da un suo stalker. Prima del titolare della Giustizia, quattro mesi fa, era stato il ministro Valditara a suscitare il disagio perfino della famiglia Cecchettin con una frase choc: «Occorre non far finta di non vedere che l’incremento di fenomeni di violenza sessuale è legato anche a forme di marginalità e devianza in qualche modo discendenti da immigrazione illegale».

Oggi come allora insorgono le opposizioni, a partire da deputate e senatrici del Pd: «Non è col razzismo che si fermano i femminicidi». Arriva la protesta di associazioni, della rete nazionale di centri antiviolenza “Dire”, di Telefono Rosa. E con Repubblica esprime forte dissenso anche Rocco Maruotti, il numero 2 dell’Anm, l’associazione nazionale magistrati: «Ciò che sostiene il ministro Nordio è destituito di fondamento e anche pericoloso». Ma Nordio non fa una piega: «Polemiche così banali che non le commento».

Le parole del Guardasigilli sono benzina versata nei giorni della rabbia: altre due giovani donne assassinate per un no, l’ennesimo allarme. Il ministro Nordio ragiona: «È illusorio che l’intervento penale, che già esiste e deve essere mantenuto per affermare l’autorità dello Stato, possa risolvere la situazione». Sia il legislatore, sia la magistratura, continua il Guardasigilli, «possono arrivare entro certi limiti a reprimere questi fatti, che si radicano nell’assoluta mancanza non solo di educazione civica ma anche di rispetto verso le persone. Soprattutto per quanto riguarda giovani e adulti di etnie che magari non hanno la nostra sensibilità verso le donne». Una “lettura” che suscita un’onda di polemiche.

«Affermazioni sulla famiglia di origine del ragazzo non servono al cambiamento. Qui serve altro e i centri antiviolenza si sono da sempre messi a disposizione per lavorare insieme», per la rete Dire. Anche Telefono Rosa fa parlare i fatti: «La violenza è trasversale e colpisce tutte le donne senza distinzioni, il resto sono stereotipi». E Actionaid denuncia: «Dal 2023 è scaduto il piano strategico nazionale sulla violenza maschile contro le donne e il governo non ne ha emanato uno nuovo». Dalla commissione bicamerale dell’inchiesta sul femminicidio, le parlamentari dem, con la renziana Bonetti, chiedono una presa di distanza della premier Meloni: «Frase irricevibile e triste. Le donne italiane vengono uccise nella stragrande maggioranza da uomini italiani che non accettano di essere lasciati». A confermarlo, è il segretario dell’Anm, Maruotti: «I numeri smentiscono il ministro. Stando ai dati Istat 2023, il 94,3% delle donne italiane è vittima di italiani e il 43,8% delle donne straniere è vittima di propri connazionali, per cui in Italia ad uccidere le donne sono prevalentemente uomini italiani». È severo Maruotti: «Spiace constatare che un uomo di cultura come Nordio, che legge Shakespeare e cita i filosofi, possa propinare una storia buona per la propaganda: quella dei “selvaggi” che vengono da altre culture ad ammazzare le “nostre” donne».

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